Il Governo gioca d’azzardo e chiude le sale gioco

Con la chiusura delle sale slot, sale scommesse e sale bingo, sono a rischio migliaia di posti di lavoro

Martedì, 10 Novembre 2020 14:29

In questa delicata fase di emergenza sanitaria, o presunta tale, non c’è solo il mondo della ristorazione in subbuglio. Le proteste riguardano la stragrande maggioranza dei settori economici penalizzati da chiusure totali o parziali che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende. Secondo i dati ASI – Prometeia, che ha confrontato la crisi 2020 con quella del 2009, i settori più colpiti del manifatturiero sono quelli dell’automotive e degli elettrodomestici (-20%) e poi con quote inferiori al -20% troviamo meccanica, sistema moda, metallurgia, mobili, intermedi chimici, elettrotecnica ed elettronica, largo consumo e food.

Ma anche i servizi accusano il colpo. Basti citare il settore trasporti, come quello dei tassisti, o quelli in ambito travel. Ma anche altri meno chiacchierati, come quello del betting sportivo, del gioco d’azzardo, delle sale gioco terrestri, che, soprattutto in seguito agli ultimissimi DPCM hanno subito chiusure e iniziato a incamerare perdite.

Prosperano, per contro, il betting online, le scommesse sportive digitali e i casinò virtuali che beneficiano delle serate casalinghe che lasciano incollati al pc milioni di giocatori e scommettitori. Tra tutti vale la pena di menzionare i casinò con slot Thunderkick, di cui è possibile consultarne una lista su questa pagina di truffa.net.

Piuttosto dura è la posizione di una frangia politica in parlamento. A parlarne ad Agimeg è il deputato di Forza Italia Mauro D’Attis.

La chiusura delle sale gioco è un “Azzardo”

Secondo il parlamentare, non esistono evidenze scientifiche che hanno giustificano la chiusura di sale slot, sale scommesse e sale bingo in quanto non sono stati registrati casi di focolai. Inoltre, i protocolli di protezione e sanificazione sono stati ampiamente in funzione da mesi, senza dimenticare che il settore è sempre controllato in maniera estremamente capillare da Polizia, Finanza e Monopoli. Ma, ovviamente, c’è dell’altro.

La questione delle chiusure non ha riguardato solo la sponda puramente ludica, ma anche e soprattutto quella dei lavorati dei canali terrestri. Non si è perdendo solo uno svago, un passatempo. Decina di migliaia di posti di lavoro sono a rischio. E se le case gioco virtuali come i casinò Thunderkick continuano ad incrementare gli introiti, i dipendenti del comparto reale si avviano di nuovo a vivere periodi difficili con questo nuovo lockdown. Quello precedente ha generato un crollo nel cosiddetto gioco fisico del 97% per i casinò, 95% per il bingo e 94% per le scommesse sportive.

La situazione attuale di slot machine e scommesse online

Durante la pandemia il gioco digitale è invece balzato in avanti, soprattutto da mobile, per il segmento casinò online e slot machine. A sorpresa, ma non troppo, anche i nuovi canali digitali come Facebook, Twitter e Youtube sono stati particolarmente utilizzati dalle aziende di gioco online. Secondo uno studio pubblicato in Inghilterra e ripreso da Agimeg, il 70% delle puntate online verso slot machine e giochi digitali sono arrivati da smartphone e tablet, tant’è che il 55% delle aziende che operano online ha considerato più che soddisfacente il rendimento del comparto.

In generale, i ricavi dal segmento dei casinò online sono cresciuti del +29% rispetto allo stesso terzo trimestre 2019: dati positivi, quindi, considerando la congiuntura complessiva. Congiuntura che - piccola digressione- non poteva non coinvolgere il settore offline, cioè quello reale che ha registrato un calo del 42% nelle scommesse sportive complice il blocco quasi totale della stragrande maggioranza di tornei e campionati, soprattutto relativo agli sport da contatto.

I rischi legati all’emersione della criminalità

[P] Per Mauro d’Attis, che peraltro condanna la scelta della chiusura delle sale gioco terrestri, si tratta anche della difesa del diritto al gioco da garantire ai cittadini e della difesa della deviazione dal gioco legale al gioco illegale. L’emersione della criminalità tanto al nord quanto al sud, soprattutto nelle regioni più colpite – la Lombardia da tutti i punti di vista, ossia decessi e contagi, e la Campania, per quanto riguarda la crescita dei positivi seppur con scarsissime ripercussioni sulla mortalità – è un fenomeno da tenere in considerazione. Quello che può accadere, o sta già accadendo, è la possibilità che i giocatori dei casinò terrestri possano iniziare a scegliere piattaforme online non regolamentate dallo Stato.

Casinò digitali su cui lo Stato non ha controllo o addirittura luoghi fisici di aggregazione gestiti dalla criminalità che si sottraggono alle verifiche. In questo caso, i danni riguardano le piattaforme legali con certificazione AAMS, quindi i casinò in genere come i casinò Thunderkick, le entrate erariali e i giocatori stessi, esposti a frodi e raggiri.

Per questo la scelta del deputato Mauro d’Attis è quella di una imminente interrogazione parlamentare al ministro degli Interni e della Salute per verificare l’esistenza delle basi logiche e scientifiche per una serrata delle sale gioco fisiche.

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