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di Anna Mori – Al Camec la mostra dedicata all’intensa carriera di Giosetta Fioroni, una donna che dagli anni Cinquanta si è affermata in un ambiente prevalentemente maschile grazie al suo talento e temperamento.

Il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia rende omaggio a Giosetta Fioroni, attraverso una grande mostra che ripercorre la sua intera carriera, dalle esperienze degli anni Sessanta legate alla Scuola di Piazza del Popolo fino al presente.
Promossa dal Comune della Spezia e prodotta dal CAMeC in collaborazione con la Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni e la galleria MARCOROSSI artecontemporanea, la personale sarà inaugurata sabato 8 ottobre alle ore 18.00, in occasione della XVIII Giornata del Contemporaneo AMACI.
Il titolo della mostra – Il piccolo grande cuore di Giosetta – trae spunto dall’autobiografia scritta nel 2013 dall’artista stessa (La mia storia / My Story. Giosetta Fioroni) e pubblicata da Corraini editore in occasione dell’esposizione che l’ha celebrata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

“E’ un onore per noi ospitare una mostra di questa grande artista italiana, l’unica rappresentante femminile della Scuola di Piazza del Popolo. Il CAMeC omaggia Giosetta Fioroni nell’anno del suo novantesimo compleanno con una personale che ripercorre la sua carriera, dagli argenti, alle produzioni pittoriche alle più recenti ceramiche”. Queste le prime parole del Sindaco Pierluigi Peracchini che ha poi aggiunto: “Un vero e proprio riconoscimento all’arte contemporanea. Giosetta Fioroni per non farsi discriminare scelse di farsi chiamare ‘pittore’ e non ‘pittrice’, una scelta emblematica in un periodo in cui l’arte era concepita quasi ed esclusivamente al maschile e dettata dall’esigenza di essere considerata nell’arte alla pari dei colleghi”.

Giosetta Fioroni nasce nel 1932 a Roma in una famiglia di artisti, la madre è marionettista, il padre scultore, il nonno ha legami con diversi poeti, tra cui Vincenzo Cardarelli. Viene ammessa all’Accademia di Belle arti di Roma, dove studia sotto la guida di Toti Scialoja e i suoi primi dipinti vengono esposti alla Quadriennale del 1955. In questo periodo le opere della Fioroni sono realizzate con colori industriali, alluminio e oro e sono caratterizzate da segni, scritte, cuori, lampade e orologi. L’anno successivo inizia a lavorare come costumista per la tv e inizia a frequentare il Caffè Rosati con Tano Festa, Mario Schifano, Franco Angeli e altri artisti come Cesare Tacchi, Jannis Kounellis, Mario Ceroli, Mimmo Rotella e Umberto Bignardi.
Nel 1962 lavora sul ciclo degli Argenti, dipinti realizzati proiettando fotografie sulle tele, di cui l’artista traccia le sagome con colori industriali, in particolare il color argento, ispirandosi alla tecnica dell’apparato fotografico in cui si utilizzavano i sali d’argento per le pellicole.

Negli anni Sessanta inizia a frequentare l’ambiente delle gallerie a Roma e nel 1964 incontra lo scrittore veneto Goffredo Parise, con cui intraprende una lunga relazione che la influenza particolarmente nel suo stile artistico. Come Tano Festa, Giosetta Fioroni rielabora anche immagini provenienti dalla storia dell’arte, in particolare di Botticelli, Carpaccio e Martini, estrapolando un particolare da un’immagine. In questi anni i suoi dipinti sono caratterizzati da uno stile che riprende i dettami della Pop art americana, le sue opere però sono pezzi unici, e non riprodotti in serie, e sono privi dell’asetticità della Pop Art, ma analizzano i sentimenti comuni a tutti gli esseri umani: il suo compagno Parise le definiva ‘diapositive sentimentali’, sempre ricche di sentimento ma che non arrivavano mai al sentimentalismo.

Negli anni Settanta si trasferisce in Veneto dal compagno Goffredo Parise. Qui tra le altre cose si dedica alla lettura de Il ramo d’oro di Frazer e Le radici storiche dei racconti di fate di Propp, due libri che influenzano notevolmente le sue opere successive che rappresentano elfi, spiriti e boschi. Sono di questo periodo i cicli degli Spiriti Silvani, disegni realizzati in china nera, e Le Teche, scatole di legno in cui l’artista conserva oggetti trovati nei boschi e nelle campagne.

Il 1986 segna l’anno della scomparsa di Parise, un evento drammatico che porta l’artista a ripensare il suo stile e a lasciare spazio alla sua personale indagine artistica. Realizza quindi opere dal colore pieno e dall’effetto materico insieme a cicli di acquerelli, di cui uno dei più celebri è Movimenti Remoti del 2005, sedici disegni ispirati dal libro omonimo di Parise. Nel 1993 Giosetta Fioroni inizia a realizzare opere in ceramica che espone nei cicli Case, Teatrini, Steli e Vestiti.
Nel 2002 collabora con il fotografo Marco Delogu per un progetto che tratta il tema della vecchiaia, Senex. I due artisti tornano a collaborare nel 2012 con un progetto dedicato all’identità, L’Altra Ego. Nel 2009 Germano Celant dedica a Giosetta Fioroni una monografia e nel 2013 l’artista viene omaggiata anche dal Drawing Center di New York. Nel 2014 Fioroni realizza un video per il brand Valentino e nello stesso anno realizza il dipinto Ramo d’oro, presente in mostra, ispirato al libro di Frazer che segna un ritorno ai temi del fiabesco.

