Vaporizzatore: come essere certi di trovare quello giusto

Venerdì, 18 Settembre 2020 01:00

In previsione dell’acquisto di un vaporizzatore, sono numerosi gli aspetti che vale la pena di prendere in considerazione per una scelta oculata: la prima decisione che è necessario prendere, per esempio, ha a che fare con l’alternativa tra un vaporizzatore portatile e uno da tavolo. Il primo ha il pregio di poter essere usato sia in casa che fuori, mentre il secondo garantisce un livello di funzionalità più elevato. I vaporizzatori portatili si caratterizzano per le ridotte dimensioni delle camere; inoltre la durata della batteria è inferiore rispetto a quella dei modelli da tavolo. Ecco perché se si ha intenzione di impiegare un vaporizzatore portatile in casa è bene essere preparati a ricaricarlo con una certa frequenza. I dispositivi da tavolo, proprio per questo, si lasciano preferire quando si ha in mente di vaporizzare in compagnia o semplicemente ci si vuole orientare verso dosi maggiori.

Perché scegliere i vaporizzatori da tavolo

La notevole versatilità di inalazione è di sicuro uno degli aspetti più interessanti di un vaporizzatore erba da tavolo. Mentre quasi tutti i modelli portatili consentono agli utenti di inalare unicamente dal boccaglio, i dispositivi da tavolo offrono numerose alternative per assumere il vapore come si vuole, grazie a estensioni per i bong, tubicini e palloncini. In qualunque caso la vaporizzazione offre vantaggi importanti che vale la pena di conoscere, sia che si adoperi un apparecchio portatile sia che si propenda per un accessorio da tavolo.

I benefici sulla salute di un vaporizzatore per erba

La vaporizzazione, per chi ricorre alla cannabis a scopi terapeutici, merita di essere considerata un toccasana vero e proprio: se, per esempio, si è costretti a fare i conti con un organismo debilitato dalla malattia, non si deve sottoporre il proprio corpo allo stress del fumo ma è comunque possibile usufruire dei principi attivi della sostanza. In virtù della vaporizzazione, insomma, si può dire addio a tutte le tossine che si trovano nel fumo di un joint o che caratterizzano il catrame. In più i vaporizzatori sono dotati di impostazioni attraverso le quali è possibile modulare la temperatura come si preferisce: ciò vuol dire che l’efficacia di assunzione dei principi attiva aumenta, visto che gli effetti sono più evidenti nel momento in cui si vaporizza a una certa temperatura (tutto dipende dal principio attivo in questione).

Perché scegliere di vaporizzare erba

Per tutte queste ragioni la vaporizzazione consente di cancellare del tutto i danni che il sistema respiratorio può patire quando si fuma. Che si tratti di aromaterapia o di assumere erbe o cannabis a scopo terapeutico, la vaporizzazione fa sì che i principi attivi delle erbe possano essere assunti a una temperatura che a seconda dei casi è compresa tra i 150 e i 230 gradi: la combustione viene evitata, e di conseguenza le vie respiratorie non hanno a che fare con le temperature molto alte tipiche dei fumi, che superano i mille gradi. Ecco perché vaporizzare è la sola alternativa salutare al fumo, in quanto elimina la presenza di sostanze cancerogene come il catrame, che può avere effetti deleteri sulle vie respiratorie e sui polmoni. Un altro aspetto da prendere in considerazione riguarda il fatto che il vapore non è appiccicoso né denso, a differenza del fumo che proviene dalla combustione. Inoltre dopo aver vaporizzato non restano odori: lo si può fare al chiuso senza che si corre il rischio di lasciare puzza all’interno di un locale.

I vantaggi economici della vaporizzazione

La vaporizzazione comporta anche dei vantaggi dal punto di vista economico, con un notevole risparmio sul lungo periodo. quantità modeste, nell’ordine di non più di 200 milligrammi, sono sufficienti per raggiungere gli effetti desiderati e si rivelano decisamente più utili della combustione dal punto di vista terapeutico. La combustione, in effetti, comporta un consumo molto più elevato: basti pensare a quanta cannabis è necessaria per una canna priva di tabacco. All’interno del vapore i cannabinoidi sono presenti per più del 90%, a differenza di quel che avviene con il fumo, con i cannabinoidi che occupano poco più del 10%. Insomma, la combustione non solo non può assicurare tutti gli effetti caratteristici dei principi attivi delle sostanze che si assumono, ma in più favorisce il contatto con sostanze cancerogene e tossine.

La rivoluzione dei vaporizzatori

Nel corso degli ultimi anni i vaporizzatori si sono diffusi sempre di più e sono stati protagonisti di una sorta di rivoluzione fra tutti i consumatori di erbe e di cannabis, al di là del fatto che vi si ricorra per l’aromaterapia, per fini ludici o per scopi terapeutici. In qualsiasi caso non si mette a rischio la propria salute e si beneficia di un’esperienza complessiva davvero piacevole, che ripaga dell’investimento economico iniziale. Chiunque ne abbia l’opportunità dovrebbe decidere di inalare il vapore al posto che fumare un joint.

Come si riscalda

La conduzione e la convezione sono le due modalità attraverso le quali è possibile riscaldare le sostanze contenute all’interno del vaporizzatore. Nel caso della conduzione il calore viene trasferito attraverso il diretto contatto con la resistenza. L’erba si riscalda in tempi più veloci proprio per questo motivo, ma il difetto di tale modalità è la scarsa uniformità della distribuzione del calore: ciò può rappresentare un ostacolo per le persone che non hanno mai vaporizzato in precedenza. Con la conduzione può anche avvenire una lieve combustione, che in ogni caso riguarda parti minime dell’erba. I vaporizzatori a conduzione costano molto meno rispetto a quelli a convezione. Questi ultimi generano il calore tramite lo spostamento delle particelle di aria; raccomandati per i neofiti, non possono produrre combustione dal momento che la resistenza non è mai a contatto con l’erba. Valutando pro e contro della convezione, c’è da dire che il controllo della temperatura è più preciso ed efficace, mentre i prezzi sono più elevati, anche perché si beneficia di una tecnologia più avanzata. In alcuni casi si può perfino impostare la temperatura che si preferisce (mai andare sopra i 200 gradi, però!).

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