Ass. Lunezia: "Onorati di aver fatto ripartire il treno della Pontremolese" In evidenza

Il comunicato dell'Associazione Culturale Lunezia.

Giovedì, 05 Dicembre 2019 09:20

L’Associazione Culturale Lunezia saluta con molto piacere il Comitato Pro Pontremolese costituitosi presso l’Amministrazione provinciale di Parma in data 2 dicembre 2019.

Solo qualche settimana fa, infatti, si era svolta la trasmissione di Videotaro sulla Ti-Bre, promossa dalla nostra associazione, nella quale si era dibattuto l’argomento Pontremolese con voci tecniche e politiche, esattamente con la stessa modalità interpartitica con cui si è costituito il Comitato.

E’ senz’altro la strada giusta da battere ed è quella che noi stiamo proponendo da anni per affrontare questa ed altre problematiche (Turismo, Fiere, Università, Montagna) che da diversi lustri risultano irrisolte, a tutto svantaggio dei cittadini di queste frontiere regionali come sono i territori dell’area emiliano-lunense.

Con questo Comitato tematico si forma già quel nucleo istituzionale, da noi ripetutamente auspicato, che raccoglie l’appello dell’ associazione Lunezia alle istituzioni di tutto il territorio “luneziano”: il 23 luglio avevamo inviato ai 330 Sindaci il Manifesto di Lunezia (approvato a Colorno il 18 maggio scorso), nella cui appendice programmatica sottolineiamo la necessità di un raccordo istituzionale interprovinciale, oltre i confini delle diverse Regioni, per portare a compimento le grandi opere, con la Pontremolese in primo piano.

E proprio sulla Pontremolese avevamo incentrato la nostra Assemblea programmatica di inizio anno 2019 a Lerici, da cui poi era scaturito un nostro specifico documento approvato durante l’incontro coi Sindaci della Lunigiana che tenemmo ad Aulla il 23 marzo scorso. In esso, anche allo scopo di evitare che il dibattito sul tema potesse considerarsi una iniziativa di carattere elettorale (eravamo alla vigilia delle Europee), l’Associazione sottolineava alcuni punti sui quali richiamava l’attenzione anche delle categorie economiche e delle popolazioni interessate a migliori collegamenti ferroviari, passeggeri e merci, lungo la tratta Parma – Lunigiana – La Spezia.

In particolare rimarcavamo tre punti specifici:
1) Il primo modo per riprendere e per completare la nuova linea “Pontremolese” è quello di battersi in tutte le sedi competenti – tecniche, regionali, governative e parlamentari – affinché venga rifinanziato il progetto approvato dal CIPE con la delibera n. 130/2006 e comprendente, tra l’altro, la nuova galleria di valico. Benché infatti, a nostro giudizio, il progetto in questione non sia esente da criticità, che dovranno essere affrontate ed auspicabilmente superate in altra sede, qualunque modifica sostanziale al progetto stesso – a tutt’oggi inserito nell’opera strategica “Corridoio plurimodale Tirreno – Brennero” – avrebbe il solo effetto di rimettere tutto in discussione, allontanando i tempi di completamento dell’opera.

2) Deve comunque essere chiaro che una nuova galleria a binario unico tra Pontremoli e Berceto, quale quella prevista, non potrebbe che essere a servizio del traffico merci da e per i porti del medio alto Tirreno (La Spezia, Carrara, Livorno) e solo per un numero molto limitato di convogli passeggeri veloci. Come tale, e ferme restando criticità di tracciato ancora da risolvere, ivi compresi gli assetti delle nuove stazioni, tale realizzazione porterebbe notevoli benefici all’economia industriale e marittima dell’area di Lunezia, compreso un più efficace rapporto operativo tra le aree portuali citate e quella parmense del CEPIM. Non risolverebbe però le esigenze di integrazione sociale tra i territori della Lunigiana e quelli dell’area parmense – piacentina, che non possono non essere poste come prioritarie dalla nostra Associazione. Va da sé che tali esigenze non possono non comprendere collegamenti adeguati con l’alta Val di Taro, territorio baricentrico nella prospettiva di Lunezia, che verrebbe invece escluso dal servizio della nuova galleria di valico.

3) “Lunezia”, pertanto, nel confermare l’impegno ad operare perché il progetto venga rifinanziato, pone sin d’ora l’esigenza di affrontare con Trenitalia e con RFI una discussione relativa al potenziamento dell’attuale linea, che va mantenuta e migliorata, usufruendo nel modo migliore delle tratte già di recente raddoppiate ed ammodernate. Lo spostamento del traffico merci lungo la nuova galleria consentirà di liberare quote significative di utilizzo dei binari/giorno, consentendo migliori collegamenti tra il mare e la Pianura Padana, garantendo il servizio alla Val di Taro.

Su questi presupposti, che intende sottoporre all’opinione pubblica, oltre che agli enti pubblici, alle categorie economiche ed alle forze politiche e culturali, l’Associazione Lunezia ribadisce la propria disponibilità a concorrere in modo utile al dibattito in corso e si mette a disposizione, con il proprio “bagaglio” di competenze e di idee, affinché davvero un progetto risalente ormai a diversi decenni or sono possa essere ripreso e concluso, nell’interesse di popolazioni già troppo penalizzate da una inaccettabile marginalizzazione e in quello dell’economia del nostro Paese. Ci onoriamo di aver fatto ripartire il treno della Pontremolese e ci auguriamo che questa volta ci sia la volontà generale di ridurne realmente i tempi di “percorrenza”.

Per il Direttivo dell’Associazione culturale Lunezia, Rodolfo Marchini, Presidente, Egidio Banti, Presidente Amministratori, Paolo Borzoni, Vicepresidente, Franco Gandolfini, Tesoriere, Giuseppe Benelli , Presidente onorario, Stefania Giovando, Marco Alberici, Luigi Filippi, Fabio Callori (Responsabili sezionali), Einer Menozzi, Mirco Manuguerra, Flavio Franceschi, Nicla Ghironi, Cinzia Ferraroni, Stefano Santini (Responsabili dipartimentali).

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