fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Violenza contro le donne, l'OPI ricorda anche le aggressioni alle operatrici della sanità In evidenza

Secondo l'Ordine degli Infermieri bisogna ripartire dalla cultura del rispetto e dalle scuole. 

La violenza contro le donne ne riguarda, purtroppo, statisticamente troppe... una donna su tre ha subìto, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

È importante che gli operatori sanitari siano tutelati, sempre, e lavorino in ambienti sani e sicuri. Nell'albo professionale spezzino oggi le infermiere rappresentano quasi l'80% dei professionisti iscritti e per questo- oltre ai rischi legati alla violenza nell'ambiente delle loro vite- incorrono anche in altri rischi, che si sviluppano nell'ambiente di lavoro.

I casi di aggressione e di violenza ai danni del personale sanitario accertati dall'Inail nel 2022 sono stati più di 1.600, in notevole aumento rispetto al 2021 ed al 2020, quando l'accesso alle strutture ospedaliere e assistenziali è stato drasticamente limitato a causa dell'emergenza Covid-19. 

Aggredire un sanitario oggi, per effetto della legge 113/2020, è un reato sanzionato piu pesantemente ma, soprattutto è assurdo aggredire l'operatore che subisce le difficoltà del SSN, in forma diversa ma -alla fine- in difficoltà frequente, proprio come gli utenti.

Nel quinquennio 2018-2022 il 37% dei casi è avvenuto nell'assistenza sanitaria classica (ospedali, case di cura o studi medici), il 33% nei Servizi di assistenza sociosanitaria residenziale (case di riposo, RSA, RPA,  strutture di assistenza infermieristica e centri di accoglienza) ed il 30% nell'assistenza sociale non residenziale.

Donne fra le piu aggredite, purtroppo, anche perché il genere femminile, come detto, prevale nella categoria piu aggredita,quella degli infermieri: dati che conferma Francesco Falli, presidente di OPI La Spezia, e rappresentante della Regione Liguria nell'Osservatorio Nazionale del Ministero della Salute sulle aggressioni ai Sanitari, insediato per raccogliere le informazioni sul triste fenomeno già da un paio d'anni.

Le cifre sono peggiori di quelle emerse pubblicamente: si stimano infatti oltre 120 mila casi all'anno di casi mai denunciati in Italia. 

Vere e proprie aggressioni che hanno lasciato il segno: il 33% delle vittime è caduto in situazioni di burnout e il 10,8% presenta danni permanenti a livello fisico o psicologico. 

Occorre senza dubbio ritornare adesso, senza ritardi, a fare educazione civica e sociale: ripartire dalla cultura del rispetto e dalle scuole. 
Come Ordine sosteniamo il Codice Rosa nei Pronto Soccorso, un percorso pensato per la presa in carico della persona vittima di violenza e consentire di essere inserita in una rete di protezione, presente nei nostri ospedali. Dovere del sistema salute è quello di facilitare le segnalazioni e la corretta presa in carico da parte delle istituzioni e delle aziende sanitarie: per ridurre i fenomeni è sempre necessario garantire un livello di personale adeguato agli accessi, anche nelle ore notturne, ed auspicare la presenza preziosa e di deterrenza rappresentata dai Posti di Polizia, un tempo così abituali e per i quali oggi si fatica davvero ad avere operativa una loro riattivazione negli ospedali.

Grazie alla azione di molte istituzioni del nostro territorio, che hanno risposto alle istanze che abbiamo sollevato a lungo, oggi il posto di Polizia è presente al S.Andrea: serve naturalmente anche a Sarzana, e le loro attività vanno estese il più a lungo possibile nelle 24 ore, visto che operatrici ed operatori della Salute sono in servizio H24 e rischiano aggressioni sempre, di giorno e di notte.

Per la professione infermieristica questa giornata è davvero ricca di significato. 

Le cronache di questi giorni naturalmente ci hanno scosso, nel profondo: è stato un ennesimo tragico episodio che conferma la presenza di una cultura del possesso che va rimossa, senza se e senza ma: ma un grande ostacolo è oggi la carenza di un percorso educativo che affronti questi temi sempre, di fronte anche ai cambiamenti in essere nella società che sono effettivi, e che la rendono sicuramente diversa da pochi anni fa (massivo uso di social in età precoce; composizione multietnica; perdita generale di alcuni valori ritenuti inamovibili, comunicazione spesso ricca di anomalie;  molto altro ancora).

Rimaniamo a disposizione di chi ha bisogno anche di aiuto ed ascolto, per capire come superare situazioni bloccate, complesse, difficili, sul lavoro e non solo.


OPI La Spezia

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(1 Vota)
OPI Ordine Infermieri La Spezia

Via Paolo Emilio Taviani, 52
19125 La Spezia

Tel. 0187/575177

Email: segreteria@opi.laspezia.it

 

 

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Studio Legale Dallara

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".
Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa.
Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies.