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Promostudi, Peserico (FI) e Cimino (Lista Chiarandini): "Chiediamo chiarezza su nuovo assetto e nuova figura dirigenziale" In evidenza

I consiglieri comunali Giacomo Peserico, capogruppo di Forza Italia, e Pietro Cimino, capogruppo della lista Chiarandini, intervengono in merito a quanto emerso dalla V Commissione del Comune della Spezia su possibili modifiche allo statuto di Promostudi e sull'introduzione di una nuova figura dirigenziale.


"Il nostro non è un NO né al polo universitario spezzino né tantomeno all'intenzione dell'università degli studi di Genova di entrare come socio fondatore di PROMOSTUDI, fondazione nata per gestire la realtà universitaria spezzina - affermano Cimino e Peserico - Come accade, però, in un normale dibattito democratico, chi è chiamato a votare lo deve poter fare in modo responsabile e consapevole, ma ancora una volta il comportamento del PD e dei suoi alleati non lo ha permesso. In occasione della seduta della V commissione bilancio del comune della Spezia, la giunta Federici ha illustrato la proposta di delibera per la modifica dello statuto di PROMOSTUDI".

 

Spiegano i due consiglieri comunali: "Tra le novità più importanti una riguarda la variazione della compagine dei soci fondatori, esce ufficialmente la Provincia della Spezia ed entra l'università di Genova, l'altra, invece, è inerente la gestione della fondazione PROMOSTUDI. Abbiamo chiesto di avere maggiori delucidazioni a proposito del ruolo dell'università di Genova all'interno di PROMOSTUDI e poi di chiarire la durata e il compenso di una nuova figura apicale che verrebbe introdotta con la riforma dello statuto. Il consiglio di indirizzo avrà, infatti, la facoltà di nominare un direttore stabilendone anche la durata del mandato e relativo compenso, che dalle prime indicazioni emerse sarebbe quello di un dirigente, circa 80.000,00-85.000,00 € all'anno. A fronte della nostra richiesta della possibilità di prevedere la durata del mandato direttamente nello statuto e di capire se è dunque proprio necessario introdurre sul nostro territorio un nuovo dirigente pubblico così ben remunerato, il PD ha deciso di tirare dritto e di terminare la discussione in commissione inviando la delibera al consiglio comunale. Non è mancato, però, l'ormai consueto siparietto finale; PD e alleati non avevano il numero legale e così hanno dovuto aspettare l'arrivo di un altro consigliere, che è stato richiamato all'ordine con una telefonata dai compagni di partito. A tal proposito abbiamo chiesto la verifica della regolarità della votazione".

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