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Marinella abbandonata non disdegna l'invito al dibattito pubblico In evidenza

di Luca Manfredini - La neonata e attiva associazione "Sarzana per Sarzana" si gioca la carta più pericolosa e, forse, la più importante.

Il "ring" scelto per l'incontro è di quelli difficili, terra di eventuale conquista come pure di facile sconfitta, Marinella di Sarzana, un "ring" normalmente evitato dai più.

I marinellesi rispondono compatti e la sala del "bar Moon" si riempe velocemente di persone, sfoghi e segnalazioni; la prevenzione verso la politica è forte quanto la frattura ormai apparentemente insanabile con la città madre, Sarzana, che viene spesso rinnegata lungo la serata.
Ma la rabbia si accoda piano alla necessità di credere ancora, di sperare in una qualche, seppur piccola, miglioria, e il Presidente Paolo Mione riesce ad evitare lo strappo di quel filo sottile che ancora unisce il quartiere alla città.
Troppe le vicissitudini che hanno inasprito gli animi dei marinellesi nel corso degli anni, troppe le promesse ed i piani mai mantenuti, eccessivo lo stato di abbandono o, meglio, di non valorizzazione, di un territorio che "avrebbe" tutte le carte in regola per essere il volano della città e l'orgoglio degli ormai pochi residenti, "avrebbe quindi, ma non ha"; e rimane solo un territorio ferito nel corso degli anni da diverse problematiche, sia naturali che amministrative.

La ricerca dei colpevoli ormai non appassiona più nessuno, si leggono sui giornali le ultime novità, gli ultimi programmi e si passa a discutere con sarcasmo da Spezianello a MarinellaLand, dal porto interno a Farinetti, dagli investitori cinesi a quelli arabi passando per la Scuola Crocieristi per l'Olivetti.

Il problema è che, nel frattempo, Marinella si avvita sempre di più su se stessa.
Dicono che chi "visse sperando morì in deprecabile maniera", ma questo non si può dire dei marinellesi che, magari sofferenti, continuano indefessi la loro lotta ed i loro privati tentativi di valorizzazione, tutti, dalla Pro Loco, alla Consulta; dai commercianti, ai balneatori.

I problemi sono evidenti e risaputi: il borgo storico abbandonato, l'ormai vecchia speculazione edilizia, il rudere problematico della ex colonia Olivetti, il Parmigliola ancora da mettere in totale sicurezza, il piano spiagge arenato ora al Tar, e ultima goccia, Marinella Spa in liquidazione.

"Il quartiere più defraudato di Sarzana - esordisce Mione - l'unica città al mondo che tratta il suo sbocco a mare in questo modo, siamo qui per capire al meglio le situazioni, per ascoltare tutti e creare assieme un laboratorio fisso di "Marinella per Marinella" con cui tempestare l'Amministrazione.
Sarzana soffre di una malattia che si chiama "annuncite", si fanno grandi proclami e null'altro, sono passati 10 anni dal Progetto Marinella approvato nel 2007 e il piano è ancora là, fermo.
Nei precedenti tre dibattiti della nostra associazione sul commercio Sarzanese sono emerse, nel dialogo con i commercianti, difficoltà e proposte portate subito al vaglio del consiglio Comunale, piccole cose che servono, uniscono e creano quel legame perso tra politica e cittadini, ripartiamo da Marinella".

