Emergenza Coronavirus, Liguria Popolare chiede di permettere la manutenzione delle spiagge In evidenza

Andrea Costa: "Il settore balneare è una risorsa fondamentale per la Liguria".

Mercoledì, 01 Aprile 2020 14:03

 

“Le nuove restrizioni nazionali proibiscono anche le attività di manutenzione e preparazione dei lidi – spiega il leader di Liguria Popolare Andrea Costa - Questo è quanto si legge dal decreto del 22 marzo, che nonostante il decreto non citi in modo chiaro gli stabilimenti balneari nell’ elenco delle attività produttive, la sistemazione delle spiagge non sarebbe permessa. Ci sono già verbali e denunce in Emilia Romagna in tal senso”. Il consigliere regionale di Liguria Popolare Andrea Costa pone l’accento sull’ atteggiamento responsabile dei balneari in questo periodo che hanno chiuso le attività e sospeso la manutenzione.

“Nell’ ultimo decreto ci sono nuove strette – sottolinea il presidente di Liguria Popolare Andrea Costa - Gli stabilimenti non sono citati ma ci sono blocchi di vari settori. Infatti il provvedimento sospende le attività di cantiere edile, tinteggiatura, intonacatura e ‘altri lavori di completamento e finitura degli edifici, compresi quelli non specializzati”.

Le domande della categoria sono numerose. I balneari rientrano in questa formulazione? I gestori e i pochi dipendenti possono fare attività manutentiva in preparazione all’ apertura? I gestori devono prendere contatto con la Capitaneria Porto per capire come interpretare la norma? Un piccolo trattore che prepara la spiaggia crei danno alla comunità? “Essendo la norma interpretabile aspettiamoci comportamenti diversi da comune a comune – ribadisce - Pare comunque che il DPCM del 22 marzo vieti tali attività. Già con le restrizioni dell’11 marzo la chiusura di bar e ristoranti era stata imposta”.

Il settore balneare è una risorsa fondamentale del territorio ligure: “Per gli imprenditori del settore l’incognita più grande riguarda la partenza della stagione balneare, che sarà già difficile e conterà importanti perdite economiche – spiega Costa - Troviamo il modo, in sicurezza, di lasciarli lavorare per essere pronti alla prossima eventuale ripartenza stagionale. Facciamo un appello comune al Governo per sensibilizzare la loro situazione. Non dimentichiamoci che la tanta agognata ripresa economia partirà probabilmente con l’inizio della stagione estiva dove loro saranno naturalmente protagonisti”.

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