La Spezia, il "caso Bibbiano" entra in Consiglio Comunale In evidenza

Dopo Sarzana, anche alla Spezia si discute del "caso Bibbiano" con una mozione presentata da Lega e Saccone. 

Martedì, 01 Ottobre 2019 16:38

Toni pacati, niente slogan in stile 'Parlateci di Bibbiano' e niente accuse al sistema di gestione spezzino, che è stato invece più volte, e da più parti, lodato come 'eccellenza'. Questo è sostanziamente il risultato della mozione presentata ieri sera, 30 settembre, in consiglio comunale a firma dei consiglieri leghisti e della consigliera del gruppo misto Patrizia Saccone, passata poi con 18 voti favorevoli. 

"Vigilare sul tema degli affidi e garantire trasparenza", questo l'obiettivo della mozione, che nella sostanza chiede una commissione specifica sul tema, ma nella quale si legge la storia del 'caso Bibbiano', con la velata polemica di respiro nazionale "Adesso il Pd è al governo con chi li accusava di essere 'il partito di Bibbiano', il Movimento Cinque Stelle". Come sappiamo, Bibbiano, comune in provincia di Reggio Emilia, si trova al centro della cronaca nazionale da quando, nei mesi scorsi, l'inchiesta Angeli e Demoni ha portato alla luce un presunto sistema illecito di gestione dei minori in affido nel comune, che si sarebbe sorretto sulla manipolazione delle testimonianze dei bambini da parte di assistenti sociali e psicologi. "Un tema che ha rilevanza anche per quest'aula - ha sottolineato Saccone - perché i servizi sociali sono di competenza del Comune". 

"Un tema delicato, che non deve essere strumentalizzato", il commento del consigliere Pd Marco Raffaelli, che ha spiegato nel suo intervento: "Con questa mozione si chiede di verificare il sistema spezzino e se in generale questo noi lo apprezziamo, non crediamo sia giustificabile che si insinui il dubbio perché mi fido degli uffici tecnici e non capisco come la maggioranza possa accettare una mozione come questa. Volete solo riprendere il tema nazionale e dargli risonanza per polemica politica".

Dello stesso avviso anche i consiglieri di opposizione che hanno preso la parola dopo di lui, come Massimo Lombardi (Spezia Bene Comune) o Federica Pecunia (Italia Viva), che hanno sottolineato come "La situazione di Bibbiano va condannata e la magistratura farà il proprio lavoro. Noi abbiamo fiducia nel lavoro svolto su questo tema in questa città, nonostante le differenze di opinione abbiamo fiducia nell'assessore Giulia Giorgi proprio perché un tema delicato come l'affido dei bambini non deve avere colore politico".

Rispetto all'alleanza con i Cinque Stelle, Pd e Italia Viva hanno commentato come siano state proprio le consigliere pentastellate ad interpellare l'assessore sul sistema spezzino nei mesi scorsi: "Bastava interpellare nuovamente l'assessore oppure chiedere la commissione senza questo passaggio che rischia di accostare negativamente il nostro Comune ad una questione gravissima".

Interviene infine l'assessore Giulia Giorgi, che spiega: "Credo che sia giusto far entrare il tema dell'affido in consiglio comunale perché la cittadinanza deve sapere come noi operiamo e che noi operiamo per il bene dei bambini e delle famiglie. Sappiamo che 250 bambini in più sono seguiti rispetto agli scorsi anni ed è giusto che anche la cittadinanza sia a conoscenza di questo dato, ad esempio. L'allontanamento deve essere sempre ultima spiaggia e soluzione temporanea. Il caso Bibbiano traccia una linea che deve impegnare i Comuni a monitorare e investire sempre maggiori risorse su questo tema. Da amministratore non mi sento giudicata, ma mi sento orgogliosa perché i consiglieri comunali hanno chiesto di far entrare questo argomento in questa aula".

 

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