Castelnuovo Magra: terza e ultima demolizione al campo di via Gragnola (foto) In evidenza

di Alessio Boi- Con l'operazione iniziata questa mattina si chiude il capitolo dei campi rom abusivi castelnovesi. Serviranno oltre 35.000 euro per bonificare l'area.

Giovedì, 08 Novembre 2018 16:48

Il finale di stagione di una storia che dura ormai da un anno è iniziato questa mattina: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono arrivati verso le nove al campo di Gragnola per dare corso all'ultima demolizione dei campi rom abusivi.

Fatto salvo uno, si trattava di insediamenti totalmente fuori legge che il comune di Castelnuovo Magra aveva iniziato a demolire nel 2017. E questa mattina le ultime a dover lasciare la zona sono state 8 persone, ovvero 4 adulti e 4 minori, componenti un nucleo familiare, che riceveranno un alloggio temporaneo dal comune per dare loro il tempo di trovare una nuova sistemazione. "Essendoci dei minori bisogna assolutamente garantire un posto sicuro, ma loro, comunque, sanno già dove andare ad abitare-così commenta il sindaco di Castelnuovo Magra Daniele Montebello e prosegue-anche perché hanno bisogno di tempo per trasferirsi, non sono procedimenti brevi". Poi spiega sempre il primo cittadino: "Avevano ricevuto l'ordinanza di demolizione qualche mese fa, ma scaduti i novanta giorni di tempo il comune può intervenire in qualsiasi momento, inoltre la data la decide la questura".

Dunque questo è il procedimento che ha seguito l'amministrazione per compiere questa operazione: gli insediamenti saranno demoliti, ma nessuno finirà in mezzo alla strada. Una volta che le otto persone hanno avuto il tempo di prendere le loro cose è iniziata la demolizione vera e propria, poco più tardi dell'ora di pranzo.

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Una volta sgomberata l'area il comune sta già pensando alla bonifica che prima o poi si dovrà fare, ma la spesa ammonta a più di 35.000 Euro. Si dovranno rimuovere circa 50 centimetri di terreno, inquinato dalle attività che venivano svolte in quella zona e, infatti, a dicembre inizieranno i processi per reati ambientali a carico di tutti i capifamiglia.

Conclude Montebello: "Questo tipo di operazioni non sono né piacevoli né appassionanti ma sono necessarie, non tanto per gli immobili, ma la loro presenza e la loro attività crea un inquinamento pesante".


La genesi dalla vicenda
Ricordiamo che l'abbattimento fa parte di una più ampia attività condotta dai Carabinieri, che un anno fa fecero il primo accesso nell'area insieme a tecnici Arpal e Polizia Locale
i primi trovarono diossina per un metro in profondità e fu redatta informativa per disastro ambientale poiche i soggetti in questione bruciavano di tutto e inquinavano gravemente il terreno e il canale, con pericolo per le coltivazioni circostanti.
Gli agenti della Municipale rilevarono gli abusi e iniziarono la pratica. Oggi, a conclusione del procedimento, l'abitazione abusiva, che aveva anche pavimenti di marmo, è stata abbattuta senza incidenti.

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