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Peracchini contro Melley: “Mi analizzate come una cavia da laboratorio” In evidenza

Scambio di battute al vetriolo in consiglio comunale. Il consigliere chiede conto delle affermazioni del sindaco, che risponde: “Trovate la risposta su Google”.

“Ho pieno diritto di espressione, ma voi siete vittima della logica dell’accanimento”. Ha risposto con toni molto duri il sindaco Pierluigi Peracchini, ieri sera in consiglio comunale, all’interpellanza di Guido Melley e Roberto Centi del gruppo “LeAli a Spezia”.

Prima della lunga discussione, a tratti molto accesa, sul caso della recente intitolazione di uno slargo a Josemaria Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, c’è stato anche lo spazio per uno scambio di battute al vetriolo tra il primo cittadino e Melley, che ha chiesto spiegazioni sulle “affermazioni quanto meno temerarie se non palesemente fuori luogo” di Peracchini durante il consiglio comunale del 23 settembre.

Sempre a proposito del caso Escrivá, il sindaco nel suo intervento aveva detto: “Io vedo in giro per l’Italia, per la nostra città, per la nostra provincia strade intitolate anche a persone che si sono rese protagoniste di reati e di eccidi...”.

Da qui l’interpellanza di Melley e Centi, che ieri sera hanno chiesto l’elenco dei casi spezzini citati dal sindaco: “Per giustificare la scelta di intitolare uno slargo cittadino al fondatore dell’Opus Dei Peracchini si è sbilanciato su alcune considerazioni davvero singolari”.

Dura la risposta del primo cittadino: “Questa interpellanza mi pare una provocazione nei confronti del mio diritto di espressione: mi sconcerta che ogni mia frase venga sezionata come se fossi una cavia da laboratorio. Ho pieno diritto di espressione, mentre voi siete vittima della logica di accanimento invece che quella di discernimento. Visto che avete così tanto tempo per scrivere interpellanze, potreste anche curarvi di andare su Google e trovare da soli la risposta alla vostra domanda. Faccio solo un esempio: le strade intitolate anche nella nostra città al generale Luigi Cadorna. Su Escrivá avete detto cose degne della fantasia di Dan Brown, tanto da rendere la nostra città un’ambientazione perfetta per ‘Il Codice da Vinci’. Vi invito ad approfondire la storia dell’Opus Dei non fermandovi ai pregiudizi – ha concluso Peracchini – Volete sempre sembrare grandi professori, quindi lo studio vi dovrebbe appassionare. La verità rende liberi”.

Ironica la risposta di Melley: “Stasera almeno una buona notizia ce l’ha data: alla Spezia non ci sono strade intitolate a persone che si sono macchiate di reati e di eccidi, al contrario di quello che lei aveva detto”.

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