Teatro Civico, presentata la stagione di Prosa: 12 spettacoli, grandi nomi del teatro italiano ed internazionale In evidenza

Un cartellone che unisce tradizione e innovazione, per una stagione di altissimo livello. Sempre più attenzione ai giovani e alle scuole

Sabato, 08 Giugno 2019 16:25

Una programmazione alta che punta a raggiungere un pubblico sempre più diversificato, grandi registi e interpreti per la Stagione di Prosa 2019/2020 del Teatro Civico della Spezia.

A presentarla questa mattina sul palcoscenico del Teatro i membri della Commissione tecnico- scientifica del Teatro Civico Matteo Taranto (Coordinatore), Roberto Di Maio e Alessandro Maggi, che hanno curato il programma. Con loro il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, e la dirigente dei Servizi Culturali Marzia Ratti.

Alessio Boni, Serra Yilmaz, Maria Paiato, Adriana Asti, Lucinda Childs, Ale e Franz, Eugenio Allegri, Leo Muscato, Ambra Angiolini, Ludovica Modugno, Serena Sinigaglia, Flavio Albanese, Claudio Castrogiovanni, Giovanni Franzoni, Ciro Masella, Riccardo Buffonini, Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino, Paola Gassman, Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Robert Wilson, Natalino Balasso, Valerio Binasco, Arturo Cirillo e Valentina Picello: sono questi alcuni dei protagonisti dei 12 spettacoli in abbonamento per una Stagione che punta alla qualità, a coinvolgere e appassionare il pubblico unendo tradizione e innovazione.

“Anche quest’anno, grazie al profuso impegno della Commissione a cui va il mio ringraziamento, il Teatro Civico sfida se stesso per battere tutti i suoi record – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini – Non è in gioco soltanto una questione di numeri e di biglietti, ma di qualità: quest’anno il Civico è ancora più vivo e si cala sempre di più nel tessuto cittadino trasformandosi da luogo di sola fruizione a luogo di formazione per i ragazzi delle scuole superiori. Sono raddoppiate, infatti, le attività laboratoriali della Stagione affinché i ragazzi possano conoscere il dietro le quinte del Teatro, il suo fascino che si nasconde non solo in chi calca il palcoscenico ma anche nelle maestranze e soprattutto perché possa diffondersi una cultura teatrale che parta proprio dal Civico stesso. La qualità della Stagione di prosa 2019/2010 è evidente dalla presenza di Bob Wilson, artista poliedrico cresciuto con i grandi della Beat Generation e che ha prodotto tali capolavori a cavallo fra le arti da essere stato definito dal New York Times come l’artista più visionario al mondo che al Civico interpreterà il monologo di Amleto di Shakespeare. Non solo la letteratura classica inglese farà parte del cartellone teatrale, ma come sempre, mantenendo un altissimo livello nella scelta, la commissione ha sapientemente costruito un cartellone eterogeneo fra grandi classici latini, italiani, inglesi e tedeschi e la comicità di Ale e Franz fino a produzioni più popolari. Una stagione, allora, complessa di altissimo livello con sempre più attenzione ai giovani e alle scuole”

«Il Teatro Civico sta diventando una piazza sempre più ambita, tornando a farsi conoscere nei più importanti circuiti artistici nazionali. – affermano i membri della Commissione Tecnico-Scientifica Matteo Taranto, Alessandro Maggi e Roberto Di Maio – Circa 14.000 spettatori hanno affollato la nostra Stagione di prosa 2018/19: la sfida è quella di costruire una programmazione alta e popolare al tempo stesso, coniugando valori artistici indiscussi e interesse sul grande pubblico. Anche la nuova Stagione di prosa 2019/20 sarà all’altezza della sfida che abbiamo intrapreso, e avrà qualcosa di interessante e importante da dire. Attraverso la combinazione di tradizione e innovazione, il Civico offre una stagione di ampio respiro (gli spettacoli in abbonamento saranno 12, con 8 doppie e 4 singole), per raggiungere un pubblico sempre più diversificato, con una attenzione particolare rivolta ai giovani e agli studenti. Prosegue e si rafforza l’apertura e la collaborazione con le scuole della città e del comprensorio: gli allestimenti e prove aperte ad attività laboratoriali della Stagione raddoppiano (Don Chisciotte e Salomè) e sono previsti ulteriori momenti di coinvolgimento in relazione agli spettacoli inseriti in cartellone (Atti Osceni e Miles Gloriosus).

