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La Spezia, venerdì la festa del patrono San Giuseppe In evidenza

Il messaggio del vescovo Luigi Ernesto Palletti


Venerdì prossimo la città della Spezia festeggia il suo patrono San Giuseppe ma, per il secondo anno, consecutivo, sarà una celebrazione in tono minore. Soppressa la tradizionale e popolare fiera delle bancarelle, che ha sempre richiamato in città persone da tutta la provincia, e sospese anche le celebrazioni in Arsenale, del quale San Giuseppe è pure il santo patrono, dove il vescovo celebrava sempre la Messa nella sala mensa, presenti tutte le autorità.

Resta dunque - pur nei limiti del distanziamento sociale accresciuto dal periodo in “fascia arancione” - la Messa solenne che monsignor Luigi Ernesto Palletti celebrerà venerdì alle 10 (l’orario è anticipato proprio perché non c’è la celebrazione precedente in Arsenale) nella “chiesa madre” della città, l’abbaziale di Santa Maria Assunta.

Per diversi secoli Santa Maria fu l’unica parrocchia di Spezia, e la Messa del vescovo in occasione del patrono è da sempre un omaggio alla tradizione cristiana della città.

Quest’anno, comunque, le celebrazioni rendono a San Giuseppe una devozione particolare in quanto, come è noto, ricorrono i centocinquant’anni dalla dichiarazione di Papa Pio IX che, nel 1870, lo volle “patrono della Chiesa universale”.

Proprio in tale ricorrenza Papa Francesco ha inteso dedicare l’anno 2021 alla figura del “padre putativo” di Gesù, pubblicando anche, sull’argomento, la lettera apostolica “Patris Corde” (“Con cuore di padre”).

Alla Spezia, alcune settimane or sono, la lettera apostolica è stata illustrata e commentata dal vescovo diocesano. Monsignor Palletti lo ha fatto nella chiesa di San Pietro a Mazzetta in occasione della festa liturgica della Cattedra di San Pietro: analizzando i punti salienti del documento pontificio, ha così sottolineato l’attualità della figura di Giuseppe.

La persona alla quale il Padre volle affidare il proprio Figlio incarnato, può essere definito, ha detto il vescovo, “l’uomo del realismo cristiano”: “occhi al Cielo, piedi sulla terra”. Non solo, egli è anche l’uomo del “coraggio creativo”: Dio, attraverso gli angeli, gli indica il cammino da compiere, i pericoli da evitare, ma poi è lui, Giuseppe, a dover trovare i modi di portare in salvo il Bambino e, poi, di educarlo nel corso degli anni. Sono elementi che rendono importante ed attuale la figura di un uomo del quale i Vangeli mai riportano parole o frasi. “Giuseppe - ha detto ancora Palletti - è l’uomo del silenzio, parla con il silenzio”. Ma proprio per questo risulta efficace nella sua azione, con la concretezza che lo mostra consapevole e quindi pienamente partecipe del progetto di Dio.

Non è difficile pensare che, vari secoli or sono, siano state proprio queste caratteristiche a spingere gli spezzini a sceglierlo come patrono di una città allora molto piccola, ma destinata a crescere in misura davvero straordinaria. E a vedere in lui non tanto un modello, quanto la figura di un santo che “vive in Dio” e che ricompensa con la propria intercessione quanti lo pregano.

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