“Questa mostra nasce quasi come un omaggio, una festa di compleanno per un’artista che ha rappresentato proprio quel passo di volta per la figura delle artiste italiane – ha spiegato Cinzia Compalati, una delle Curatrici della mostra - Durante le prime esposizioni fu discriminata perché veniva immaginata presto moglie e madre e per questo sicuramente avrebbe abbandonato l’arte. Per la Fioroni, quindi, essere diventata un’artista è stata un’affermazione personale svolgendo il ruolo di anticipatrice per tante altre giovani artiste che oggi possono lavorare molto più liberamente. Nasce in un clima culturale fervidissimo, perché Roma negli anni quaranta è una città internazionale. Quando negli anni Cinquanta inizia a fare l’artista, a Roma molti artisti americani si stabilivano a Roma”.

“Il titolo della mostra ‘Il piccolo grande cuore di Giosetta’ in realtà è un pronunciamento dell’autrice stessa, tratta da un prezioso volume edito da Ferrarini nel 2016 – ha sottolineato Eleonora Acerbi Curatrice con Cinzia Compalati della mostra - un racconto autobiografico, un manoscritto illustrato dall’artista stessa che racconta la genesi del suo approccio all’arte, quando con lo stupore di bimba ha osservato una delle marionette prodotte dalla mamma. La mostra è costituita da una cinquantina di opere che percorrono la sua carriera artistica caratterizzata da un ecclettismo virtuoso, che esprime dal punto di vista formale attraverso un’evoluzione della materia e del colore, fino ad arrivare alla terza dimensione, al connubio tra pittura e scultura e il passaggio ad un cromatismo sempre più acceso. Nelle sue opere compaiono i suoi amori, i parenti, il compagno, il cagnolino, come pure i suoi riferimenti culturali quali il teatro, la letteratura, la poesia, il cinema. Molti i riferimenti a famosi scrittori, quali Dostoyewsky o Bertrand. Compaiono anche i miti, la religiosità e il riferimento alle fiabe, all’onirico, al mondo dei boschi. Vorrei fare particolare riferimento all’opera ‘Giosetta qui con noi’, uno scatto che la rappresenta e che racconta il suo spiccato talento performativo. E’ il lavoro Senex nel quale decide di affrontare lo stato della vita e con la complicità di Marco Delogu maschera la propria vecchiezza con trucco vistosissimo, sdrammatizzando o ironizzando il suo mutamento”.

Alcuni testi del catalogo della mostra sono stati redatti dalla Storica dell’Arte Gemma Burano: “Per me è un privilegio raccontare di una donna che ha segnato la storia dell’arte degli anni Sessanta in Italia e ha segnato anche il ruolo della donna in un’epoca che faceva fatica ad ammettere la presenza delle donne in diversi contesti lavorativi e sociali. Giosetta Fioroni si è affermata grazie al talento, al temperamento e alla tenacia. Unica donna seduta ai tavolini del caffè ‘Rosati’ dove gravitavano tanti letterati, scrittori, registi quali Pasolini, Fellini, Moravia e poi Rosati, l’amore della sua vita, personaggi legati da un linguaggio artistico tutto italiano. Si creò un dialogo che fece in modo che tutti vennero definiti dalla critica e uniti sotto il nome di ‘Scuola di Piazza del Popolo’. L’arte della Fioroni è imbevuta di tutta una serie di riferimenti che spaziano dal cinema, alla scrittura e poi nel 1972 subentra la favola che ha arricchito il suo immaginario visivo di tutta una serie di simboli”.

Coordinatrice tecnico-scientifica della mostra è Cristina Ghisolfi, che ha avuto modo di collaborare direttamente con l’artista negli ultimi 25 anni e conoscerla molto bene: “Conosco Giosetta da quando ho iniziato a lavorare nella galleria che tratta direttamente i suoi lavori e ne sono rimasta fin da subito molto affascinata, perché Giosetta è una donna di grandissima cultura e di grandissimo fascino. La sua prima mostra con noi ebbe un successo pazzesco sui giornali al quale non eravamo assolutamente abituati. E’ una donna che ha ancora voglia di lavorare e che ogni mattina si reca ancora nel suo studio. Nel 1993 ha sperimentato anche il mondo della ceramica collaborando con l’amico Davide Servadei, aprendosi ad un mondo completamente diverso e innovativo, dove ha potuto esprimere ulteriormente la sua fantasia e gli elementi Pop che troviamo in altre sue opere, con una forza che raramente si può vedere in altri ceramisti”.

L’esposizione si articolerà in quattro sale al primo piano del Museo: la prima sala vede le ricerche degli anni Sessanta e Settanta, la seconda le opere degli anni Ottanta e Novanta, la terza è dedicata al lavoro su ceramica, mentre l’ultima alle opere dal 2000 ad oggi. Le opere esposte provengono principalmente dalla Fondazione Parise - Fioroni, presieduta da Francesco Adornato, dalla Bottega Gatti di Davide Servadei e dai collezionisti della MARCOROSSI artecontemporanea, storica galleria di riferimento dell’artista.

L’esposizione sarà visitabile dal 9 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023, da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00, chiuso il lunedì.
Ingresso intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50.

Per informazioni:
0187 727530,
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://camec.museilaspezia.it

Nel corso della mostra sarà pubblicato un catalogo edito dal CAMeC con testi di Eleonora Acerbi, Cinzia Compalati, Gemma Gulisano e ricco apparato iconografico.

 

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