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Qual è il segreto dei successi italiani nell'atletica negli ultimi anni? Lo svela Stefano Mei In evidenza

di Alice Tintori - Quello dello spezzino come Presidente della Federazione italiana di atletica leggera è il mandato più vincente della storia.

Dopo la vittoria prestigiosa della Coppa Europa per Nazioni abbiamo intervistato il Presidente della Federazione Italiana di atletica leggera lo ‘spezzinissimo’ Stefano Mei per farci raccontare il segreto del successo degli atleti italiani.
Stefano Mei, una figura di spicco nel mondo dell'atletica italiana, attualmente ricopre il ruolo di presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL). Con una lunga carriera sia come atleta sia come dirigente sportivo, Mei si è guadagnato rispetto e riconoscimento per il suo impegno per fare crescere l'atletica leggera italiana e per i risultati conseguiti in brevissimo tempo.

Per gli spezzini più giovani vogliamo raccontare chi è Stefano Mei?
Stefano Mei è un ragazzo spezzino cresciuto alla Scorza, che ha avuto la fortuna, negli anni 70/80, di percorrere un momento esaltante dell’atletica leggera diventandone un protagonista.
Ho vinto un campionato d’Europa e in un altro sono arrivato secondo.
Ho vissuto il suo momento magico nei 10.000 metri dei Campionati Europei del 1986 a Stoccarda quando ho vinto la medaglia d’oro con 27:56.79, dopo mi sono aggiudicato un’altra medaglia, stavolta d’argento, nei 5000, finendo secondo dietro l’inglese Jack Buckner (13:11.57 contro 13:10.15).
Nel 1988, ai Giochi di Seul, ha centrato il settimo posto nei 5000 metri, miglior risultato di un italiano nella distanza alle Olimpiadi. L’anno successivo (1989) ho conquistato il titolo mondiale universitario dei 5000 bissando quello del 1985.
Anche se lavoro fuori dalla mia provincia è forte il radicamento con la mia città natia, nel passato ho persino fatto il dirigente dello Spezia Calcio.

Cosa fa oggi Stefano Mei e qual è stato il suo percorso professionale?
Oggi Stefano Mei è un pensionato della Polizia di Stato, ho due figli e faccio il Presidente della Federazione Italiana dell’atletica leggera dal 31 gennaio 2021; in questo biennio ho fatto degli investimenti, ho riportato al centro del progetto i tecnici e i loro atleti.

Lei è Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera dal 2021, ci racconta cosa ha fatto in questo biennio per raggiungere dei risultati così eccellenti?
Ho fatto di tutto per riportare serenità in un ambiente che era molto scosso e forse è stata quella la chiave di volta del successo; i risultati non sono venuti esclusivamente per merito mio, ma per merito di tutte le ASD (associazione sportiva dilettantistica ndr) di tutti i volontari che dedicano parte del loro tempo ad allenare e formare gli atleti.
Il compito della Federazione è quella di migliorare le promesse, seguirle e farle crescere in un ambiente sereno.
Quale fosse il metodo precedente non lo so, ma l'attenzione e la serenità sono state le chiavi dei successi degli ultimi 3 anni e con la vittoria della Coppa Europa per Nazioni abbiamo coronato tre anni da sogno, che ad oggi risultano come il mandato più vittorioso della storia della Federazione.

L’Italia dell’Atletica vince la Coppa Europa se lo aspettava?
È un sogno, è veramente un sogno, ai miei tempi ed era una grande nazionale, sembrava un miraggio un risultato del genere oggi l’abbiamo stravinta, anche se è cambiata la formula.
Anche 2 anni fa l’avevamo sfiorata perdendo per 2,5 nei confronti della Polonia ma a causa del covid non potevamo presentare la squadra migliore nelle migliori condizioni.
Invece quest’anno, con tutti gli atleti a disposizione, ci siamo piazzati con +24 davanti alla Polonia dimostrando il vero valore della nostra nazionale.
Se me l’aspettavo? Si, ci speravo dopo il risultato di due anni fa.

Ritiene che oggi l'attenzione dei media all'atletica sia proporzionale ai risultati ottenuti?
I grandi media seguono i risultati e i grandi campioni.
Però devo dire che negli ultimi due anni l’atletica (la regina degli sport) è tornata ad avere un ruolo centrale nei media.
Siamo consapevoli che non avrà mai lo spazio del calcio ma i risultati stanno cambiando questo trend e sempre di più l’atletica affascina perché maestra di vita e soprattutto gli atleti non sono in vendita come nel calcio.

Qual è il rapporto tra Stefano Mei e la sua città natia La Spezia?
Sono visceralmente innamorato della mia città è dentro il mio cuore e non nascondo la speranza un giorno di poterci tornare. Dove sto adesso sto benissimo ma vorrei tornare nella mia città.
Quando ero ragazzo ho rifiutato anche di spostarmi a discapito di una carriera.

 

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