2 anni e mezzo da sindaco, intervista a Peracchini: "Abbiamo cambiato la città" (video) In evidenza

di Elena Voltolini - Enel, ospedale, TPL e progetti futuri: a metà del suo mandato, abbiamo affrontato con il primo cittadino alcune tematiche cruciali per la città.

Venerdì, 06 Dicembre 2019 16:02

Video

Il 26 giugno 2017 Pierluigi Peracchini, ottenendo il 60% dei voti nel ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Paolo Manfredini, diventa il primo sindaco della Spezia di centrodestra dopo oltre 50 anni.

Sono passati quasi due anni e mezzo ed è prossimo, quindi, alla metà del suo mandato. Lo abbiamo quindi intervistato per fare il punto su quanto fatto e, soprattutto, per parlare delle più calde questioni ancora aperte e dei progetti futuri.

Qual è il bilancio di questa prima parte della sua esperienza amministrativa? Quali i traguardi che ritiene più significativi?
Quella delle elezioni è stata una grande vittoria, che ha rappresentato la voglia degli spezzini di cambiare. Ricordo una città sommersa dai rifiuti, poco sicura, un po' piegata su se stessa e molto litigiosa. Abbiamo immediatamente svoltato: abbiamo cambiato il metodo di raccolta dei rifiuti; affrontato il tema della sicurezza, e i reati già nel primo anno di nostra amministrazione sono calati del 18%; abbiamo pensato da subito al traguardo di fare della Spezia la capitale mondiale della nautica e ci stiamo riuscendo, abbiamo fatto un lavoro importante per aumentare l'occupazione in questo settore e per migliorare la formazione, anche con il supporto della Regone.

Abbiamo lavorato da subito anche per l'ambientalizzazione della città: non volevamo più vedere andare le fogne in passeggiata Morin, quindi sono state allacciate le fognature al Canaletto, a Pagliari, in Viale San Bartolomeo, lo si sta facendo a Valdellora e Mazzetta e tra pochi mesi saranno collegati Pitelli e Muggianto. A questo si aggiunge il progetto di rinnovamento del depuratore.

Si è poi concretizzato, grazie a Capitaneria e Autorità di Sistema Portuale, l'accordo volontario con le compagnie di crociera per usare in porto un carburante 5 volte più pulito di quello che usano di solito,
E ancora, sono in corso i lavori per la barriera fonoassorbente, Contship sta adottando sistemi per diminuire i rumori del porto. Si tratta di percorsi che procedono, che non sono ancora conclusi, ma che fanno vedere la volontà dell'amministrazione di rispondere alle richieste dei cittadini.


Restando alla questione ambientale, ma che è anche questione economica e strategica, il Consiglio Comunale della Spezia ha detto no al progetto Enel di una centrale a turbogas, in Regione invece pare ci sia qualche tentennamento. Quale è la situazione?
Sono competenze diverse. La decisione spetta al Ministero dello sviluppo economico, chi non vuole raccontare bugie ai cittadini deve dirlo chiaramente. La maggioranza di Governo deve dire se vuole la centrale a turbogas nell'attuale area Enel alla Spezia, oppure no. Non si può fare finta che le competenze siano di altri. È vero che il procedimento amministrativo prevede il parere della regione, ma la scelta è del Ministero.


Secondo lei la Regione è d'accordo con il Comune della Spezia o ha un'altra idea?
La Regione e il Presidente Toti hanno detto di essere d'accordo con il sindaco della Spezia. Ma il tema è che bisogna chiedere alla maggioranza di Governo cosa vogia fare della centrale. Io ho portato a casa lo stop al carbone nel 2021, un risultato storico, ho un atto firmato, cosa che nessuno aveva mai fatto.

Ora la maggioranza a Roma ha la competenza e la responsabilità politica di decidere se il Golfo dei Poeti deve ospitare la centrale a turbogas o no. La mia opinione è chiara, è per il no, per la salute, per il turismo, per l'ambiente.

