Lerici: iniziato il percorso per ridare voce all’Agati In evidenza

di Doris Fresco- Al via l’iniziativa “Adotta una canna dell'organo” e cene di finanziamento per restaurare lo strumento: “Un bene artistico e culturale di tutti”.

Martedì, 06 Febbraio 2018 17:29


Dopo l’attenzione riportata sull’opera d’arte presente nella chiesa di San Francesco quest’estate, in occasione della tappa lericina del ‘Festival Organistico Internazionale’, qualcosa inizia a muoversi e la parrocchia sta affrontando i primi passi per riportare l’organo alla magnificenza degna di questo importante strumento.
“L'organo della Chiesa Parrocchiale di San Francesco è uno degli strumenti più interessanti della diocesi, e di conseguenza dell’intera provincia della Spezia”, ha spiegato il maestro Alessandro Carta, organista che conosce da vicino lo strumento.
“Costruito nel 1841 dal toscano Nicomede Agati, è abbastanza ben conservato anche se nel 1974, durante il restauro purtroppo non furono ripristinati alcuni accessori: fu modificata la pedaliera per renderla più moderna e fu modificata anche l'intonazione riducendo in modo sensibile la pressione. Da allora lo strumento ha subito vari danni legati alla polvere, al tarlo, al collasso di alcune canne interne e all'usura delle pelli. Con un intervento di una certa importanza sarebbe possibile riportarlo alle condizioni originali, e riascoltarlo nel suo splendore toscano ottocentesco”.
Già in occasione del concerto di quest’estate, i musicisti Walter Gatti e Elena Saccomandi ci avevano spiegato come fosse stato difficile suonare quello strumento, usurato dal tempo. Anche loro però avevano contribuito, dando vita ad un concerto celebrato da un pubblico entusiasta, ad accendere i riflettori sull’importanza di restaurare un’opera così significativa ed importante per l’intera comunità (non solo religiosa, che già ama e riconosce il fascino dell’Agati, ma anche per l’intera cittadinanza che deve essere sensibilizzata sul destino di un gioiello così prezioso).

interno dell'organo agati


“Per restaurare al meglio lo strumento occorre una cifra importante, che potrebbe essere raggiunta con la generosità di donatori e sponsor”. È lo stesso don Federico, da noi sentito, a confermare la volontà della parrocchia di intraprendere un percorso condiviso con la comunità, con lo scopo di reperire i fondi necessari: “A breve verrà avviata ufficialmente l’iniziativa ‘Adotta una canna dell'organo’, che permetterà al donatore di essere ricordato (o ricordare una persona cara) imprimendo il nome in una pergamena che verrà installata in modo permanente accanto all'organo”.

Gli sforzi però sono già iniziati, con le cene organizzate per raccogliere i fondi: “Nei giorni scorsi è stata organizzata una cena al ristorante Da Paolino, alla quale hanno partecipato in molti, ma sicuramente ne seguiranno altre”: è già in programma, ad esempio, una cena prevista per Martedì Grasso, 13 febbraio - con prenotazione obbligatoria al numero 3290052242- in attesa che altri ristoratori si facciano avanti per aiutare nella raccolta fondi.

Nel frattempo, per gestire al meglio l’intero percorso, è stato istituito un Comitato, presieduto da don Federico con l’attenta e fattiva partecipazione del maestro Carta, che valuterà ogni proposta per le iniziative future: i fondi da reperire sono ingenti, ma un’opera d’arte come questa merita lo sforzo della comunità.
“Abbiamo anche attivato un conto corrente dove è possibile versare le donazioni, indicando come causale ‘pro restauro organo’ e intestato alla parrocchia, tenendo presente che le offerte sono deducibili e quindi scaricabili ai sensi della legge”.
“La speranza- conclude Carta- è che qualche sponsor importante si faccia avanti, certo del fatto che verrà ricambiato con la visibilità che merita nei concerti che seguiranno al restauro e considerando che lo strumento è un bene artistico e culturale di tutti, che non merita certo di essere lasciato tacere”.

Clicca qui per conoscere meglio i dettagli tecnici dell'organo. 

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