Dichiara 1 euro invece che 2 milioni: beni sequestrati a un broker nautico spezzino In evidenza

Intratteneva rapporti commerciali con rinomati cantieri navali, ma aveva cercato di apparire nullatenente. Scoperto dalla Finanza.

Martedì, 22 Ottobre 2019 16:59

Il Gruppo della Guardia di Finanza della Spezia, attraverso minuziose indagini, ha ricostruito le vicende di un noto broker spezzino che operava nel campo della nautica, il quale, pur essendo stato protagonista di importanti “affari”, risultava aver presentato le dichiarazioni fiscali per diversi anni con redditi dichiarati pari a 1 euro.

In realtà, gli approfondimenti svolti nei confronti della persona fisica, dei familiari e delle società a lui riconducibili, basati anche su indagini finanziarie, hanno consentito di ricostruire che, fra il 2011 ed il 2016, attorno a quella figura erano ruotati oltre 2 milioni di euro di ricavi, per i quali non aveva pagato un euro di imposte.

Il broker, infatti, aveva intrattenuto proficui rapporti commerciali con alcuni rinomati cantieri navali, occupandosi di procacciare, perlopiù all’estero, facoltosi clienti interessati all’acquisto di lussuosi yacht.

Inoltre lo stesso risultava aver accumulato pregressi debiti tributari, derivanti da attività imprenditoriali svolte nell’ultimo ventennio, pari ad oltre 1,5 milioni di euro, mai pagati.

Per sottrarsi alle procedure esecutive, aveva tentato di apparire “nullatenente”, spogliandosi di qualsiasi bene a favore dei familiari e facendo convogliare i proventi derivanti dall’attività d’intermediazione su conti correnti intestati esclusivamente alla coniuge, dalla quale si era formalmente separato.

Al termine delle attività di verifica, il broker è stato segnalato, insieme ai familiari corresponsabili, alla Procura della Repubblica della Spezia per reati fiscali e, precisamente, per le ipotesi di “dichiarazione infedele”, nonché di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”.

Nei giorni scorsi è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale della Spezia, grazie al quale sono stati posti sotto sequestro disponibilità finanziarie sui conti correnti degli indagati, nonché due appartamenti a Sarzana, per un valore di oltre 350.000 euro.

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