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Intervista al Maestro Gianluca Campi: “La mia passione per la fisarmonica” In evidenza

di Anna Mori –Il Maestro Campi terrà un concerto alla Spezia il prossimo sabato 9 marzo.

Sabato 9 marzo alle ore 18.00, presso la Chiesa Metodista della Spezia, nell’ambito della rassegna “Musica in Città”, si terrà il concerto per fisarmonica del Maestro Campi “Da Vivaldi a Piazzolla”.

Riconosciuto dalla critica musicale come “il Paganini della fisarmonica”, genovese, da tempo residente nello spezzino, Gianluca Campi è un musicista eclettico.

La Redazione di Gazzetta della Spezia, lo ha intervistato per farsi raccontare la sua storia.

Maestro Campi, come è nata la sua passione per la musica e perché la fisarmonica?

Mi sono avvicinato alla musica tramite mio cugino. Come succede quando ci si riunisce con i parenti la domenica, mi ricordo di questa figura che imbracciava lo strumento, la fisarmonica, che mi affascinava moltissimo. E così data la mia curiosità, quando avevo undici anni, mio cugino mi chiese se volevo imparare. Io, rispondendo con un sì molto timido, ho saputo fin da subito che volevo intraprendere questa strada. Così ho iniziato subito con passione, amore e professionalità.

Quando ero adolescente, non c’erano i licei musicali e i corsi di fisarmonica al Conservatorio. Ho iniziato a studiare la fisarmonica percorrendo una strada legata ad un repertorio popolare. Tuttavia la mia mente era sempre in fermento quindi, successivamente, ho voluto sperimentare altri generi musicali, spostandomi anche sulla musica classica, le colonne sonore dei film e il tango argentino, non solo da solista, ma anche con altre formazioni.

Parliamo ora del concerto che sabato terrà alla Spezia: un programma molto vario, quale è il fil rouge che unisce autori così distanti nel tempo?

La fisarmonica è uno strumento giovane che è nato nella seconda metà dell’800. Come tanti altri strumentisti, ad esempio i pianisti, quando si vuole essere versatili come esecutori, si va a toccare periodi musicali diversi, dal Barocco in avanti, quando esistevano strumenti a tasto come il clavicembalo, l’organo e, nel periodo classico, il forte piano e solo successivamente il piano forte.

Nel concerto, quindi, spazierò dalla musica Barocca al Romanticismo, attraverso trascrizioni adattate per fisarmonica, senza nulla togliere niente alla letteratura originale dei pezzi. Mi piace molto, seguendo una certa versatilità, spaziare attraverso gli autori del passato, fino ad arrivare ai tempi nostri, passando attraverso le colonne sonore dei film e il tango argentino, che però sarà il cosiddetto “tango nuevo”, quello rivoluzionato da Astor Piazzolla.

La musica della fisarmonica nasce con la riproduzione di temi popolari, poi, per renderla più nobile, i musicisti hanno iniziato prima con le trascrizioni delle “ouvertures” e poi man mano c’è stato chi ha composto con la propria letteratura, arricchendo moltissimo il repertorio negli ultimi tempi. Però a me piace sempre attingere dai vari stili del passato, fare trascrizioni per arrivare ai tempi nostri, grazie alla versatilità della fisarmonica, strumento che si presta benissimo.

Anche se la fisarmonica è uno strumento aerofono, munito di mantice, il polmone dello strumento che dà le dinamiche, si può adattare molto bene. La fisarmonica è un’evoluzione dell’organetto, è costituita da due tastiere: con la mano destra si agisce sui tasti per eseguire le parti solistiche, mentre con la sinistra sulla bottoniera, ideata per gli accompagnamenti. Per la sua versatilità, ultimamente lo si sente anche in brani di musica jazz e leggera, si è molto diffusa negli ultimi tempi.