Ma non basta. Se la scommessa del cambiamento ci impone di programmare un futuro più grande, non possiamo non cominciare a guardare anche all’estero, ai grandi nomi del teatro europeo e alle loro proposte. Per questo siamo davvero molto orgogliosi – come sottolineato anche dal sindaco – di essere riusciti a portare alla Spezia di uno dei più grandi maestri del teatro contemporaneo, Bob Wilson.

Il Civico e la sua comunità, fatta di personale, abbonati, scuole, spettatori occasionali, devono posizionarsi al crocevia della qualità e dell’innovazione, senza timore di misurarsi con le esperienze teatrali europee più rilevanti in Europa.

Cambiare per migliorare, e non cambiare per cambiare: la sfida è chiara, e il Civico l’ha intrapresa con coraggio ed entusiasmo: #civediamoalcivico».

La Stagione di Prosa partirà dunque sabato 16 e domenica 17 novembre con Don Chisciotte , per la regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, con Alessio Boni e Serra Yilmaz. Liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra, lo spettacolo vede protagonista uno degli interpreti di cinema, tv e teatro più apprezzati e conosciuti nel panorama nazionale, a fianco di Serra Yilmaz (attrice prediletta dal regista Ferzan Ozpeteck) nei panni del fido scudiero Sancho Panza. Un Don Chisciotte che combatte per un ideale etico, eroico, sostenuto da una lucida follia che va oltre il coraggio.

Si prosegue martedì 3 dicembre con Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, per la regia di Paolo Coletta, con Maria Paiato e un cast di nove attori. Uno spettacolo visionario, in cui i celebri songs di Brecht e la musica di Paul Dessau sono trasformati in una travolgente sequenza di brani dallo stile eclettico — dal suono classico/contemporaneo all'elettronica — con l'intento di non tradire la forza dirompente che quelle musiche ebbero in epoca espressionista. Al centro dell’azione, Anna Fierling (detta Courage) interpretata da Maria Paiato che, in un presente al di là del tempo e dello spazio, attraversa la Storia, oscillando ogni volta tra guerra e pace.

Venerdì 13 e sabato 14 dicembre è di scena La Ballata della Zerlina, di Hermann Broch, per la regia di Lucinda Childs, con Adriana Asti,. Il racconto prende avvio in un interno aristocratico di metà novecento, ma ben presto si colloca in una sfera senza tempo: la serva Zerlina – interpretata da Adriana Asti, icona del teatro italiano - racconta con foga implacabile la storia di una profonda passione erotica e di una feroce sete di vendetta, che si allontana presto da alcuni riferimenti mozartiani per avvicinarsi piuttosto all’atmosfera di alcuni testi libertini settecenteschi.

Venerdì 3 e sabato 4 gennaio 2020 appuntamento con Romeo e Giulietta – Nati sotto contraria stella, da William Shakespeare, drammaturgia e regia di Leo Muscato, che vede protagonisti Ale e Franz. Affiancati da un cast di attori (tra cui Eugenio Allegri) che, nel più autentico spirito del teatro elisabettiano, interpretano anche personaggi femminili, Ale e Franz danno vita ad un’ironica rivisitazione della vicenda shakesperiana. In un modo o nell’altro, riescono a raccontare la storia dei due giovani amanti, anche se loro “giovani” non lo sono più da tanto tempo. E in un modo o nell’altro, riescono pure a far commuovere.

Martedì 14 gennaio è la volta de Il nodo di Johnna Adams, regia di Serena Sinigaglia, con Ambra Angiolini e Ludovica Modugno,. Definito dalla stampa statunitense “un’opera di grande impatto emotivo, una narrazione che è tanto elegante quanto agghiacciante”, messa in scena da oltre 40 produzioni americane, Il nodo racconta il confronto durissimo tra due donne - un’insegnante elementare e la madre di un alunno sospeso da scuola – che si affrontano per dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa. Johnna Adams è considerata fra i più interessanti nuovi drammaturghi americani, vincitrice nel 2011 del Princess Grace Award • New Dramatists.

Il programma del 2020 si apre venerdì 24 gennaio: in cartellone Miles gloriosus di Plauto, con la traduzione e regia di Marinella Anaclerio, che vede tra gli interpreti Flavio Albanese e Claudio Castrogiovanni. Pirgopolinice, il protagonista di una delle più note commedie plautine, è un fantastico sbruffone, un gioioso pavone, esagerato, spudorato, vitale. In una Efeso simile all’originale quanto l’ambientazione di certi western spaghetti al far west, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un soldato che ha due debolezze: le donne, meglio se sposate, ed essere adulato. Una commedia adatta ai tempi di grandi commedianti in cui viviamo.

