"I miei obiettivi per Lerici: collettività, innovazione e sostenibilità", intervista a Giovanni Agnellini In evidenza

di Doris Fresco- A pochi giorni dalle elezioni amministrative abbiamo posto alcune domande al candidato sindaco Giovanni Agnellini (Lerici Sogna).

Mercoledì, 16 Settembre 2020 16:45

 

Mancano davvero pochi giorni alle elezioni amministrative a Lerici, chiamata al voto il 20 e 21 settembre per eleggere il primo cittadino fra i tre candidati in corsa. Abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni Agnellini, architetto lericino di 54 anni, che ha scelto di percorrere una terza via rispetto al sindaco uscente Paoletti e a Roberto Vara, candidato di una coalizione di centrosinistra: siamo partiti proprio da questo. 

Avete scelto di non aderire al progetto di Roberto Vara: quanto ha inciso la politica nazionale e regionale in questo?

Punto primo da chiarire: non siamo una lista di Italia Viva bensì una lista civica dove la componenete Italia Viva rappresenta meno della metà dei candidati . La nostra lista nasce da una iniziativa di alcune persone di Italia Viva e non solo che hanno partecipato alla lunga ed infruttuosa trattativa per creare un’unica coalizione . Non riuscendo a condividere le nostre idee e trovandoci difronte ad una tavola già imbandita e l’imposizione di un sindaco che non ci rappresentava, abbiamo pensato che le nostre idee potessero essere utili per il paese per cui ci siamo dati da fare con coraggio per presentare una lista civica e dare agli elettori che non si riconoscevano nelle altre due liste una possibilità ulteriore di scelta .

Punto secondo: la discussione durata sei mesi ha testimoniato sicuramente la nostra buona volontà nel trovare un accordo con la coalizione facendoci peraltro perdere molto tempo prezioso per far conoscere meglio le nostre idee. Pertanto chi chiama Lerici Sogna lista di disturbo , come se fosse nata all'improvviso dal nulla con lo scopo di favorire Paoletti , deve solo provare vergogna quando alla mattina si guarda allo specchio . Chi fa politica in questo modo si squalifica da solo e siamo convinti che gli elettori ne terranno conto.

Punto terzo: noi non siamo mai usciti dalla coalizione per il semplice motivo che non ci siamo mai entrati . Avevamo già notato che parecchi articoli avevano una manina che ci dava dentro alla coalizione e ad essi avevamo risposto brevemente . La nostra posizione era chiara a chi conduceva la trattativa . In uno di questi articoli Vara aveva anche detto che se la sua candidatura non fosse stata accettata all'unanimità non la avrebbe accettata . Poi ha cambiato evidentemente idea , una sua libera scelta.

Per noi l’unico obiettivo è quello di andare a governare per il bene del Comune e riteniamo di avere al nostro interno le capacità le competenze e la determinazione per riuscire a proiettare il paese in un futuro migliore

Parliamo del suo programma. Può elencarci i tre punti principali?

I punti principali del nostro programma si possono condensare in tre parole collettività, innovazione e sostenibilità.
Collettività perché dobbiamo amministrare coinvolgendo la cittadinanza ed andare a ricreare una comunità corsa che lavori per il bene del paese e per migliorare la vivibilità dei suoi abitanti
Innovazione perché oggi oltre a risolvere i problemi contingenti dobbiamo necessariamente sforzarci di realizzare progetti improntati al futuro utilizzando tutte le tecnologie che l’innovazione ci mette a disposizione per non trovarci impreparati alle esigenze e i bisogni del domani

Nel programma abbiamo dati grande importanza alle tematiche legate all’Ambiente, perché la sfida per il futuro si gioca lì, dalla salute al lavoro, all'economia a qualsiasi altro aspetto della nostra vita. Senza la cura dell’ambiente non vi è futuro, senza ambiente non vi sarà vita per tutti i nostri cari che ci seguiranno su questa terra.

Perché i cittadini dovrebbero scegliere di votare lei?

Un motivo su tutti: c’è bisogno immediato di un cambio di rotta, di una nuova classe dirigente che sia in grado di creare amministratori capaci e di rilanciare un territorio che oggi, più di ieri, rischia di rimanere all’angolo.
Inoltre per la vicinanza che saprò dare loro come sindaco e perché sono convinto della bontà della squadra e delle forze in campo.

Che Lerici sogna tra cinque o dieci anni?

Noi ci siamo presi l’’impegno a lasciare un ambiente migliore di come l’abbiamo trovato, a beneficio delle generazioni che ci seguiranno. La limitazione del consumo di suolo, unitamente alla messa in sicurezza del territorio, è nostro obiettivo primario.

Quali sono le critiche maggiori che avanzate nei confronti dell’amministrazione Paoletti?

Quello che più è mancato in questi cinque lunghi anni e del quale riteniamo di dare maggior responsabilità all’amministrazione in carica è la mancanza di comunità. Crediamo sia una sensazione comune la divisione della nostra comunità in una sorta di tifo da stadio che ha fatto molto male a Lerici e per questo la qualità della vita dei singoli ne ha risentito.

Quali gli errori più gravi secondo voi?

Una limitazione dimostrata in questi anni dalla precedente amministrazione è stata amministrare in maniera accentratrice senza condivisione né discussione con la comunità delle scelte effettuate. Lerici Sogna intende costruire in netta contrapposizione con la precedente gestione amministrativa una collaborazione con i cittadini basata sui valori della partecipazione perché vogliamo diventare un riferimento per associazioni, mondi vitali e cittadini per portare avanti assieme il nostro progetto amministrativo con impegno, lealtà e trasparenza. Gli spunti di riflessione che riceveremo in questa collaborazione saranno per noi un motivo di orgogliosa appartenenza ad un territorio che amiamo e che vogliamo vedere crescere ogni giorno di più recuperando un senso di unità.

Nel caso venisse eletto, quale sarebbe il suo primo atto come sindaco?

Il primo atto non amministrativo sarà prendermi qualche giorno di riposo dopo lo sforzo elettorale, ma a parte gli scherzi, prima di tutto renderò pubblico i libri contabili del comune, rendendo edotta la cittadinanza sulla situazione del comune.

Voglio ripartire da zero cominciando da un rapporto con la cittadinanza basato sulla trasparenza.
Inoltre istituirei, come scritto nel nostro programma il mini consiglio comunale dei giovani, per rafforzare la loro attenzione sul futuro attraverso la comprensione delle istituzioni.

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