Tra le tante sfide delle Cinque Terre ci sono anche la navigazione elettrica e il green job In evidenza

Il Ministro dell’Ambiente Costa in visita al Parco nazionale.

Giovedì, 17 Settembre 2020 16:20
Il Presidente del Parco Donatella Bianchi con il Ministro Costa Il Presidente del Parco Donatella Bianchi con il Ministro Costa

Iniziata la mattina con la partenza dal porticciolo di Manarola a bordo di mezzi dell’Ente Parco e della Capitaneria di Porto, la visita del Ministro Sergio Costa e del Sottosegretario Mit Roberto Traversi, accompagnati dal presidente del Parco Donatella Bianchi e dal direttore Patrizio Scarpellini, si è conclusa a Monterosso con tappa a Punta Corone e al Reparto Carabinieri Parco Nazionale Cinque Terre.

 

Una visita intensa che è stata l’occasione istituzionale per accendere i riflettori sul territorio che, anche in questi mesi segnati dall’emergenza Covid-19, non ha mai smesso di dare centralità all’ambiente, attraverso azioni volte al sostegno del turismo sostenibile a tutela del territorio che l’UNESCO, nel 1997, ha inserito tra i propri siti per il suo valore riconosciuto di “paesaggio culturale”.

«Il Parco nazionale delle Cinque Terre e l’area marina protetta sono l’esempio, bellissimo ed eclatante, delle meraviglie del nostro territorio e, contemporaneamente, delle sue ulteriori potenzialità».Con queste parole il Ministro Costa ha sottolineato la sinergia istituzionale con l’Ente Parco: «Con la presidente Donatella Bianchi, il direttore Patrizio Scarpellini, e tutto lo staff del parco, che ringrazio, stiamo portando avanti numerosi progetti che vanno dal recupero dei sentieri con la lotta al dissesto idrogeologico e lo sviluppo sostenibile attraverso le Zea e le numerose possibilità a cui consentono l’accesso. Sono queste le ricchezze del nostro Paese: sviluppo ecosostenibile e tutela ambientale possono e devono convivere. È la strada su cui stiamo puntando fortemente».

Il mare e la terra, dunque, protagonisti di una giornata intensa che ha offerto al Ministro Costa l’occasione per navigare nell’Area Marina Protetta, con l’escursione organizzata in Zona A fino a Punta Mesco e sosta al nuovo gavitello posizionato in prossimità della Punta e dedicato alle immersioni dove, con diving autorizzati dall’Ente, si organizzano immersioni per sub diversamente abili. Immersioni speciali che, anche durante la visita odierna, hanno espresso il potente messaggio di inclusione che caratterizza, da sempre, il territorio e la sua comunità.

La navigazione nell’Area è stata, inoltre, l’occasione per ammirare dall’acqua il paesaggio incorniciato dai terrazzamenti realizzati con muretti a secco con un’estensione di 6mila chilometri lineari, dove i vigneti sono coltivati a picco sul mare da vitivinicoltori locali che ne garantiscono la sopravvivenza.

Il rientro a terra, dopo la tappa in mare, è stato, invece, l’occasione per visitare la penisola di Punta Corone, situata nella parte vecchia del Comune di Monterosso sotto all’attacco del sentiero SVA Verde Azzurro che collega Monterosso al Comune di Vernazza. Una tappa, questa, dal forte valore simbolico data l’importanza del sito ricco di biodiversità terrestre e marina. Un luogo restituito alla comunità grazie agli interventi finanziati dal Parco per la sistemazione dell’area, compreso lo studio geologico per la verifica della sicurezza dei versanti e il ripristino dei percorsi originari con la sistemazione dei parapetti, e grazie alla collaborazione tra il privato - proprietario dell’area - e il pubblico con l’accordo tra il Comune di Monterosso e l’Ente Parco.

Va ancora nella direzione della sostenibilità anche la proposta del progetto per la realizzazione di stazioni di bikesharing, allo scopo di favorire l'utilizzo del trasporto pubblico collettivo e ridurre le emissioni inquinanti, progetto che rientra nel “Programma di interventi per l'efficentamento energetico, la mobilità sostenibile, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici degli Enti parco nazionali" promosso dal Ministero dell'Ambiente.

Il Sottosegretario Mit Roberto Traversi a tal proposito:«La scelta di puntare sul trasporto leggero e ecosostenibile fatta dall'ente parco deve rappresentare un riferimento per tutti quei territori che vogliono sostenere un’economia che coniughi turismo e rispetto dell'ambiente. In questi mesi abbiamo investito con convinzione sul sistema delle ciclovie nazionali perché l'Italia valorizzi un settore, come quello del turismo a due ruote, che è in grande crescita e che come pochi altri dà ai territori l'occasione di sviluppare un tessuto economico rispettoso dell'ambiente, sostenibile e catalizzatore di vero sviluppo. Credo inoltre che in spazi come questo dell'Area Marina protetta si debba iniziare a ragionare concretamente di una transizione verso la navigazione elettrica. Al Mit, insieme al ministero dell'Ambiente, c'è un tavolo che si occupa proprio di questo e dal quale ci aspettiamo grandi risultati».

Azioni, dunque, e progetti che in occasione della visita del Ministro Costa sono state portate all’attenzione dell’istituzione di riferimento in una prospettiva ancor più sostenibile dell’Ente.

«La visita del ministro Costa arriva in un momento difficile per il nostro territorio, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria oltre che dalle conseguenze che questa ha provocato sulle attività economiche a cominciare dalla flessione dei flussi turistici. In un momento così difficile il Parco non ha mai smesso di lavorare per difendere la natura che tutto il mondo ci invidia, di promuovere attività economiche legate alla sostenibilità e di incentivare il turismo sostenibile. La visita del ministro dell’Ambiente, al quale chiediamo di non far mancare il suo sostegno alle Cinque Terre proprio in questo momento così complicato della nostra storia», così la presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre Donatella Bianchi che ha aggiunto: «Abbiamo tante sfide davanti a noi a cominciare dalla nostra Area Marina Protetta, che fa parte del Santuario dei Cetacei Pelagos: un monumento della biodiversità che deve trovare una tutela sempre più concreta ed efficace. La rete di sentieri, autentico patrimonio per turisti ma anche per gli agricoltori che del territorio si prendono cura, deve essere tutelata e resa sempre più fruibile. Va in questo senso, per esempio, la recente presa in carico da parte dell’ente di operatori addetti proprio alla cura della rete sentieristica, che oltre ad essere un servizio per gli abitanti del luogo, un’attrazione per turisti sempre più consapevole del valore unico dell’ambiente che lo circonda e lo accoglie, rappresenta anche un incentivo alla creazione di posti di lavoro attraverso la promozione del green job».

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