Toti e Viale in Commissione: tante polemiche, poche novità In evidenza

di Elena Voltolini - Si alzano i toni e poche sono le informazioni che gli amministratori regionali aggiungono a ciò che già si sapeva sulla situazione emergenza Covid in Liguria.

Lunedì, 04 Maggio 2020 21:00

Quarta Commissione sanità del Comune della Spezia riunita oggi, in videoconferenza, per audire il Presidente della Regione Giovanni Toti e l'Assessore alla Sanità Sonia Viale sull'emergenza Covid-19 e su come questa è stata ed è attualmente affrontata in Liguria e nello spezzino.

 

Una Commissione iniziata con un po' di polemica sull'ordine del giorno e sul tempo a disposizione (il Presidente Toti ha comunicato di avere un'ora a disposizione prima di dover lasciare la videoconferenza) e proseguita sulla stessa linea, con toni che si sono più volte accesi e con una diversa visione di come affrontare l'audizione, con l'accusa di alcuni consiglieri alla Regione di evitare il confronto e non dare risposte e l'accusa, nella direzione opposta, di voler fare un dibattito politico in una sede non opportuna.

Si comincia, comunque, con la relazione del Presidente Toti che ringrazia innanzitutto i sanitari degli ospedali e dei presidi della provincia che in questi 90 giorni hanno fatto un lavoro straordinario.
“La Liguria - ha affermato Toti - è tra le regioni più investite dalla pandemia, che qui è arrivata piuttosto presto, da cluster importati. Fondamentale è stato proprio il contenimento di questo cluster, sia di quelli in alcuni alberghi del ponente, sia di quello legato al primo caso spezzino. La tracciatura di tutti i contatti è stata fondamentale per contenere l'epidemia, per quanto possibile”.

“La Liguria – ha aggiunto Toti – è attualmente la prima regione per numero di terapie intensive in proporzione al numero di abitanti. Non abbiamo mai avuto livelli di saturazione del sistema sanitario, chiunque abbia avuto bisogno ha quindi potuto avere le cure più appropriate”.

Il Presidente interviene poi sulla questione tamponi: “Abbiamo aumentato la capacità di fare tamponi. Mercoledì arriveranno ulteriori macchine per poter analizzare ogni giorno complessivamente 3000 tamponi e in autunno si dovrebbe arrivare a 5000 al giorno”.

E sui sistemi di protezione individuale: “Abbiamo avuto problemi all'inizio, ora invece abbiamo una quantità di DPI che ci permette una certa tranquillità. Sono orgoglioso che la Liguria ha sperimentato la distribuzione di circa 2 milioni di mascherine ai cittadini, casa per casa, oltre ad averle fornite alle sedi periferiche delle amministrazioni dello Stato e al mondo del lavoro: 1,5 milioni di mascherine per chi ha continuato a lavorare anche durante il lockdown. Ora 1 milione di mascherine andrà in distribuzione in farmacia, per chi non le avesse ricevute al domicilio. Sarà possibile prendere 1 pacchetto da due mascherine al mese attraverso la schedatura del codice fiscale fino ad esaurimento di questa scorta. Poi l'operazione non sarà ripetuta in quanto il Governo ha stabilito il prezzo calmierato delle mascherine che quindi dovrebbero essere trovate in distribuzione attraverso vari canali”.

A fare il punto sui numeri dell'emergenza sanitaria è stato l'Assessore Sonia Viale: “In Liguria abbiamo aumentato notevolmente i posti negli ospedali, arrivando quasi a raddoppiarli e ad avere quindi 200 posti di terapia intensiva e 1200 di media intensità. Il 6 aprile, considerata giornata di picco, in ASL 5 erano a disposizione 28 posti in terapia intensiva e 157 in media intensità”

Questi posti, ha annunciato Viale, resteranno: “Il decreto di sabato scorso del Ministero della Salute pone una serie di indicatori per valutare la fase 2 e un eventuale nuovo lockdown e tra questi ci sono proprio i ricoveri ospedalieri. Il decreto stabilisce che la rete ospedaliera regionale debba avere una capacità di risposta pari al momento del massimo picco registrato dall'epidemia”.

Per quanto concerne le RSA il quadro è stato fatto in ambito regionale: circa il 40% delle 220 strutture presenti in Liguria è stato colpito dal virus. Ora sono in corso test sierologici a tappeto su circa 20mila tra ospiti e personale.

Poi la parola passa ai Commissari per porre le domande ed avere le risposte ed i toni si accendono. Qualche premessa politica fa intervenire subito il Presidente Toti che chiede di limitarsi alle sole domande senza introduzioni o dibattito.
Domande però che sempre secondo Toti sono poste in maniera retorica e quindi, ha affermato, retorica sarà anche la risposta.

Dalla mancata creazione di un ospedale dedicato ai pazienti Covid-19 ai tamponi non effettuati al personale sanitario; dal bando per i test sierologici a quello per le assunzioni di oss da fuori regione; dalla cura con il plasma dei guariti alla dirigenza di ASL5 e alla scelta di non prendere parte al consiglio comunale di questa sera.

Tante le domande poste dai Consiglieri comunali e tanti quelli che avrebbero voluto farne altre. Poche le risposte. “Sono allibito e frastornato dal livello del dibattito e perplesso dall'idea di utilizzare una commissione consiliare in questo modo. Sono qui per aggiungere dati e informazioni a quello che non sapete, non per un confronto politico che non è pertinente con questa sede. Il dibattito lo farete in Consiglio Comunale questa sera, non si fa in una audizione in Commissione”.

Prima di lasciare la videoconferenza e andare in diretta Facebook per fare il punto sulla giornata, Toti chiude affermando: “Ci sono scelte che non difendo? Neppure una”.

“Amareggiato per quanto accaduto” si dice anche il Presidente della Commissione che invita i Commissari che non hanno potuto parlare ad inviare le loro domande via mail, domande che saranno poi mandate a Toti.

Appuntamento al Consiglio Comunale di questa sera. Dalla Commissione non sono uscite molte ulteriori informazioni per rendere più chiaro il quadro, pochissime davvero le cose che non erano già state rese note.

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