Parla l’autore di CasaPound: “I fascisti siete voi, venite ad ascoltare” In evidenza

di Gabriele Cocchi - Marco Mori risponde alle critiche per la presentazione del suo libro alla biblioteca Beghi: "Chi contesta non sa nemmeno di cosa parla".

Mercoledì, 15 Maggio 2019 18:58

Ha suscitato un vespaio la notizia della presentazione, sabato prossimo alla biblioteca Beghi, di un libro della casa editrice “Altaforte Edizioni”, vicina a CasaPound e recentemente espulsa dal Salone del libro di Torino.

“È una vergogna! Un atto inaudito e gravissimo”, “uno sfregio alla città medaglia d’oro alla Resistenza”, hanno attaccato le opposizioni di centrosinistra e la Cgil.

Il libro nell’occhio del ciclone è “La morte della Repubblica. Gli Stati Uniti d’Europa” di Marco Mori, avvocato candidato alle elezioni europee con CasaPound.

Nel 2017 Mori era anche tra i candidati sindaco a Genova per il gruppo “Riscossa Italia”, che nella scorsa legislatura contava due senatori. Poi il passaggio a CasaPound: “Dopo un anno e mezzo passato con loro sono ancora più convinto della scelta fatta”, spiega oggi Mori a Gazzetta della Spezia.


Mori, di cosa parla il libro che presenterà sabato?


Questa è sicuramente una delle cose più divertenti viste tutte le polemiche, perché il libro parla di attuazione e difesa della Costituzione repubblicana del 1948. È un tema tecnico che valuta l’incompatibilità tra la Costituzione e i trattati europei e la deriva verso cui ci stiamo dirigendo. Il libro fra l’altro si apre con due citazioni, una è di Lelio Basso e l’altra di Piero Calamandrei, non proprio due sovversivi.


Gli attacchi puntano il dito contro la casa editrice vicina a CasaPound...

Esatto, l’editore e la mia appartenenza politica a CasaPound. Non appartengo alla loro ideologia, ma il loro programma scrive nero su bianco che il punto centrale è attuare la Costituzione repubblicana e il suo modello economico per uscire dalla crisi. Prima per presentare i miei libri mi chiamavano tutti, compresi i gruppi della sinistra estrema, senza nessun tipo di problema. Purtroppo certe persone rifiutano gli stessi contenuti quando sono presentati a destra invece che a sinistra. Va di moda gridare all’antifascismo con metodi violenti, questo è assolutamente inaccettabile.


Cosa risponde a chi definisce la presentazione di sabato “una vergogna e uno sfregio”?

Il problema è che non leggono. Invito tutti coloro che mi contestano a partecipare alla presentazione e ascoltare, ovviamente in modo civile, senza disturbare la conferenza. Sarà un’occasione per sentire di che cosa parla il libro, anziché minacciare su argomenti che nemmeno si conoscono.


Le somiglianze con quello che è successo al Salone del libro di Torino sono tante. Che ne pensa?

Quello che è successo a Torino è assolutamente ridicolo. La libertà di espressione è un diritto sancito dalla Costituzione. Mi viene da citare un passo dell’assemblea costituente di Roberto Lucifero d’Aprigliano, un padre costituente vicino alla sinistra: sosteneva che se l’antifascismo fosse sopravvissuto al fascismo, sarebbe diventato un fascismo al contrario. Oggi ne vediamo la prova, con la sinistra che tenta di negare la libertà di pensiero e l’agibilità politica. È paradossale, ma se vogliamo identificare il fascismo soltanto con il totalitarismo, allora i fascisti sono loro.


Lei si definirebbe “fascista del terzo millennio”?

Io mi definisco socialista, ho un’altra appartenenza ideologica. L’espressione “terzo millennio” è stata utilizzata per evidenziare che CasaPound ha preso completamente le distanze dagli aspetti negativi del fascismo. CasaPound oggi è un movimento che si presenta alle elezioni in maniera democratica, con un programma che non prevede altro che l’attuazione del modello costituzionale. Quando CasaPound parla di fascismo fondamentalmente intende socialismo patriottico, nulla al di fuori della Costituzione. Non a caso io paradossalmente credo di raccogliere più consensi a sinistra.


Ma allora come si concilia la sua critica radicale all’Europa con la sua candidatura all’Europarlamento?

Perché c’è bisogno di avere almeno una voce che spieghi perché l’Europa non è riformabile e perché quindi è necessario uscirne. Nigel Farage ha condotto la battaglia a favore della Brexit dal Parlamento europeo, noi sogniamo di fare la stessa cosa.

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