Nasce la "rete" che rivoluziona la lotta all'autismo In evidenza

di Elena Voltolini - Istituzioni pubbliche e associazioni di famigliari lavorano insieme per ottimizzare le risorse e dare risposte più efficaci.

Giovedì, 10 Gennaio 2019 16:44

“Un progetto avveniristico e in qualche modo rischioso, ma anche questo è il compito di una Fondazione come Carispezia”, ha detto il Presidente Matteo Melley; “Il più bel progetto in Italia sull'autismo, per la sua rilevanza scientifica, sociale e culturale”, queste le parole usate da Paolo Cornaglia Ferraris, Presidente Fondazione “AUT AUT – Autonomia Autismo”: è stata descritta così la Convenzione siglata questa mattina, 10 gennaio, in Fondazione Carispezia.

Si tratta della Convenzione per la realizzazione di una rete di percorsi sociosanitari e sociali integrati a favore di persone con autismo e patologie correlate, sottoscritta da 12 tra Enti ed Associazioni.
Le firme in calce sono quelle di: ASL 5 Spezzino, Comuni della Spezia, Sarzana e Castelnuovo Magra, Fondazione Carispezia, Fondazione “AUT AUT - Autonomia Autismo”, Fondazione “Il domani per l’autismo”, A.G.A.P.O. Onlus, A.N.G.S.A. La Spezia, Organizzazione di Volontariato “Insieme per i diritti dei nostri figli” e Cooperativa “I ragazzi della luna”.
La speranza e l'obiettivo è quello che aumentino ulteriormente per ramificare ancora di più la rete.

Ma cosa rende questo progetto così innovativo e praticamente unico?
Lo ha spiegato il Presidente di Fondazione Carispezia Matteo Melley: “Mette insieme le istituzioni pubbliche che hanno il dovere di occuparsi di questi problemi, con le associazioni di famigliari, che sono realtà attivissime che hanno il ruolo di sollecitazione e rivendicazione di diritti. Spesso c'è la difficoltà di trovarsi tutti intorno ad un tavolo. Questa è la novità di questo progetto e della Convenzione: i percorsi che ciascuno di questi soggetti aveva già avviato autonomamente, trovano ora unità, cioè si uniscono per coordinarsi, con lo scopo non solo di risparmiare risorse, ma soprattutto di dare risposte più efficaci”.

La parola chiave, quindi, è rete: la Convenzione crea una Rete interistituzionale tra tutti i soggetti firmatari con l'obiettivo di superare la frammentazione di know how, risorse ed impegno ed unire davvero le forze ed i soldi per pianificare, realizzare e portare avanti, appunto in rete, progetti integrati e personalizzati volti a prendersi cura dei bisogni attuali ed emergenti di minori, giovani e adulti affetti da autismo e sindromi correlate.
Il “Tavolo Tecnico”, costituito lo scorso ottobre e che ha lavorato per arrivare alla firma di oggi, ha ora il compito, in base alla Convenzione, di valutare, monitorare e pianificare gli interventi e di impegnarsi anche ad allargare il bacino delle associazioni e degli Enti coinvolti.

Tre al momento i Comuni sottoscrittori: La Spezia, Sarzana e Castelnuovo Magra.

“Questo è un momento molto significativo – ha affermato il Vice Sindaco della Spezia Genziana Giacomelli – Non è un inizio, ma una ripartenza. Ci sono obiettivi comuni, quindi è un bene mettersi insieme e speriamo che presto altri possano unirsi a noi”.

Molto soddisfatto anche il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli: “Un momento di gioia. Abbiamo lottato e dobbiamo continuare a lottare per realizzare questo progetto innovativo, con l'obiettivo di portare avanti valori condivisi”.

Il primo cittadino di Castelnuovo Magra Daniele Montebello spiega l'importanza anche strategica della presenza del suo Comune nella Convenzione: “Castelnuovo è uno degli ultimi Comuni, geograficamente parlando, della provincia della Spezia. La nostra adesione è importante per dare una risposta ai tanti residenti di questa area della provincia ed evitare anche le fughe verso la vicinissima Toscana. Abbiamo già individuato una struttura ASL che potrebbe diventare un Centro Polifunzionale e dare così la risposta che molte famiglie stanno aspettando”.

Ovviamente, come già sottolineato, la Convenzione è aperta, pertanto l'auspicio è quello dell'adesione di altre Associazioni ed anche di ulteriori Comuni del territorio.

Anche perchè nella provincia spezzina sono circa 1200 le persone affette da autismo ed il numero è purtroppo destinato a salire perchè la patologia sembra avere oggi una incidenza maggiore che nel passato, come spiega il Dottor Franco Giovannoni, Responsabile della SSD Neuropsichiatra Infantile ASL5 : “Oggi il rapporto è di 1 a 150, ma si va addirittura verso 1 a 100 della popolazione”.
Nell'individuazione della patologia e nel percorso di affiancamento, però, l'ASL spezzina è senza dubbio all'avanguardia: “La ASL5 – prosegue Giovannoni – è l'unica ASL in Liguria che fa uno screening ai 18 mesi, il che ha consentito di abbassare nettamente l'età di riconoscimento della patologia. Una diagnosi di autismo prima era spesso fatta a 4-6 anni, ora si parla di 18-24 mesi: questo permette di cambiare la diagnosi, ma soprattutto la prospettiva futura. Questo significa ad esempio che circa l'80-90% di questi bambini riuscirà a parlare, percentuali impensabili in passato”.

Fondamentale, infatti, è riconoscere il prima possibile l'autismo e agire di conseguenza subito: più piccolo è il bambino più sono le possibilità che diventi un adulto autonomo ed indipendente.

“I ragazzi di oggi – hanno sottolineato i genitori membri delle associazioni aderenti alla Convenzione - hanno una competenza lavorativa 3 volte superiore a quella di un tempo”.

L'obiettivo, infatti, è quello di fare in modo che un adulto autistico abbia la maggior indipendenza possibile, sia sul fronte abitativo che lavorativo, in modo da avere una quotidianità il più possibile simile a quella delle persone “normodotate”.

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