"Il Parco di Montemarcello Magra deve essere un'opportunità, non un limite" In evidenza

Il consigliere di Italia Viva Juri Michelucci sottolinea la necessità di riformare il Parco.

Martedì, 17 Dicembre 2019 12:00

"È evidente come il consigliere Costa stia svolgendo la sua battaglia contro il parco solo per fini elettorali fingendo di voler chiudere il Parco per ottenere qualche voto, quando invece l'obbiettivo è la governance dell'ente e lo stesso Presidente dalla destra nominato".

"Detto questo sono fermamente convinto che il parco così com'è non va, sono troppi i cittadini che lamentano la scarsa fruibilità dei sentieri, delle zone lungo il fiume Magra e questo danneggia l'immagine stessa del parco".

"Per rendersi conto di questo basta fare un giro lungo il fiume in zona Battifollo in generale lungo la sponda sarzanese, aree fino a una decina di anni fa perfettamente fruibili, oggi in alcuni tratti difficilmente frequentabili. Questa situazione che spesso i cittadini si trovano a dover vivere e' un limite al ruolo che l'istituzione Parco, fondamentale per il nostro territorio, dovrebbe svolgere. Se il Parco, come dicevo, non riesce ad esercitare a pieno le sue funzioni è principalmente perché l'amministrazione regionale in questi anni ha tagliato i fondi ad esso dedicati".

"Servono finanziamenti forti ogni anno per le manutenzioni del territorio, per rimediare allo stato di abbandono in cui versano diversi territori. E ancora è necessario che il Parco possa contare su risorse proprie, come ad esempio quelle derivanti dai canoni del demanio fluviale, ad oggi non gestite in alcun modo dall'ente parco".

"Da ultimo, ma non certamente per importanza, finanziamenti per investire in materia di educazione ambientale, necessaria per far crescere una cultura di tutela e valorizzazione delle nostre risorse. Per il Parco inoltre occorre un processo di riforma complessivo che ne investa tanto la governance quanto le comunità di appartenenza, ma non bisogna chiuderlo".

"Tanto per cominciare occorre una rappresentatività reale dei terroritori, ovvero una rappresentanza nel consiglio direttivo che risponda al territorio ricadente entro i confini del parco di ciascun comune. Infine, a mio parere occorre un coinvolgimento pieno e attivo dei cittadini, magari attraverso la realizzazione di una consulta che garantisca la loro partecipazione alle politiche di difesa dell'ambiente".

"Il Parco deve cominciare veramente ad essere vissuto come un'opportunità e non come un limite. La recente attenzione globale sulle dinamiche dell'ambiente aiuta a far comprendere anche l'importanza dei parchi, na è necessaria una riforma per il futuro dei nostri territori e per una loro piena vivibilità".

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