Le tre vie per risolvere la situazione degli OSS spezzini In evidenza

Oggi in commissione presenti i deputati Manuela Gagliardi, Lorenzo Viviani, Raffaella Paita e la senatrice Stefania Pucciarelli.

Lunedì, 11 Novembre 2019 22:50

Una situazione delicata, quella dei 158 OSS (operatori socio sanitari) che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, che, dopo una prima commissione con le sigle sindacali, ora vede al tavolo della sala multimediale di Palazzo Civico la senatrice Stefania Pucciarelli (Lega) e il deputato Lorenzo Viviani (Lega), le deputate Manuela Gagliardi (Cambiamo!) e Raffaella Paita (Italia Viva).

Una commissione con un folto pubblico che arriva poche ore dopo il comunicato unitario delle sigle sindacali: "Siamo aperti e disponibili ad ogni soluzione utile e fattibile per salvaguardare i posti di lavoro delle Oss spezzine. In queste ore si rincorrono diverse ipotesi come il concorso con clausola di garanzia e soluzione in house con costituzione di apposita società, opzione tra l'altro da noi già proposta sia in commissione di consiglio regionale, che in sede di confronto con l'assessore alla sanità Viale".

Le possibili soluzioni a questa difficile situazione sono 3, stando a quanto riportato in commissione. In primis quella del concorso con requisiti specifici, in secondo piano quella della creazione di una società in house dedicata e poi la cosiddetta terza via emersa durante la commissione di quest'oggi, quella di un emendamento alla legge di stabilità, ipotesi non semplice da seguire. Ognuna di queste soluzioni comporta dei pro e dei contro.

"Bisogna capire se c'è l'opportunità di proporre emendamento sulla legge di stabilità relativo ai lavoratori del comparto sanitario della Spezia - ha dichiarato la presidente della commissione Maria Grazia Frijia - Hanno vissuto una situazione anomala in questi anni, da 20 anni a questa parte il lavoro è stato terzializzato all'esterno, quello di Spezia è un caso a parte".

"Abbiamo ipotizzato di poter ripresentare un emendamento sulla falsa riga di quello che era stato presentato lo scorso anno per la stabilizzazione dei bidelli- ha dichiarato la senatrice Stefania Pucciarelli (Lega) - Ci sono delle diversità perché la sanità è in capo alle regioni e il dubbio da questo punto di vista c'è".

"È difficile fare qualcosa di settoriale, la cosa difficile sarà estendere l'emendamento a livello nazionale per inglobare altri casi simili - ha sottolineato il deputato Lorenzo Viviani (Lega) - Tutto deve partire dalla condivisione delle forze politiche".

"Il lavoro che stanno facendo i sindacati è encomiabile, la Regione ha dato la massima disponibilita per la costruzione di un bando che tenga conto dell'esperienza - ha ricordato la deputata Manuela Gagliardi (Cambiamo!) - però siamo consapevoli che mettere requisiti troppo stringenti può comportare una non regolarità del concorso stesso. La società in house per la mia esperienza ha degli aspetti delicati, in realtà oggi la giurisprudenza non va nel senso di dare libertà alle società partecipate di assumere senza concorso. Oggi la deputata Paita è l'unica che rappresenta qui la maggioranza di Governo per darci qualche rassicurazione in più, tutto passa anche dalla volontà politica".

"Qui siamo nell'ambito di competenze regionali, dato che il referendum non è passato la competenza è rimasta regionale - ha sottolineato la deputata Raffaella Paita - Questo tema equivale al processo di stabilizzazione nelle partecipate che ci fu nel 2005. La soluzione nazionale è la più complessa per una questione di competenze. La Asl è un braccio operativo della Regione. L'emendamento proveremo a farlo ma dobbiamo insistere su una strada ovvero quella regionale. Non sono convinta che nel percorso regionale si siano esaurite tutte le verifiche da fare sul tema. Chiedo un confronto, in tempi ravvicinatissimi, in cui mettere ad un tavolo tutti gli enti interessati, Regione compresa".

Mentre sia il commissario Massimo Caratozzolo che il commissario Fabio Cenerini concordano sul non mettere "cappelli" su questa vicenda, entra in gioco la metafora del grimaldello per aprire la porta verso la soluzione per la questione OSS, frutto dell'intervento del vice presidente della commissione Marco Raffaelli: "La porta da aprire c'è, dobbiamo trovare il grimaldello giusto per aprirla. Il tavolo che si può aprire può trovarlo. Lo spirito da parte di tutti è trovare una soluzione e la strada intrapresa oggi è molto proficua, cerchaimo di capire quali strumenti abbiamo per trovare questo grimaldello".

In chiusura dei lavori della commissione arriva l'intervento del presidente del consiglio comunale Giulio Guerri: "Si può fare un ordine del giorno che incarni la volontà del Comune della Spezia per sollecitare il Governo per andare incontro a queste richieste".

Come presidente della terza commissione Maria Grazia Frijia invierà una lettera per richiedere un tavolo di approfondimento regionale, assieme ai parlamentari presenti alla commissione, per affrontare la situazione per la possibile riorganizzazione degli OSS spezzini.

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