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Casa Pilloa, un piccolo tesoro nascosto nel bosco (foto) In evidenza

di Anna Mori - Un luogo sorprendente, dove tutti i dettagli raccontano la sua storia. E’ faticoso raggiungerlo, ma vale davvero la pena visitarlo.

Il nostro territorio ha una storia ricchissima, spesso testimoniata da piccole meraviglie poco conosciute o che si trovano in luoghi un pò nascosti.  Una di queste è Casa Pilloa,  un piccolo tesoro nascosto nei boschi del Monte Santa Croce.

La si raggiunge dal sentiero CAI 525 dal basso o dall’AVG, dall’alto, comunque da qualsiasi parte si giunga, Casa Pilloa appare quasi all’improvviso immersa nel bosco.

E’ un grande edificio di due piani, per la maggior parte ormai senza il tetto: solo un locale mantiene l’originale copertura a crociera. Le pareti sono in pietra arenaria di Biassa, una struttura imponente che trasmette a chi la osserva la grande importanza che ha avuto in passato.

Le prime notizie di Casa Pilloa risalgono al 1247, quando il terreno divenne proprietà dei monaci del Monastero di San Venerio del Tino, che costruirono qui un ospitale per i pellegrini della Via Francigena, un edificio di due piani con le camere per i pellegrini al piano superiore e spazi comuni per l’accoglienza al pian terreno.  Il luogo in cui venne costruito si chiamava Pillora, da qui il nome.

L’ospitale era un punto di riferimento molto importante per chi si recava o proveniva da Roma. Successivamente perse questo ruolo e divenne una delle residenze dei Doria. L’ultimo abitante dell’edificio è stato un contadino, Rafò de Pilua, secondo una tradizione tramandata a Biassa.

Nel locale all’estrema sinistra al piano terreno, sono ancora visibili grandi archi, testimonianza delle volte a crociera che caratterizzavano la copertura. Tra i locali visitabili anche la piccola cappella, ora ormai spoglia: un tempo in questo locale vi era una croce e un dipinto, che sono stati trasferiti nel XVII secolo nel Santuario della Madonna dell’Olmo, allora appena costruito. Il Monte di Santa Croce prende il nome proprio dalla croce che era ospitata nella cappella di Casa Pilloa, che perse la sua importanza e abbandonata proprio nel XVII secolo. 

A fianco dell’edificio corre la Strada della Marchesina, utilizzata dai pellegrini prima e dai Doria, poi, per raggiungere la casa a cavallo. 

Percorrendo il sentiero che da Casa Pilloa sale verso la Sella Gesuela, si incontrano i Bozi de Piloa, piccoli laghetti che una volta erano navigabili con una piccola barca. Tra questi e Casa Pilloa, il sentiero per la Batteria Santa Croce.

Un luogo sorprendente, dove tutti i dettagli raccontano la sua storia. E’ faticoso raggiungerlo, ma vale davvero la pena visitarlo. Voi ci siete mai stati?

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