Martedì 4 e mercoledì 5 febbraio in cartellone Atti osceni. I tre processi di Oscar Wilde, di Moisés Kaufman, per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con la traduzione di Lucio De Capitani, protagonisti (tra gli altri) Giovanni Franzoni, Ciro Masella e Riccardo Buffonini. Lo spettacolo fa emergere la personalità artistica e umana dello scrittore, soave e impietoso fustigatore di tutte le ipocrisie di una società come quella vittoriana, epitome di tutte le società ipocrite. Atti osceni racconta i tre processi che coinvolsero Oscar Wilde nel 1895, e mette al centro della scena un'aula di tribunale, riuscendo ad aprire nel serrato dibattito giudiziario squarci poetici e incursioni commoventi nell'opera del poeta.

Si prosegue venerdì 14 febbraio con Otto donne e un mistero di Robert Thomas, con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Anna Galiena, fra le interpreti sul palco insieme a Debora Caprioglio, Caterina Murino, Paola Gassman, Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume e Maria Chiara Dimitri. La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica. Una prova d’attrice che con questa messinscena emerge in chiave contemporanea. Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti e le loro ambizioni.

Sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo è la volta di Salomé di Oscar Wilde, per la regia e l’adattamento di Luca De Fusco, con tra gli altri Eros Pagni, Gaia Aprea e Anita Bartolucci,. La sfida del regista è quella di rimettere in circolazione un testo uscito dal repertorio teatrale contaminandolo con danza, musica e cinema. Salomè, con la sua luna piena incombente e allucinata, con la sua danza dei sette veli, sembra quindi un testo ideale per un teatro “spurio” che De Fusco predilige da molto tempo. L’opera si avvale di un trio di attori d’eccezione come Eros Pagni, Gaia Aprea e Anita Bartolucci, che incarnano rispettivamente i ruoli di Erode, Salomè e Erodiade.

Venerdì 13 e sabato 14 marzo due serate d’eccezione con una leggenda del teatro contemporaneo: Robert Wilson sarà protagonista di Hamlet: a monologue, tratto da William Shakespeare, adattato dallo stesso Wilson e da Wolfgang Wiens. Due appuntamenti in cui il grande artista americano narra la sua vita e guida il pubblico nel suo straordinario universo estetico, con il quale ha dato vita a spettacoli memorabili quali Deafman Glance, A Letter for Queen Victoria, Einstein on the Beach, Hamlet: a monologue. Nella seconda parte Wilson introduce la videoproiezione della sua personale ed originale lettura del classico di Shakespeare, in cui egli è unico protagonista in scena.

Lunedì 23 e martedì 24 marzo è di scena Arlecchino servitore di due padroni, di Carlo Goldoni, per la regia di Valerio Binasco, con Natalino Balasso. Dopo il Don Giovanni di Molière, Binasco, cinque volte premio Ubu, torna a cimentarsi con un titolo del grande repertorio, e mette il suo stile cinematografico al servizio del testo di Goldoni: un perfetto congegno che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico. La “commedia della stravaganza” diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica. Famelico, bugiardo, disperato e arraffone, l’Arlecchino “contemporaneo” di Valerio Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale.

La stagione in abbonamento si chiude martedì 7 e mercoledì 8 aprile con Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, per la regia di Arturo Cirillo e l’adattamento teatrale di Antonio Piccolo, con fra gli altri Arturo Cirillo e Valentina Picello. Il celebre romanzo della scrittrice inglese, pubblicato nel gennaio 1813, da oltre due secoli non smette di affascinare generazioni di lettori, ed ha avuto diversi adattamenti cinematografici e televisivi. La regia di Arturo Cirillo, in questa prima versione teatrale italiana, rende omaggio all’abilità della Austen di reinventare la realtà attraverso la sua rappresentazione, ma mai smettendo di essere vera. Come avviene in teatro.

La Stagione di Prosa 2019/2020 è sponsorizzata da Enel, Coop Liguria, Spezia Risorse SpA e SitepItalia.

Il rinnovo dei vecchi abbonamenti potrà essere effettuato con prelazione già a partire da lunedì 1 luglio fino a mercoledì 31 luglio: chi ritirerà l’abbonamento in questo periodo potrà usufruire dello sconto di € 5

Il rinnovo degli abbonamenti dopo l’estate si svolgerà da martedì 1 a martedì 15 ottobre; la vendita dei nuovi abbonamenti partirà invece da mercoledì 16 ottobre, mentre la vendita dei biglietti per i singoli spettacoli della stagione di prosa sarà attiva da lunedì 28 ottobre.

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