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Niente monumento per le vittime dell’amianto, per ora solo una targa In evidenza

di Francesco Truscia - La mozione del consigliere Massimo Caratozzolo non passa, per il momento solo una targa per le vittime dell’amianto.

Questa mattina il consigliere Massimo Caratozzolo ha affidato ai social e ad un comunicato alla stampa il suo pensiero in merito a quanto avvenuto ieri sera in consiglio comunale e le sue parole sono letteralmente infuocate.

Un consiglio comunale ad altissima tensione quello di ieri sera con un presidio sotto il comune per chiedere le dimissioni del consigliere Fabio Cenerini, un acceso diverbio tra l’assessore Paolo Asti e Jacopo Ricciardi (PRC) e una lunghissima capigruppo animata da un lungo dibattito in merito al mancato ricevimento, da parte dei consiglieri, della relazione della commissione sulla vicenda dell’assessore Paolo Asti (intorno alle 19:30 di ieri è giunto un comunicato stampa del sindaco Pierluigi Peracchini).

Il consigliere Massimo Caratozzolo ha portato in consiglio comunale una mozione per chiedere l’installazione del monumento alle vittime dell’amianto, rifacendosi anche all’approvazione all’unanimità al riguardo avvenuta nel lontano consiglio comunale dell’11 ottobre 2016.

Di questa vicenda ce ne eravamo già occupati anche in un precedente consiglio comunale.

“È da tempo che A.F.E.A (associazione famiglie esposti amianto) ha cercato di sollecitare l’amministrazione comunale, la precedente e l’attuale, per donare alla città un monumento alle vittime dell’amianto. Vedo che è arrivato un ordine del giorno della maggioranza senza la mia firma, perché evidentemente io non esisto. Ma questo monumento dà fastidio a qualcuno? Se questo è il problema lo si dica e si eviti di fare il solito ordine del giorno dove si propone di fare una targa commemorativa a tutte le vittime delle patologie connesse all’amianto. Ovviamente passerà l’ordine del giorno, questo è un brutto modo di instaurare un rapporto tra i consiglieri!

A nulla sono serviti gli interventi del consigliere Luigi Liguori, toccato dal tema perché figlio di una vittima del dovere che ha segnato la vita della sua famiglia “In una sede come questa è impensabile anche solo ritardare il simbolo richiesto come il monumento per le vittime del dovere. Chiedo di mettere da parte le divisioni politiche”, oppure l’intervento del consigliere Massimo Lombardi che condivide le parole di chi lo ha preceduto “Tutte le amministrazioni sono state troppo spesso negligenti su questo tema, la città deve essere compatta su questo argomento” o la testimonianza del consigliere Roberto Centi: “Associo a queste vittime anche uno zio che ha perso la vita proprio a causa di questo tipo di malattia, ogni spezzino ha un parente che ha avuto problemi gravi di questo genere”.

“In quella commissione abbiamo audito i rappresentanti di A.F.E.A - ha ricordato la consigliera Maria Grazia Frijia - L’assessore Asti ci spiegò l'iter che quel monumento aveva seguito. L’associazione ci ha raccontato che il monumento era già stato realizzato e che si voleva inserire proprio quello, non uno nuovo e che lo stesso sarebbe stato ricollocato in un altro comune, si fermo lì la nostra discussione. Quella tipologia di monumento aveva in sé delle problematiche che la commissione valutò come troppo impattanti, anche per il luogo dove la si voleva inserire. Gli accordi di A.F.E.A risalgono alla scorsa amministrazione che non mantenne fede agli impegni presi al riguardo. In questa fase è bene raccogliere in parte l’appello, con il nostro ordine del giorno cerchiamo di porre rimedio a quello che in passato non è stato fatto nella maniera più trasparente possibile, intanto mettiamo quella targa poi in futuro nulla ci vieta di valutare, seguendo l’iter, un percorso diverso”.

“L’amianto è un tema sentito - ha ricordato il consigliere Luigi De Luca - In tanti hanno contratto il mesotelioma pleurico, anche un mio zio. Come delegato sindacale ho seguito per anni tanti lavoratori che hanno fatto richiesta per le pensioni legate ad esposizioni di amianto. Questo monumento è stato, purtroppo, bocciato più volte nella scorsa consiliatura e in quella attuale. Mi sembra comunque positivo riconoscere una targa per stare vicino alle famiglie vittime di questa malattia”.

Evidentemente il consigliere Caratozzolo ha doti da preveggente, o forse semplicemente sa far di conto perché andrà a finire proprio come aveva ricordato, passerà l’ordine del giorno e verrà bocciata la sua mozione, mentre hanno abbandonato la sala con l'amaro in bocca il presidente di A.F.E.A Pietro Serarcangeli ed alcuni membri dell'associazione. 

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