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Siglato accordo tra Associazione "Vie Francigene", Confartigianato e Comune di Sarzana In evidenza

In vista del Giubileo del prossimo anno, l'accordo è volto a promuovere servizi per l'accoglienza dei pellegrini.

La Lunigiana, nella duplice dimensione dei territori provinciali della Spezia e di Massa Carrara, si conferma sempre più come luogo importante per valorizzare gli antichi percorsi stradali che portavano a Roma i pellegrini ma che, nel contempo, rappresentavano una sorta di spina dorsale della civiltà europea.

Le foci del fiume Magra e le zone circostanti erano infatti luogo si nodo di percorsi diversi, quello “romeo” ma anche quello verso San Giacomo di Compostela e la Galizia, senza considerarne altri minori.

In vista del Giubileo del prossimo anno, l’argomento è stato oggetto, nel palazzo comunale di Sarzana, di un accordo promozionale ma anche del richiamo importante a valori storici che, nel caso specifico (ma non solo in quello) appaiono sempre collegati alle radici cristiane dell’Europa. L’accordo ha visto come firmatari i responsabili nazionali dell’Associazione delle “Vie Francigene”, la Confartigianato della Spezia e il Comune di Sarzana: un impegno reciproco per potenziare le strutture di accoglienza dei pellegrini del nostro tempo e per valorizzare storia e cultura.

Nei prossimi mesi, hanno detto i dirigenti di Confartigianato - associazione che dalle attività artigiane propriamente dette si è estesa a promuovere quelle dei servizi e in particolare del turismo -, saranno coinvolti in modo diretto anche altri comuni della cosiddetta “Lunigiana ligure”. L’evento ha avuto anche una dimensione culturale, a proposito della storia millenaria di un percorso che proprio nei luoghi dell’antica diocesi di Luni trovava, come detto, uno snodo importante.

Uno degli aspetti emersi nell’occasione, che potranno essere approfonditi in futuro, ha riguardato i “santi della via Francigena”, ovvero devozioni presenti attorno a Sarzana in altrettanti luoghi, quasi in un abbraccio ideale: da san Genesio, patrono medievale dei menestrelli, a san Paterno, invocato invece contro i morsi delle vipere, dal francese san Martino al generale africano san Maurizio, morto in Svizzera, nel Vallese, e invocato a sua volta contro gli infedeli. Sarzana, come è noto, erede diretta di Luni, era intrisa di devozioni bizantine, ma nella sua periferia il segno cristiano era quello europeo: una sintesi forse sinora troppo poco considerata ma che può tornare di attualità.

(Egidio Banti)

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