"Le Istituzioni ricordino la corazzata Roma, una storia di eroismo contro il nazifascismo" In evidenza

La lettera che Anpi e Libertà e Giustizia hanno scritto a Sindaco, Prefetto, Comandante marittimo Nord e ai capigruppo in consiglio comunale.

Martedì, 10 Settembre 2019 19:22

Il 26 giugno 2012 è stato ritrovato il relitto della corazzata Roma, affondata il 9 settembre 1943.

Adagiato a 1.000 metri di profondità a 16 miglia di distanza dalla costa sarda, il relitto da allora è considerato sepoltura in mare e pertanto luogo sacro.

Quel giorno, il 9 settembre 1943, la flotta italiana partì da La Spezia alle 3,40 alla volta della Maddalena, in Sardegna, con la corazzata Roma in testa, dove aveva preso posto l’ammiraglio Carlo Bergamini con lo stato maggiore del comando delle forze da battaglia. Seguivano altre due corazzate, Italia e Vittorio Veneto, una divisione di incrociatori, due squadriglie di cacciatorpediniere e una di torpediniere.

Intanto, in rada, per non lasciare nulla agli occupanti nazifascisti, venivano rese inutilizzabili le attrezzature di terra e le unità navali che non avevano potuto seguire il resto della flotta.

La flotta, senza copertura aerea, giunse alle Bocche di Bonifacio e si apprestò ad attraversare lo stretto in linea di fila per raggiungere La Maddalena, ormai vicina, ma nel frattempo occupata dai tedeschi. L'inversione di rotta si dimostrò, purtroppo, tardiva.

Nel Golfo dell’Asinara le navi italiane vennero sorvolate da uno stormo di aerei tedeschi partiti da Marsiglia.

Alle 15,45 venne colpita la corazzata “Roma” che affondò nel giro di una ventina di minuti durante i quali persero la vita tutto lo stato maggiore, compreso l'Ammiraglio Bergamini, e i 1.352 marinai italiani di equipaggio mentre altri 622 vennero soccorsi dalle rimanenti unità navali. Nei pressi delle Bocche di Bonifacio affondarono poi i cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi.

La patria riconobbe l'eroismo dei propri figli che onorò con la Medaglia d’oro al Valor Militare all’ammiraglio Carlo Bergamini e al contrammiraglio Federico Martinengo.

Intanto personale non imbarcato della Marina Militare di servizio nella base navale della Spezia si sottrasse alla collaborazione con i nazifascisti, costituendo formazioni partigiane o unendosi a quelle già formatesi.

Tra loro il capitano Renato Mazzolani, il sergente nocchiere Antonino Siligato, Nino Ricciardi anch’essi decorati con Medaglia d’oro.

Oggi vogliamo ancora una volta sottolineare il valore di quella data: 9 settembre 1943.

Da quel giorno, anche nella nostra città la resistenza al nazi-fascismo trasse slancio e coraggio riconoscendosi in quei valori capaci di unire, di fare di tanta gente un popolo.

Lo sciopero generale di tutto il Nord Italia, ancora occupata dai nazifascisti, raccolse dal marzo 1944 una totale adesioni delle maggiori fabbriche spezzine: Oto Melara, Muggiano, Jutificio Montecatini.

Un popolo intero ha combattuto: i partigiani combattenti, la popolazione che li sosteneva e li aiutava anche a costo di esporsi alle rappresaglie degli invasori e i militari, quelli che dopo l’8 settembre ebbero la forza di reagire e diedero fulgidi esempi di attaccamento alla libertà e di fedeltà al nuovo popolo che stava nascendo.

E a noi compete prima di tutto ricordare i diversi episodi che hanno visto protagonista la nostra Marina, nostra, di noi che abitiamo questa città che insieme con la Marina è cresciuta e si è sviluppata: Spalato, Montenegro, Durazzo, Lero, il Dodecaneso sono stati teatri dell’impegno della nostra Marina contro il nazifascismo.

L'evento che ci è più caro è naturalmente quello legato al 9 settembre 1943, alla flotta comandata dall’Ammiraglio Bergamini che preferì l’obbedienza e l’estremo sacrificio alla resa alle forze di occupazione.

Bene si inseriscono questi ricordi in quel percorso della memoria dovuto ad una parte fondamentale della storia del nostro Paese e della nostra città, volto a rinvigorire l’eredità che l’esperienza antifascista e resistenziale ha lasciato a tutti noi.

Da lì vengono la nostra libertà, la nostra democrazia, lì stanno le nostre radici di comunità aperta e democratica e lì, in questo passato di lotte per la libertà, sta un punto di riferimento fondamentale per affrontare le sfide del presente e per costruire un futuro migliore. Ricordare e riflettere sulla nostra storia è il migliore antidoto al rischio di avere una modernità senza valori, senza solidarietà, senza principi.

Per questi motivi chiediamo alle Istituzioni della nostra città, politiche e militari, di commemorare ufficialmente la ricorrenza degli avvenimenti del 9 settembre 1943 con le celebrazioni che si riterranno adeguate a tanto eroismo ed a tanto amore per la libertà.


LIBERTA' & GIUSTIZIA
Circolo della Spezia
(Marcello Delfino)

A.N.P.I.
La Spezia - Centro
Oretta Iacopini

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