Palmaria, i Verdi: "13.000 firme abbandonate in una stanza, sarà battaglia" In evidenza

L'intervento dei Verdi il giorno dopo l'incontro con il presidente della Regione Giovanni Toti sul masterplan.

Giovedì, 13 Giugno 2019 09:00

"Alcune riflessioni a voce alta in merito all'incontro sul masterplan. Per nulla ci stupisce l'atteggiamento arrogante di chi non ascolta pensando di avere capacità pari a quelle del Creatore.

Invadere con la forza e l'arroganza ciò che per anni è stato di fatto sottratto alla disponibilità di ciascuno sarebbe già motivo di pensare che l'isola della Palmaria non è un modellino, una città dei lego dove a piacimento si aggiungono le casette e i trenini.

L'isola della Palmaria è un patrimonio sottratto agli spezzini da anni di occupazione di servitù militare, un pezzo importante di bellezza naturale di golfo e di mare che deve essere nella disponibilità di tutti.

A poco valgono gli atteggiamenti politicamente scorretti e fuorvianti di chi classifica criminale chi vorrebbe difendere la bellezza spontanea dell'isola, battersi per preservare il territorio e affermare ciò che le persone vorrebbero è motivo sicuramente di lode, e invece è poco gratificante se non davvero ignobile lasciare come si apprende da notizie pubblicate su noti social network un plico contenente 13.000 firme raccolte, espressione pacifica democratica e legittima di un dissenso, in una stanza andandosene .

Noi Verdi non vogliamo monopolizzare né apparire in movimenti spontanei che chiaramente e giustamente rivendicano la propria autonomia si devono sentire liberi di esprimere una propria strategia e seguire una propria linea e percorso, ma promettiamo a questi signorotti che sognano una Capri mescolata ad un clima di una Milano da bere una dura e serrata battaglia politica, senza se e senza ma, affinchè la Palmaria già patrimonio dell'Unesco sia un patrimonio per ogni abitante della nostra città e provincia .

Le elezioni regionali non sono distanti, tra un anno circa tireremo le somme tra chi "non vuole stravolgere l'isola ma vuole solo cambiarla" (a suo piacimento però) e chi cercherà di rappresentare le istanze di un territorio che tra servitù militari, centrali, inquinamento, ecc. ha pagato un tributo altissimo e che ora vuole battersi per ridare alla città ciò che gli spetta, ovvero un futuro senza appropriazioni di siti che devono essere di disponibilità della collettività mescolata a una sostenibilità continua nel fare le cose, il che vuol dire non convocare investitori per discutere nelle segrete stanze ma cercare di coinvolgere il più possibile nelle piazze e nelle assemblee tutte e tutti nelle scelte cruciali del prossimo futuro nella massima trasparenza e senza un briciolo di arroganza".

Coordinamento Verdi La Spezia e Sarzana

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