Purtroppo ultimamente la produzione di fisarmoniche sta un po' scomparendo, sarebbe bello mettere in piedi una scuola artigiana, ogni strumento è costituito da un migliaio di pezzi minuscoli. Vedo un futuro difficile. Attualmente, oltre a Castelfidardo e Stradella, è presente una produzione anche a Vercelli e Leini, vicino a Torino.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

I progetti futuri riguardano in parte la sperimentazione, ovvero la collaborazione con musicisti che suonano strumenti moderni quali la chitarra elettrica o la batteria, con i quali eseguirò alcuni pezzi che spaziano dalle colonne sonore dei film al tango, con sonorità particolari.

Per quanto riguarda altri progetti, valuto le collaborazioni che mi vengono proposte, scegliendo quelle che sento nelle mie corde e che credo di voler seguire.

 

Come è nata la fisarmonica

Sembra che l’antenato della fisarmonica sia lo ”sheng”, uno strumento a fiato cinese che risale a circa 4.500 anni fa e che sfrutta il principio dell’ancia oscillante.

E’ nel 1500 che Leonardo da Vinci anticipa di 300 anni la nascita della fisarmonica, disegnando il suo organo portativo con tastiera verticale a mantice. A differenza della fisarmonica, composta da un solo mantice e all’interno della quale il suono viene riprodotto da ance libere, la fisarmonica di Leonardo è formata da una tastiera verticale per la mano destra e da un mantice a doppia azione, che permette un flusso d’aria continuo, mediante la stessa apertura e chiusura, e il suono viene riprodotto da una lamella in metallo contenuta in una canna in carta o legno sottile, come un organo. Un’intuizione che attirò l’attenzione di molti esperti di strumenti musicali per culminare nella nascita della fisarmonica odierna

Il progenitore più prossimo della fisarmonica, però, è considerato l’organetto che vide la luce verso la metà dell’800. Grazie alla sua semplicità nella produzione dei suoni, al fatto di essere facilmente trasportabile, alla possibilità di far suonare una melodia e contemporaneamente creare una struttura ritmico-armonica, conosce un rapido sviluppo ed una rapida diffusione a livello popolare in tutta Europa

Ma per assistere la produzione della prima fisarmonica, bisogna attendere il 1861, grazie a Paolo Soprani, un giovane di Castelfidardo, in provincia di Ancona, fondatore della prima industria di fisarmoniche Italiana. In un casolare di campagna, chiese ospitalità un pellegrino austriaco. Portava con sé una misteriosa “scatola”, dalla quale riusciva a trarre strani suoni. Paolo Soprani, un ragazzo diciannovenne che probabilmente conosceva la musica, riuscì a carpire il segreto di quella “scatola”, che sembra fosse una copia dell’accordeon brevettato nel 1829 dal viennese Demien.

Nel 1864 Paolo Soprani avviò un laboratorio nella cantina della sua casa, con l’aiuto dei fratelli Settimio e Pasquale. Le prime fisarmoniche furono vendute nelle fiere e nei mercati dei paesi direttamente da Paolo, che in seguito avviò una prima fabbrica a Castelfidardo e, verso la fine dell’800, esportò anche in altri continenti. Castelfidardo è diventato il centro mondiale della produzione di fisarmoniche, dove si svolge il festival mondiale.

Tuttavia un’altra produzione importante venne avviata nel 1876 anche a Stradella, in provincia di Pavia: la prima fisarmonica polifonica, dalla quale discendono tutte le fisarmoniche attuali. Si narra che un signore lasciò la sua casa in Trentino per cercare fortuna nel porto di Genova. A seguito di un infortunio perse il lavoro, quindi, tornando verso casa iniziò a esibirsi in piccoli concerti con il suo organetto. Lo strumento si ruppe, proprio quando il signore si trovava a Stradella. Decise di non aggiustarlo ma di progettarne uno nuovo, completandolo in altra maniera. Così nacque a Stradella la fisarmonica polifonica e la fabbrica di Mariano Dallapé.

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