Lerici, "Scempio ambientale in Salita Canata"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da alcuni cittadini 

Mercoledì, 23 Giugno 2021 14:20

In Salita Canata sono iniziati dai primi di giugno i lavori di edificazione di due nuove unità immobiliari da parte della proprietà Picedi, grazie alla Legge Regionale del piano casa che consente il trasferimento di volumi da zone che insistono in aree a elevato rischio idrogeologico ad altre più sicure all’interno dello stesso comune. Dal Senato a Lerici in Salita Canata, una delle zone residenziali più prestigiose del comune lericino dove esiste da sempre un antico e testimoniale uliveto, l’unico polmone verde rimasto.

Di parole ne sono già state dette al riguardo, vi sono stati appelli da parte di cittadini residenti, mozioni e interpellanze da parte dell’opposizione, manifestazioni da parte di Legambiente. Il Sindaco ha preferito non considerare le motivate preoccupazioni dei residenti, anzi ha definito uno “scempio ambientale” i condomini abitati da alcuni degli abitanti firmatari dell’appello, in una intervista rilasciata lo scorso mese di maggio a un noto quotidiano locale. L’assessore Russo, in un articolo di un quotidiano online dello scorso 25 aprile aveva dichiarato che “ci sarà un movimento terra molto contenuto e non saranno abbattuti alberi, eventualmente alcune piante saranno spostate”.

Bene, inviterei l’assessore Russo e anche l’assessore Gianstefani a farsi un giro in Salita Canata in questi giorni. Inviterei anche la Forestale a controllare la situazione degli ulivi. Ne sono stati espiantati a decine e non si sa che fine abbiano fatto. Quattro solamente sono stati piantati su un lato del terreno su cui sorgerà la casa monofamiliare, giusto per salvare le apparenze. Riguardo agli altri, mistero. Dal terreno su cui sorgerà una bifamiliare, da un paio di giorni si può ammirare il mare e il castello di San Giorgio, grazie agli ulivi abbattuti. Sembra anche che alcuni muretti a secco non esistano più. Questo è uno scempio ambientale e di certo la vista mare al Senato non ci sarebbe stata.

Lettera firmata

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