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Le opposizioni: “Fuori il sessismo dalle Istituzioni" In evidenza

La minoranza chiede che il Segretario Generale Sortino si scusi.

“Inaccettabili le dichiarazioni di Sortino, il sessismo deve stare fuori dalle Istituzioni. Chieda scusa”. Così Guido Melley e Roberto Centi, LeAli a Spezia, Federica Pecunia, Italia Viva, Marco Raffaelli, Dina Nobili, Luca Erba, Pd, Paolo Manfredini, Partito Socialista, Massimo Lombardi, Spezia bene comune, Luigi Liguori, Spezia bella, forte ed unita, Massimo Baldino Caratozzolo, Per la nostra città, Lorenzo Forcieri, Avanti Insieme.

Le opposizioni continuano: “Come al solito il Sindaco Peracchini è silente; ci chiediamo cosa pensi di questa squallida vicenda che ha investito il suo Segretario Generale e ci aspettiamo una presa di distanza, non certo ammiccamenti o giustificazioni di sorta. La frase volgare di Sortino sottende una cultura sessista e misogina che non deve trovare cittadinanza in alcun consesso civile. E ci chiediamo anche cosa pensano dell’accaduto le colleghe della maggioranza in Consiglio Comunale e le Assessore della Giunta Peracchini, fino ad ora in imbarazzato silenzio".

"Da parte nostra - concludono - esprimiamo massima solidarietà alle manifestanti, con le quali ci unisce anche il giudizio su una figura negativa come quella del fondatore dell’Opus Dei, altro campione di sessismo, al quale non si doveva intitolare alcunché”.

 

"Quante volte una donna ha provato imbarazzo di fronte a un commento fuori luogo di un collega in ufficio o ha subito la battuta desolante di un amico che voleva fare lo spiritoso senza riuscirci? Spesso di fronte a queste situazioni le donne abbozzano un sorrisetto e fanno buon viso a cattivo gioco per paura di essere bollate come bacchettone e prive di spirito - affermano le consigliere del Movimento Cinque Stelle Donatella del Turco e Jessica De Muro - In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Nonostante le conquiste culturali e politiche della nostra società, infatti, permane un malinteso senso dell’ironia che veicola e legittima linguaggi sessisti, i quali mortificano la dimensione umana e professionale delle donne, ridotte ad oggetti, ma anche degli uomini, considerati alla stregua di maschi di qualche animale o meglio di un bruto (speriamo in via di estinzione) senza adeguati freni inibitori e saggezza intellettuale".

"Ma il sessismo - proseguono le pentastellate -  è una forma di discriminazione e come tale va combattuto. Sentire, quindi, pronunciare una battuta del suddetto genere da personaggi pubblici (il Segretario Generale del Comune della Spezia Sergio Camillo Sortino, rivolto al Sindaco Pierluigi Peracchini, che rispondeva assentendo e ridendo dietro le spalle dell’ignaro Presidente del Consiglio Comunale Giulio Guerri) in un luogo e un contesto deputato alla democrazia che rappresenta tutti i cittadini spezzini, uomini e donne (il Consiglio Comunale del 23/09/2019), ha suscitato in noi sconcerto per vari motivi: nel 2019 fare delle battute di questo tenore non è una semplice svista, è inaccettabile. A maggior ragione se provengono da personaggi pubblici, a cui è richiesta l’attenzione per il proprio ruolo e per i propri commenti espressi in consessi pubblici e che (non dimentichiamolo) sono pagati da tutti i contribuenti, uomini e donne. In riferimento alle donne che protestavano contro l’intitolazione di una strada a Josemarìa Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, è stato infatti espresso il desiderio che tirassero fuori “le tette”. Non possiamo fare a meno di ritenere che sarebbe meglio che gli autori di simili esternazioni tirassero fuori l’intelligenza, se ne hanno".

Concludono le due consigliere: "Certe battutacce da trivio non possono essere condivise e non si può cavarsela dicendo che si tratta di “scherzo” o “ironia” o “leggerezza”.
Dice la drammaturga statunitense Eve Ensler: “È la cultura che deve cambiare: le credenze, la storia e il comportamento che stanno alla base della cultura”.
Chiediamo pertanto pubbliche scuse e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione contro questo atteggiamento che non fa onore non solo a chi lo assume, ma anche a tutta la società civile",

 

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