La Spezia rende omaggio a Lindsay Kemp attraverso le foto di Claudio Barontini In evidenza

Il mostra al CAMeC anche disegni dello stesso coreografo recentemente scomparso. E a novembre arriverà Sgarbi.

Giovedì, 25 Ottobre 2018 14:22
Dal 26 ottobre il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea presenta un’importante mostra che affianca una serie di ritratti fotografici di Lindsay Kemp realizzati da Claudio Barontini, a un cospicuo ciclo di disegni eseguiti dallo stesso Kemp, coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico tra i più grandi al mondo, scomparso lo scorso 24 agosto all’età di ottant’anni.
La mostra è corredata da catalogo con testo critico di Vittorio Sgarbi (Bandecchi & Vivaldi editore per CAMeC), che sarà presente al CAMeC mercoledì 7 novembre per la presentazione del volume.

"La mostra a due voci di Kemp Barontini non è soltanto un doveroso omaggio allo straordinario artista recentemente scomparso - dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini - ma un progetto che da mesi era in cantiere fra i due artisti. Un lavoro di interpretazione affidato agli scatti che il fotografo livornese gli ha dedicato, realizzando ritratti riservati che svelano un Kemp inedito. Il nostro grande rimpianto è non avere avuto qui alla Spezia e al CAMeC il coreografo britannico che in occasione dell'inaugurazione, si sarebbe esibito in una performance. Rimane però questa proposta espositiva, la prima su Kemp dalla sua scomparsa".

Lo stesso Paolo Asti, assessore alla cultura del Comune della Spezia, alla notizia della scomparsa di Kemp, così ha ricordato la sua visita all’artista in compagnia di Barontini: «Ho incontrato Lindsay Kemp nella sua casa di Livorno lo scorso aprile. L’idea di un suo spettacolo al Teatro Civico da abbinare ad una mostra al CAMeC in occasione dei suoi ottant’anni, aveva affascinato entrambi. Così, con il fotografo Claudio Barontini, l’équipe scientifica del CAMeC e la Commissione del Teatro, ci siamo messi subito al lavoro per realizzare tutto questo in autunno. Con Kemp avevamo concordato di compiere insieme una visita agli spazi museali e a teatro». E a proposito del progetto espositivo Asti aggiunge: «E’ una mostra lieve ma potente, dalla dimensione internazionale, e questo non solo perché Lindsay Kemp ha segnato in tutto il mondo il teatro, la danza e la musica a partire dagli anni ’60, caratterizzando così il costume di molti decenni successivi; ma perché ciò che il visitatore potrà ammirare è una danza rara tra disegno e immagine dove, grazie anche alla sapiente arte di Claudio Barontini, protagonista è la forza espressiva di chi, con l’ironia mista alla malinconia del clown, si fa sublime. Il merito di questa mostra, che proietta il CAMeC all’attenzione della scena artistica di primo livello, è tutto di Claudio Barontini, che ha avuto la sensibilità di far riscoprire alla Spezia, sua città d’adozione, l’antico rapporto che lega Kemp, fin dai primi anni ’80, al nostro Teatro Civico».

All’inaugurazione, per rendere omaggio a Kemp, saranno presenti Daniela Maccari, prima ballerina, coreografa e assistente di Kemp, e David Haughton, strettissimo collaboratore dell’artista fin dagli esordi della compagnia.
Delineare la complessa fisionomia di Lindsay Kemp è impresa difficile: maestro e mentore del teatro/danza e del mimo, autore e interprete ineguagliabile di spettacoli replicati in tutto il mondo (gli spezzini lo ricordano con l’acclamatissimo Flowers al Teatro Civico, portato qui dall’indimenticato direttore artistico del Teatro Antonello Pischedda), genio garbato e irriverente, sconfina con naturalezza attraversando tutti i territori della creatività (e incontrandovi fra gli altri David Bowie che fu suo allievo e che Kemp trasformò in Ziggy Stardust, Federico Fellini, Rudolf Nureyev, Mick Jagger, Kate Bush...) fino a quello dell’arte visiva, che coltiva fin dall’infanzia. I suoi personaggi ritratti sulla carta con un segno veloce, abbreviato, sicuro sono perlopiù marinai, prostitute, clown, toreri, ballerine...Eroi personali, archetipi realizzati in pochi attimi con pochi accenni cromatici e accomunati da quel brivido di precarietà che li rende simili all’artista.

Livornese per nascita e formazione, Claudio Barontini affianca all’esercizio della professione di fotoreporter di grande esperienza una dimensione più eminentemente creativa, che lo colloca fra i massimi e originali interpreti del ritratto fotografico, realizzato esclusivamente in bianco e nero. Numerosissimi i personaggi di spicco, in vari ambiti, in cui si è imbattuto, consegnandocene immagini di straordinaria intensità (oltre all’importantissimo sodalizio con lo scultore Pietro Cascella, ricordiamo, per esempio, Carlo d’Inghilterra, Robert De Niro, Vittorio Gassman, Sofia Loren, Patti Smith, Liv Ulmann, Vivienne Westwood, Franco Zeffirelli).

Scrive Vittorio Sgarbi nel testo critico in catalogo: «[...] Confesso che mi sono sorpreso, vedendo le belle e preziose fotografie che Claudio Barontini ha realizzato su Lindsay Kemp poco tempo prima della sua scomparsa, nel constatare che la sua carne, per quanto inevitabilmente stanca, portasse ancora chiarissimi i segni del leggendario ’68 di Flowers [...] E illuminanti, per intercettarne lo spirito eternamente fanciullo, sono anche i disegni di Kemp che in questa mostra si alternano alle fotografie di Barontini. Disegni leggeri, volatili, che diresti felliniani o matissiani se Fellini e Matisse avessero prerogative rispetto agli altri esseri sensibili nel riportare in sintetica cifra grafica le fantasie che possono passarci per la testa. Tanto sovraccarico in scena, l’impenitente incantatore Kemp, quanto ridotto al minimo indispensabile nella carta, dove i concetti più aerei e le memorie di una giovinezza sempre portata dentro - ritroviamo l’antica, mai dimenticata telnjaska da marinetto - si confondono in un’unica, impalpabile elegia senza precise soluzioni di continuità. Soavità, purezza, giocosità, anche in ciò che solo un depravato potrebbe giudicare peccaminoso: è questo il segreto, in fondo poco segreto, di Lindsay Kemp».


Lindsay Kemp Claudio Barontini
Disegni e fotografie

CAMeC| La Spezia
26 ottobre 2018 – 6 gennaio 2019
Inaugurazione: 26 ottobre ore 18.00

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Centro Arte Moderna e Contemporaneo della Spezia

Piazza Cesare Battisti, 1
19124 La Spezia SP

Tel. 0187 730404

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