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Federmoda e Federcalzatura: “Saldi lenti e cauto ottimismo” In evidenza

Tra i commercianti spezzini, dopo l’avvio delle vendite di fine stagione, non si percepisce un particolare entusiasmo ma l’ottimismo, anche se cauto, c’è

Interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 325 euro, circa 140 euro pro capite: sono questi, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali partiti in tutta Italia. Tra i commercianti spezzini, dopo l’avvio delle vendite di fine stagione, non si percepisce un particolare entusiasmo ma l’ottimismo, anche se cauto, c’è.

Giorgio Molinari, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio La Spezia, conferma questa sensazione: «I saldi una volta motivavano realmente il consumatore ed erano estremamente interessanti. Oggi, con rammarico, non c’è più lo stesso entusiasmo di un tempo perché acquistare a prezzi scontati è possibile tutto l’anno per la presenza di outlet e grandi centri commerciali. C’è inoltre un particolare disinteresse verso il settore dell’abbigliamento. I consumatori – ha aggiunto Molinari – non prestano più attenzione verso il prodotto di marca e di qualità. Oggi la produzione è talmente massificata che le persone sono portate a fare acquisti spesso, a prezzi bassi, rinunciando alla qualità del capo. E i saldi sono in linea con l’andamento dei consumi. Non vengono più attesi dal consumatore fatta eccezione per quei prodotti particolari che abbiano realmente il fascino di una griffe e magari il cui acquisto era stato programmato da tempo. C’è crisi della domanda di qualità. Poi è chiaro, un incremento di vendite in questo momento c’è sempre e il venditore riesce comunque a smaltire parte della merce di fine stagione ma non c’è più quel business di una volta che contraddistingueva il periodo dedicato ai saldi».

«È chiaro, i movimenti di un tempo non ci sono più ma i saldi rimangono comunque un’opportunità – ha detto Simone Vezzoni, presidente di Federcalzature e vice presidente di Federmoda -. L’avvio è stato positivo, poi c’è stato subito un calo, che di per sé è fisiologico anche se forse è arrivato un po’ troppo presto. Credo che l’andazzo sia questo: si lavora bene il sabato e la domenica e meno nel weekend. Del resto a fine novembre c’è stato il black Friday e poi il Natale: occasioni dove i consumatori hanno speso. Dicembre infatti, è andato molto bene. Il segreto è quello di spalmare le vendite nel tempo e sperare che durino. La voglia di acquistare si evidenzia ma è chiaro che questa è sempre legata ai tempi e alla disponibilità degli acquirenti».

«Lenti è l’aggettivo giusto per definire i primi giorni di saldi – ha detto Sabrina Allori consigliera di Federmoda –. Mi aspettavo un po’ più di entusiasmo. Solitamente nei primi giorni assistiamo a un vero e proprio assalto. Quest’anno invece l’incremento di vendite c’è stato ma è avvenuto con molta quiete. Personalmente credo che i saldi siano troppo vicini al Natale. Dicembre è andato molto bene e questo può essere uno dei motivi per cui i saldi non sono partiti con il botto. Penso che le vendite a prezzi scontati debbano iniziare o i primi di dicembre o a febbraio, come accadeva una volta».

Ad avanzare la medesima richiesta è Luciana Greco, anche lei del gruppo Federmoda: «I veri saldi di fine stagione non possono essere i primi di gennaio. Stessa cosa vale per quelli estivi, andrebbero posticipati ad agosto. Le famiglie a dicembre hanno già speso tanto ed è normale che l’inizio dei saldi nei primi giorni dell’anno non siano convenienti per nessuno. Se iniziassero a febbraio i clienti avrebbero modo di risparmiare qualcosa a gennaio per poi potersi godere i saldi nel mese successivo. Tutti insieme dovremmo batterci per questo. Ovvio che l’iniziativa deve essere a livello nazione e non locale. Credo che in questo modo tutti lavoreremmo molto meglio. Ad oggi i saldi sono partiti veramente a rilento e non sta andando affatto bene», ha concluso Greco.

Dello stesso avviso è Elisabetta Gabarello, Federmoda, le cui aspettative erano decisamente più ottimistiche: «I saldi sono partiti davvero a rilento, speravo in meglio. Non sono più appetibili come una volta, ormai è tutto uno sconto già dai primi di dicembre. Le grandi catene iniziano le promozioni un mese prima dell’inizio dei saldi. E i clienti si abituano a fare acquisti scontati già prima di Natale. Così facendo ci diamo da soli la zappa sui piedi. Io per fortuna ho una clientela di fiducia con cui lavoro sempre ma speravo di liberarmi di più merce durante i saldi perché compro tantissimo per il mio negozio ma le vendite sembrano diminuire e i guadagni di conseguenza».

Un fenomeno da combattere, secondo Allori e Gabarello, è quello delle svendite celate. C’è infatti chi, non rispettando le regole, promuove offerte nel periodo pre-saldi, a svantaggio dell’intera categoria. Una concorrenza sleale che si aggiunge a quella del mercato online dove i prodotti sono venduti a prezzi scontati per tutto l’anno.

Ottimismo arriva da Roberto Abruzzese, vice presidente Federmoda, che si dichiara estremamente soddisfatto: «I primi giorni sono andati decisamente meglio rispetto allo scorso anno. Ad oggi posso dichiarare che i risultati sono migliori».

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