Non si può implementare il turismo bruciando 3 milioni di metri cubi di gas al giorno: il solo vapore acqueo porterebbe un cambiamento del clima.
Poi se le sinistre vorranno ancora una volta vessare e non rispettare la volontà degli spezzini, lo facciano, ma se ne prendano la responsabilità.


Un'altra questione cruciale per la salute degli spezzini è quella del nuovo ospedale. L'atto più recente di questa lunga questione è la revoca del contratto a Pessina e la possibilità di un contenzioso legale avanzato da quest'ultima. Al di là di tutto questo, ciò che interessa alla città è avere il nuovo ospedale. Quali tempi si prospettano?
E' una storia lunga 50 anni, le sinistre hanno creato una situazione imbarazzante. I vincitori del bando non hanno rispettato il contratto, in tutti i modi si è cercato di spronarli a farlo, abbiamo ascoltato le istanze di chi aveva vinto. Poi alla fine, visto che i lavori non andavano avanti e che in quttro anni solo il 5% è stato portato a termine, è chiaro che un amministratore deve tutelare gli interessi pubblici, quindi c'è stata la risoluzione contrattuale. Legittimi ora i contenzosi, ma l'area deve essere rilasciata e il Presidente della Regione entro dicembre verrà a spiegarci come appalterà il progetto del nuovo ospedale, che rimane lo stesso, ma con l'ulteriore necessità di trovare i soldi che mancavano, perchè il vecchio appalto prevedeva la permuta dell'ospedale Sant'Andrea per 26 milioni di euro. Toti dirà anche come, fino all'apertura del nuovo Felettino, si affronterà la gestione della sanità spezzina nel suo complesso.


L'accusa che le è stata rivolta dalle opposizioni e dai comitati è di aver avuto un ruolo di subalternità alla Regione, dobbiamo però ricordare che la stazione appaltante è Ire. Ma lei si sarebbe comportato come si è comportata Ire, ritiene che siano stati fatti i passi giusti?
Sì, penso di sì. Le opposizioni, poi, hanno pochissimi argomenti se non inventare storie che ne giustifichino la coscienza. Tutti i problemi di questa città, che stiamo affrontando, sono stati creati dalle sinistre, dovrebbero chiedere scusa, perchè non tutti possono essere capaci di amministrare, e loro hanno disperso risorse incredibili.
Hanno provato, hanno sbagliato, ora lasciano fare agli altri.
Tutto quello che abbiamo deciso noi, lo stiamo portando a termine, i guai che abbiamo ereditato bisogna metterli a posto e ci vuole tempo, perchè ci sono contratti firmati, come per il Felettino.


Un altro argomento di stretta attualità è quello del trasporto pubblico, dell'affidamento del servizio, della situazione del parco mezzi e della nomina di Masinelli a Direttore Generale di ATC. La nomina ha scatenato l’ira dei sindacati, in un periodo di tensione in cui è stata attuata una politica di forti tagli proprio per traguardare l’affidamento in house. Secondo lei era il momento adatto per una nomina del genere?
Noi abbiamo trovato una società al collasso, l'allora Amministratore Delegato non si è dimesso, ha lasciato dopo un anno e non ancora completamente.
Il cda ha fatto un lavoro importantissimo in quest'ultimo anno e mezzo, rimettndo in piedi la società. Io ho chiesto di riorganizzare la società ed ho anche chiesto che ci fosse un Direttore Generale, che prima c'era e costava 300 mila euro all'anno. Masinelli, in questo anno e mezzo, ha fatto gratis questo lavoro. Io sono sicuro che in una impresa ci vuole un numero uno, quindi è stato nominato Direttore Generale per il periodo che rimane alla fine del mandato, per una cifra pari a quello che è il compenso di un quadro, e questosignifica che siamo molto attenti alle risorse pubbliche. Credo che dobbiamo anche ringraziare Masinelli per aver svolto finora gratuitamente una attività molto importante.

Questa è una fase cruciale per il futuro del Trasporto Pubblico Locale. C'è un progetto per la mobilità green che vale 40 milioni di euro, e noi saremo tra gli enti che avranno i finanziamenti del Ministero. Il progetto revede tra l'altro il potenziamento della rete di filobus, il raddoppio dei parcheggi in Piazza d'Armi e al Megacine e molto altro. E' un lavoro che alla Spezia non era mai stato fatto, non era mai stato chiesto un finanziamento pubblico al Ministero. Bisognerebbe chiedersi perchè.