Presenti oltre a Mione e Pittiglio di Mdp, Luca Comiti (Flai Cgil), il consigliere di "Sarzana in Movimento" Valter Chiappini, Martina Fornelli e Claudio Luciani membri della segreteria della Sezione Sarzana e Val di Magra del PCI, la Presidente della Pro Loco Marinella, assente il Presidente della Consulta.
Lo sfogo nella sala è immediato e abbraccia tutte le problematiche già conosciute, con un occhio di riguardo al degrado e alla sensazione di insicurezza imperante, argomento che prende sempre più campo nella città e di cui Marinella non è certo immune.
Extracomunitari ovunque, dalla Colonia a via Taruga, che spaventano i cittadini, la Presidente della Pro Loco dichiara più volte la sua paura nel rientrare a casa la sera, ogni casolare abbandonato è regolarmente abitato da persone al limite della società, e questo in aggiunta alle prostitute che, complice la scarsa illuminazione, continuano ad essere il biglietto da visita del quartiere.
Un rancore forte poi verso la Polizia Municipale, rea, secondo i critici, di disinteressarsi di tutto tranne che delle multe: "Mai visti a far attraversare la strada agli scolari, mai visti a controllare il territorio, mai disponibili quando si chiamano, solo un giretto al fresco nelle prime ore delle giornate estive e multe, multe e solo multe, disincentivano quel poco di turismo rimasto, mai un occhio di riguardo per i turisti ai ristoranti, o per le famiglie al mare, mai controlli nelle zone pericolose, solo ed esclusivamente rigidi esattori".
É un coro unanime sull'argomento, dai cittadini ai commercianti tutti uniti a chiedere maggiore presenza si, ma anche maggiore professionalità e più comprensione; "Multe libere ma zero controlli, sui parcheggi "semiabusivi" si evita, sugli "amici" si evita, sui ristoratori abusivi si evita, 23 ristoratori estivi la cui metà è fuori regola mentre io ho speso 150.000 euro, per cosa?" dichiara un noto ristoratore.

Marinella Spa non pulisce più e i rovi crescono, il Comune e Acam non sono presenti e il degrado avanza, i cittadini denunciano e chiedono che, perlomeno, il 10% degli introiti spettanti dalle multe elevate nel quartiere (già famosa la telecamera nell'unico semaforo Marinellese), siano reinvestiti in diretta nel quartiere stesso.

"La Municipale é la fotografia di Sarzana, l'immagine esatta - dice Mione - di una mancanza di comando e gestione, manca il Comandante, manca l'Assessore, manca una linea sicura in tutto".

Le spiagge ancora languono vuote e sporche, l'immagine che rimane negli occhi dei turisti di passaggio nelle festività non stimola certo la voglia di pianificare ferie in loco, l'estate è ormai avviata e i gestori delle spiagge libere hanno dovuto sbaraccare tutte le strutture, tardivamente anche, e ancora non sanno quando potranno ricostruire il tutto.
In tanti possono mettere bocca sull'argomento, in troppi, ma nessuno decide con sapere sulla striscia di terra di proprietà Marinella Spa, sulla fittizia linea demaniale, sul destino dei balneatori e, quindi, su Marinella stessa.

"L'Amministrazione ha voluto lo scontro con la Regione e avviato il ricorso al Tar sul Piano Spiagge - rincara la dose Mione - allungando così a dismisura i tempi di una soluzione, che abbia altrettanto coraggio e rigore anche con Marinella Spa ed Mps, chissà perché così non è".

Insieme a Luca Comiti viene poi affrontato il problema Fattoria, tenuta di Marinella ed il suo borgo agricolo.
La messa in liquidazione della società per azioni Marinella Spa incombe come una spada di Damocle non solo sui 16 lavoratori della tenuta, ma su tutta Marinella, i 26 milioni di euro di debiti dei soci (Mps - Condotte, Credito Cooperativo e Unieco) fanno paura, la vendita necessita di rapidità ed il rischio "Spacchettamento" è fortemente temuto, di questo parleranno in Regione con il Presidente Toti i Sindacati, lunedì 8 maggio.

"Marinella ha già subito assalti edificativi negli anni '60, ora, questo pericoloso momento richiede che l'Amministrazione dia un segnale politico forte contro la "vendita a pezzi" della Tenuta, contro la possibilità della fine della sua vocazione agricola, se arriviamo agli spacchettamenti non ci sarà più futuro per Marinella.
La possibilità di frazionare e costruire sarebbe la fine, si andrebbe avanti a colpi di varianti, cambiando destinazioni d'uso diverse dalle originali e, come a Sarzana negli ultimi 4 anni, dare la possibilità di edificare dove non si potrebbe, dove non si doveva.
Impedire che tutto ciò succeda rientra nelle possibilità e negli obblighi della Giunta e del consiglio Comunale" conclude preoccupato Paolo Mione.

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