Passo avanti per il Masterplan, Toti: "La Palmaria tornerà a vivere" In evidenza

di Doris Fresco - E’ stato firmato oggi nel Comune di Portovenere l’accordo di programma per la valorizzazione dell’isola Palmaria.

Giovedì, 20 Febbraio 2020 17:45

Fuori la protesta, dentro il percorso del Masterplan non si arresta, ma si compone di un nuovo importantissimo tassello: la firma dell’intesa tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Portovenere Matteo Cozzani, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra, Giuseppe Cavo Dragone, il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Mario Parlagreco.

L’intesa segue il protocollo condiviso dalle amministrazioni nel 2016 e sancisce il trasferimento di un ampio patrimonio immobiliare, fino ad oggi in uso alla Marina Militare, al Comune di Portovenere.

Ha spiegato Perlagreco: "Abbiamo avviato un percorso per razionalizzare gli spazi non più funzionali della Marina Militare durato qualche anno perché parliamo di un'isola di grande valore e abbiamo quindi effettuato indagini storiche per capire come procedere e definire il percorso successivo. Oggi siamo giunti ad un traguardo importante per attuare per decreto il trasferimento. Si chiude con questo passaggio la prima fase e a giugno verranno trasferiti gli immobili previo sgombero da parte della Marina Militare. L'isola può ora entrare in un percorso virtuoso". Protagonista della giornata anche il Capo di stato maggiore Dragone: "Raccolgo i frutti della visione strategica profonda dei miei predecessori e dell'amministrazione. Un avvenimento eccezionale che mostra ancora una volta l'unione di intenti tra Marina e territorio".

Si tratta di piccole fortificazioni, fabbricati rurali, terreni agricoli, ex alloggi di servizio, ex batterie militari: circa 120 beni tra immobili e terreni per un totale di circa 400.000 mq. Oggi in completo stato di abbandono. Questo passaggio serve a favorire il processo di riqualificazione eco-sostenibile dell’isola Palmaria, per tutelare le peculiarità storiche, paesaggistiche e naturalistiche restituendo all’uso pubblico una parte importante del territorio Patrimonio Unesco.

"Il procedimento - ha invece spiegato il sindaco Cozzani - è iniziato ancora prima del 2016. Quella di oggi è una data storica perché il comune di Porto Venere per tanto tempo è stato solo ospite alla Palmaria. Noi acquisiamo questo territorio a titolo gratuito senza aggiungere cemento in più, nonostante le polemiche politiche vogliano far credere il contrario. La Palmaria non verrà cementificata né distrutta, ma essendo inserita nelle sette aree strategiche definite dalla Regione, sarà pienamente valorizzata. No al degrado, no all'abbandono e no all'inciviltà. Avrà l'acqua corrente, gli allacci a norma e sarà un territorio vivibile. La chiesa sarà il primo bene che cederemo per iniziare da lì il percorso di valorizzazione".

Conclude la cerimonia l'intervento di Giovanni Toti: "Oggi non mi vergogno, anzi sono orgoglioso perché questo approccio segna la strada per altre azioni del genere. Sapevamo sarebbe stato un progetto che poteva essere discusso e noi lo abbiamo inserito in un percorso strutturato. La riconferma del sindaco per il secondo mandato dimostra che i cittadini hanno fiducia in Cozzani e questo aspetto non è da sottovalutare. La Palmaria produceva poco in termini di ricchezza e di valorizzazione ambientale ed era una foresta pietrificata dove l'ambientalismo era inteso come immobilismo. Noi vogliamo valorizzare quello che è un bene di tutti, senza deturpare, senza cementificare, ma curando il territorio. La Palmaria tornerà a vivere e tutto questo non può che essere positivo. Sfrutteremo la bellezza, proteggendola, ma creando lavoro e ricchezza. Torneranno gli ulivi, le terre coltivate, al posto dei rovi e delle terre incolte. Abbiamo paragonato la baia della Spezia a quella di San Diego ma credo davvero che il nostro esempio sia migliore. Nessuno riuscirà mai a convincermi che un luogo di rovi e ruderi sia migliore di un luogo vivibile e difeso. Non solo Spezia e la Liguria crescono, ma tutto il Paese".

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