Sarzana, flop del primo consiglio comunale telematico: rinviato In evidenza

di Alessio Boi - Il programma non regge tutte le webcam contemporaneamente, ma c'è il turnover per chi chiede la parola: subito alla ricerca di un altro software.

Martedì, 14 Aprile 2020 21:31

Niente da fare. I lavori della macchina comunale non sono ripresi nonostante il tentativo di svolgere la seduta in modalità telematica poiché c'è un problema sostanziale: non è possibile tenere accese tutte le webcam contemporaneamente.

Funziona così: l'host (il sistema centrale) invia una e-mail a tutti i partecipanti al momento dell'inizio della seduta, tutti si connettono e si vede l'elenco delle persone online, ma, dal momento in cui il presidente del consiglio comunale Carlo Rampi invita tutti ad accendere la webcam, si verifica un crash generale, nel quale qualcuno viene estromesso dalla seduta, molte videocamere si spengono nella schermata principale e salta l'audio.

Insomma c'è troppo traffico per "Collaborate space", il software utilizzato per il consiglio e scaricabile dal sito del Comune, ma semplicemente perché il programma è stato pensato per funzionare in un altro modo: regge la connessione di più di venti persone, ma il presidente e il segretario riescono a parlare con chi chiede la parola tramite un pulsante nella schermata e non regge più di dieci webcam online, numero insufficiente per tutti i membri.

Se usato nel modo in cui è stato pensato si sente e si vede tutto, ma come sottolineano Beatrice Casini di Italia Viva, Paolo Mione di Sarzana per Sarzana e altri membri dell'opposizione non c'è la possibilità di tenere costantemente sott'occhio il numero legale: non basta vedere la connessione attiva, bisogna avere la certezza che sia presente il consigliere, quindi vederlo.

Questo turnover non garantisce il rispetto delle leggi, poiché se più consiglieri si alzano, anche solo per rispondere al telefono o andare in bagno, fino ad arrivare a un numero inferiore a quello che permette di mantenere la legalità, dal vivo si vede, in modalità telematica no.

Quindi? Servirebbe un altro programma che permetta di rispettare questa legge molto importante, ma la situazione generata da più di un'ora di tentativi ha scatenato l'ira dei consiglieri. Dopo un check audio e video interminabile si è compreso il problema e subito Beatrice Casini osserva: "Bisogna investire su un programma idoneo, adesso serve una capigruppo per uscirne positivamente".

Poi Mione tuona attaccando sia Rampi sia il segretario dott. Luigi Guerrera, in un discorso che ha visto diverse interruzioni audio per alcuni connessi, ma che Gazzetta della Spezia è riuscita a sentire interamente dall'inizio alla fine: "Non mi è stato mai detto che più di 10 persone non si riuscivano a vedere: ho mandato anche una mail venerdì dove chiedevo eventuali criticità, ma non mi è stato spiegato. Il segretario e il presidente dovevano sapere subito che questo programma non è consono per un consiglio comunale: non potete trascinare 23 persone dietro le bischerate che fate, ci siamo resi conto solo oggi che il programma non va bene. Adesso cerchiamo rapidamente un nuovo sistema".

Il segretario: "Renderò conto ai fornitori. Avrei preferito avere più giorni per le verifiche, ma ho dato per scontato che questo programma fosse adatto per un consiglio comunale, ma in effetti viene meno il diritto alla verifica".

Esponenti di maggioranza come Luca Ponzanelli di Cambiamo e Andrea Pizzuto di Sarzana Popolare pensano che ci siano le condizioni per poter svolgere la seduta, che la legalità sia garantita dal numero di persone online visibile a tutti e che ci sia solo qualche problema di audio.

Daniele Castagna e Damiano Lorenzini del PD ritengono che si debba fare la capigruppo per decidere il da farsi, ma preferirebbero un programma che consenta di verificare ai consiglieri il numero legale.

Finisce così: Carlo Rampi convoca la capigruppo e la seduta viene rimandata, con l'incarico al segretario di cercare un software che vada bene per un consiglio comunale. Quel che è certo è che Sarzana, al momento, non ha i mezzi per proseguire l'attività comunale al tempo del Coronavirus.

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