Monumento a Ciano, ANPI: "Il vecchietto dove lo metto" In evidenza

Il commento sulla proposta di mettere la statua in centro città, e non solo.

Lunedì, 27 Novembre 2017 15:33

Il dibattito che si è acceso in città sul monumento a Costanzo Ciano fa venire in mente il ritornello di una vecchia canzone.
La proposta di esporlo in una strada o piazza cittadina fa veramente pensare ad un ritorno di nostalgie fasciste e ad una piccola rivincita da parte di chi non solo ha perso la guerra, ma ha sempre manifestato una forte vigliaccheria di fronte al pericolo e a chi ha saputo tenere alta la testa nei confronti di una dittatura crudele quanto stupida e ridicola quanto ciarlatana.
Non è un caso che per trovare un episodio di coraggio e di eroismo la destra fascista debba ricorrere alla prima guerra mondiale e mai, ma sottolineiamo mai ad episodi della squallida e triste repubblica di Salò (il minuscolo è quello che si meritano).
La imponente e bella statua di Messina sta bene dove è e dove la famiglia Messina ha manifestato soddisfazione per la sua locazione.
Inoltre proprio per sottolineare ancora una volta la differenza fra chi si è battuto per la Libertà e la Democrazia con chi vuole la soppressione di Libertà e Democrazia ci teniamo anche a evidenziare che, siccome la madre degli imbecilli siano essi di destra o di sinistra è prolifica e sempre incinta, riteniamo che la collocazione della statua all’interno dell’Arsenale sia anche una salvaguardia della statua stessa, da gesti di vandalismo o di deturpazioni bombolettare.

Lasciamo dunque questa grande, monumentale e ingombrante opera d’arte là dove si trova, con la possibilità di essere visitata e ammirata da chiunque lo voglia, anzi creando un depliant che spiega chi è stato Costanzo Ciano e si sottolinei che il monumento ricorda un fatto della Prima Guerra Mondiale.

Su una cosa però ci preme rimarcare, troviamo veramente un’offesa alla storia che all’interno del Museo Navale vengano vendute delle polo nere con il bordo del collo tricolore e il simbolo della X MAS sul petto, va ricordato che la decima durante il periodo della repubblichetta di Salò commise efferati atti di crudeltà nei confronti di civili inermi e fu serva assoluta dei nazisti.
Non è un caso che oggi quei simpatici dispensatori di testate e di manganellate che militano in forza nuova e casa Pound (il minuscolo continua ad essere voluto) usino queste maglietta come divisa.

Ecco noi proponiamo:
1. Lasciare la statua dove è
2. Produrre materiale didattico che spieghi il contesto della statua e del personaggio di riferimento
3. La proibizione di vendere quelle oscene magliette
4. Magari esporre qualche copia della Costituzione Italiana che è sempre utile come baluardo e dimostrazione di grandi valori, come la Libertà, la Giustizia e la Democrazia.


La Presidenza dell’A.N.P.I. Provinciale La Spezia

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