Pecunia: "Caratozzolo si definiva un compagno ora si ritrova con il centrodestra" In evidenza

Pubblichiamo la nota inviataci da Federica Pecunia.

Venerdì, 10 Novembre 2017 17:37

"Guerri, che ha smarrito da mesi ormai la macchina fotografica, che ripete sempre in maniera ossessiva al Sindaco "va tutto bene madama la marchesa", più per convincere se stesso che gli altri che nel gruppo consigliare, da lui irritualmente guidato, h un consigliere che ha già dovuto digerire la questione di scalinata Cernaia per non mettere in difficoltà lo stesso Guerri, deve essere confuso a tal punto da non aver letto l'interpellanza del suo consigliere. Proprio quel Caratozzolo che si definiva in giro "compagno" e ora si ritrova in una maggioranza di destra, oggi si accorge che Il piano Sanitario Regionale non garantirà il pieno diritto alla salute previsto dalla costituzione. E lo vuole imputare al decreto Balduzzi. Se non fosse cosi importante e serio l'argomento ci sarebbe di che ridere: ma si sono accorti che quel piano sanitario è stato voluto e ideato dalla giunta regionale di destra Toti? Che l'assessore alla sanità ligure è la leghista Viale? Mi viene da pensare che il consigliere sieda dalla parte sbagliata del consiglio comunale. Perché ha proprio ragione nel dire che il nuovo piano sanitario non potrà garantire agli spezzini il pieno diritto alla salute nella loro città e provincia: il nuovo ospedale Felettino, per altro il cui cantiere è chiuso inspiegabilmente da mesi, avrebbe consentito di avere un ospedale moderno ma anche funzionale, se messo in rete con strutture a noi vicine, ma non abbastanza vicine da garantirne l'accessibilità immediata e adeguata. E' facoltà della regione e delle aziende sanitarie costituire un'area vasta tenendo conto non della numerosità della popolazione ma del bacino di utenza. Questo dice il decreto Balduzzi: obbliga le regioni a stendere opportune linee guida per definire i percorsi più idonei per i pazienti più gravi e acuti e istituisce il Siat (sistema integrato per l'assistenza al trauma). Si aggiunga che la Regione Liguria ottiene dallo Stato più soldi rispetto al passato da investire in sanità e nonostante ciò non riduce le tasse ai più poveri e non governa il debito. Ha proprio ragione Caratozzolo a dire che non ci sono certezze nel nuovo piano sanitario regionale, né per le specialità esistenti, né per quelle che mancano come la neurochirurgia e la cardiochirurgia di cui avremmo avuto tanto bisogno. I dirigenti medici attualmente fanno miracoli per assistere le urgenze e lo fanno, al contrario di quanto lui afferma in quella interpellanza, in maniera efficace, certo con gli strumenti e i reparti che hanno a disposizione. Ha proprio ragione nel dire che il piano socio sanitario non garantirà il pieno diritto alla salute dal momento che le liste di attesa sono raddoppiate e che tutto il progetto fatto dalla precedente giunta sui distretti socio sanitari non solo non verrà perseguito, ma non si sa nemmeno dove voglia portare dato che non si dice nel merito nemmeno una parola. Così come non si parla di come ridurre le liste d’attesa e di come evitare le fughe, che oltre che essere un costo per l’azienda rappresentano una difficoltà per i pazienti. Non si capisce ciò che lui intenda quando parla di “genovacentricità” ma siamo molto d'accordo se si riferisce al fatto che grazie al nuovo piano sanitario, Spezia continuerà a essere satellite di altre realtà sanitarie più organizzate e alle quali dovremo continuare ad accedere per obbligo, costringendo così gli spezzini a continui spostamenti anche e soprattutto nelle emergenze. Ma anche questo è voluto dalla giunta Toti e dall'assessore Viale che dopo che si era impegnata a portare avanti il progetto del DEA di II livello, lo ha banalmente eliminato dall'agenda senza che da Spezia il sindaco battesse un colpo; anzi: il giorno che è stato presentato, il sindaco Peracchini era assente. Dunque si unisca alla nostra battaglia il consigliere Caratozzolo, prima che il nuovo piano venga definitivamente approvato. Non è una mera questione di prestigio quella di avere un nuovo ospedale efficiente che copra servizi che ora non abbiamo, è una vicenda che riguarda i diritti alla salute e la dignità di ogni cittadino soprattutto nella malattia. Ma a margine mi chiedo se questa maggioranza possa avere le capacità di governarci, se anche su grandi temi come questo non riesce ad avere la capacità di fare sintesi in una visione unitaria. Invece capisco perché Guerri fa il presidente e il capogruppo. Da presidente prende il gettone per essere della maggioranza e da capogruppo prende il gettone per essere all'opposizione".

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