Sono oltre 12mila gli spezzini aiutati dalla Caritas In evidenza

La Caritas Diocesana replica, numeri alla mano, alle parole del capogruppo della lista Toti - Forza Italia in consiglio comunale Fabio Cenerini.

Martedì, 10 Ottobre 2017 10:24

 

Chiamati in causa dal Consigliere Fabio Cenerini, il quale afferma in un comunicato diffuso alla stampa locale: ”La Caritas dovrebbe provvedere a chi ha la pensione minima, ma lo stato per loro non dà 35 euro al giorno!” (leggete qui), concetto ribadito nel comunicato di ieri pur con alcune attenuazioni, desideriamo porre alcune precisazioni.

Il riferimento del signor Cenerini è alla retta giornaliera che lo Stato attribuisce alle strutture di accoglienza dei richiedenti asilo. L’impiego delle somme è regolamentato da precise indicazioni normative, rigorosamente rendicontato e che, per nessun motivo, può essere utilizzato per finalità diverse da quelle previste nelle convenzioni, stipulate con Mondo Nuovo Caritas e La Piccola Matita, enti gestori con propria responsabilità contabile ed amministrativa.

Nel merito del comunicato ci pare invece ingeneroso essere rimproverati dallo stesso Cenerini di non prestare attenzione “ai poveri vecchi italiani” per i quali la Caritas, si sottolinea nel comunicato, non riceve “i famosi 35 euro al giorno”.
Una affermazione che invita a prefigurare una carità diocesana distratta e subordinata a chissà quali provvidenze, anziché una realtà strutturata per rispondere alle sempre più pressanti istanze che arrivano dal disagio sociale e dalle vecchie e nuove povertà, diffusa sul territorio attraverso i centri diocesani e le moltissime realtà parrocchiali, attenta alle criticità sociali, tanto da collaborate con le istituzioni e la politica anche attraverso indicazioni recepite in articolati di proposte di legge regionale a sostegno della famiglia.

Ma a parlare sono i dati, pur aggregati e riassunti per brevità, a dare il senso del lavoro quotidiano che vede impegnati operatori e volontari della Caritas.
Sono oltre 12000 le persone residenti che, ogni anno, nel nostro territorio, beneficiano dei servizi Caritas e mediamente oltre il 10% sono ultrasessantacinquenni. Solo i centri di ascolto della Spezia e di Sarzana hanno accolto in quest’anno, sino ad oggi, 1930 nuclei famigliari tra i quali si registrano oltre a pensionati al minimo, disoccupati, persone che hanno recentemente perso il lavoro e non riescono a reinserirsi, cassaintegrati, occupati ma con famiglie numerose.
Gli interventi di carità ed assistenza riguardano l’acquisto di medicinali, il saldo degli affitti e delle utenze insolute, le spese indispensabili per la casa e per lo studio dei figli. Da non sottovalutare il sostegno che viene prestato con la distribuzione degli alimenti, di vestiario, prodotti per l’infanzia, per il trasporto e infine l’Emporio Solidale costituito assieme alla Fondazione Carispezia ed ai Servizi Sociali del Comune della Spezia e di Sarzana cui accedono 8500 persone in difficoltà economica temporanea.
A sostenere tutto questo, in particolare le risorse dell’8x 1000 destinate alla Chiesa cattolica, i progetti sociali della Caritas ai vari livelli, le generose donazioni e le offerte di privati cittadini, il contributo della chiesa locale e delle parrocchie con le offerte raccolte.
Non meno significativi i 202 i casi di accoglienza in strutture o abitazioni temporanee, queste ultime messe a disposizione dalla Diocesi.
Ci sarebbe ancora molto da dire sulle linee di micro prestito antiusura attuato con il sostegno di Carispezia, Intesa San Paolo, Ca.Ri.Ge e della Fondazione Antiusura, sulle pratiche per gestire il sovra indebitamento a beneficio delle famiglie in default finanziario, alla formazione professionale attivata per il reinserimento lavorativo; la nostra disponibilità ad approfondire, se necessario, non mancherà di certo.

Che poi il Paese, nonostante il nostro impegno quotidiano, abbia bisogno di maggiore attenzione verso il disagio sociale, di azioni capaci di combattere le cause che alimentano le nuove e le vecchie povertà, di processi capaci di offrire dignità e lavoro, specialmente ai giovani sono sicuramente principi condivisibili, ma questo è il compito della politica e delle amministrazioni pubbliche.
A noi il compito della carità, che ogni giorno, con impegno e dedizione, senza clamori e con grande continuità cerchiamo di assolvere non solo con l’aiuto economico ma anche con l’ascolto, l’accoglienza ed il calore di una mano tesa verso chi è solo, disorientato e oppresso dalle avversità della vita.

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