Poi c'è la questione dell'affidamento del servizio: l'in-house (approvato dal Consiglio provinciale) è la richiesta dei sindacati, è un passaggio imporante perchè darà stabilità per 10 anni, prorogabili per altri 5, ai dipendenti ma anche a chi usa il servizio pubblico.

Le polemiche ci stanno perchè quando si vanno a toccare situazioni consolidate la reazione c'è sempre.


Allo stesso tempo, però, per quanto riguarda il presente, è di questi giorni la notizia di filobus fermi perchè mancano i pezzi di ricambio....
Sono stati fermi solo un giorno e bisogna chiedersi perchè qualcuno si è dimenticato di prendere i pezzi di ricambio. Si sarebbe potuto procedere con un provvedimento disciplinare, ma lo abbiamo evitato per mantenere un clima positivo. Prt quanto riguarda il parco mezzi ricordo che sono arrivati già nuovi autobus e ulteriori 53 arriveranno entro giugno 2020.


Piazza del mercato, il Comune va avanti con il progetto presentato qualche settimana fa? O c'è un ripensamento?
Noi non dobbiamo imporre niente a nessuno. In campagna elettorale avevo espresso il desiderio di recuperare una piazza Liberty e per farlo la Regione ci ha finanziato 4 milioni di euro. Dal percorso partecipativo, però, è emersa la richiesta di non stravolgere la piazza e fare lavori in breve tempo. Abbiamo preso atto che il progetto che avevamo in testa non si poteva realizzare e siamo andati nella direzione che ci era richiesta, consapevoli che non si risolveranno tutti i problemi. Una ristrutturazione che mette a norma dal punto gienico la piazza, un impianto fotovoltaico che permetta di risparmiare, perchè la piazza costa 400mila euro ogni anno e ne incassiamo solo 150mila, una pavimentaione adeguata e una protezione dagli agenti atmosferici per gli ambulanti: questi i miglioramenti.

Resta il tema dei parcheggi; abbiamo ascoltato la richiesta che ci è stata fatta da alcuni consiglieri comunali e da una associazione (ndr. Confcommercio) per trovare soluzioni. Abbiamo dato l'incarico per verificare se ci possono essere altre soluzioni, aspettiamo e poi decideremo.

È chiaro che piuttosto che imporre qualcosa è meglio fermarsi, ma questo significa restituire i 4 milioni che la Regione ci ha dato.


Se potesse tornare indietro si ricandiderebbe a sindaco?
E' una domanda a cui non si può rispondere, perchè se rispondo in un modo potrei suscitare emozioni di un certo tipo o l'opposto.


Diciamo allora, si aspettava che fare il sindaco sarebbe stato un lavoro di questo tipo?
Così faticoso no, che la situazione fosse così messa male no. Visto il grande cambiamento, la prima amministrazione non di sinistra dopo oltre 50 anni, mi sarei aspettao da chi ci ha portato a questa situazione un po' più di senso di responsabilità. Noi però faremo il massimo, io ho scelto di candidarmi perchè amo Spezia e cerco di aiutare tutti gli spezzini, anche chi semina odio. Soffro quando non posso aiutare chi cerca lavoro, chi non riesce ad arrivare a fine mese... Questo è il grande peso: quando un sindaco non riesce a dare la risposta che il proprio concittadino si aspetta.


Per concludere questi progetti in itinere, pensa al secondo mandato?
Siamo a metà del primo, pensiamo a fare bene, poi ci sarà tempo per le scelte. Io penso che La Spezia sia una delle città più belle al mondo, ma non ne ha la coscienza, la consapevolezza. Noi dobbiamo recuperare il passato della città, che molti non conoscono, e proiettarci verso i futuro, che è già futuro in altre parti del mondo. Dobbiamo coniugare il passato con il futuro, per i nostri figli, perché La Spezia è una delle città più belle al mondo.

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