Salviamo le ultime praterie della Lunigiana: appello di Legambiente

Logarghena e Camporaghena sono ultimi presidi di biodiversità.

Lunedì, 24 Maggio 2021 11:45
Le ultime praterie della Lunigiana Le ultime praterie della Lunigiana

 

Proprio in occasione della Giornata Europea dei Parchi (24 maggio) e della Giornata Mondiale della Biodiversità (22 maggio) indetta dalle Nazioni Unite, Legambiente ricorda l’appello lanciato il 16 maggio scorso per salvare le ultime praterie della Lunigiana.

I Prati di Logarghena (Filattiera) e i Prati di Camporaghena (Comano) sono splendide praterie con grandi fioriture di narcisi selvatici (giunchiglie) e orchidee spontanee, una volta molto estese, che si stanno imboscando velocemente e perciò estinguendosi. Il loro declino è strettamente legato all'abbandono della pratica del pascolo e dello sfalcio.

Questi ambienti sono importanti, non solo per la bellezza paesaggistica e le fioriture, ma per l’elevata biodiversità che conservano con habitat, flora e fauna protetti perché minacciati.

Si tratta delle ultime praterie della Lunigiana, peraltro comprese nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, Ente preposto proprio alla difesa della natura. Logarghena inoltre è Zona Speciale di Conservazione, tutelata dalla Rete Natura 2000 dell'Unione Europea che difende la biodiversità più minacciata.

Legambiente allora si rivolge al Presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, oltre che ai Sindaci di Filattiera e Comano ed al Presidente dell'Unione di Comuni Montana Lunigiana, perché intervengano con urgenza per salvare le praterie della Lunigiana, e lo fa anche attraverso una petizione popolare online.

“Non è accettabile infatti – commenta Matteo Tollini, responsabile Parchi e Biodviersità di Legambiente Toscana - che a vent'anni dall'istituzione del Parco si possa verificare la perdita degli habitat (e specie fuanistiche e floristiche) più importanti della Lunigiana per la biodiversità. Il Parco e gli Enti locali, sono tenuti ad attuare con urgenza tutte le azioni per fermare la perdita delle praterie di Logarghena e Camporaghena.”

“Non è solo un dovere di Legge – prosegue Tollini - ma un imperativo globale di grande attualità, infatti la conservazione della biodiversità è ritenuta strategica per combattere i cambiamenti climatici anche dal Next Generation EU’, oltre che fondamentale per la sicurezza sanitaria.”

Cosa chiede la petizione di Legambiente agli Enti?

L’urgente realizzazione di azioni, peraltro già ben conosciute e contenute anche nelle Misure di Conservazione della ZSC M. Orsaro/Logarghena adottate dalla Regione Toscana e dal Parco:

• attività di sfalcio, decespugliamento, concimazione organica e pascolo delle praterie

• ripristino creazione e mantenimento di abbeveratoi e/o pozze di abbeverata

• ripristino e la manutenzione di aree umide

• programma di controllo del cinghiale

Gli Enti possono realizzare queste azioni direttamente, anche con finanziamenti pubblici dedicati, oppure finanziare allevatori e proprietari.

È in ballo la sopravvivenza di ambienti, che regalano scenari con stupende fioriture di narcisi e orchidee, ma soprattutto di fiori e animali minacciati o a rischio di estinzione che l'Unione Europea ha individuato importanti o prioritari per la tutela della biodiversità nel continente.

Ci aspettiamo che il Parco e gli Enti Locali mettano al Primo posto dell'agenda e finanzino con urgenza questi interventi, per non perdere del tutto le praterie di Logarghena e Camporaghena. I finanziamenti sono a disposizione (bilanci, LIFE, PSR, ecc), basta avere la volontà di usarli al più presto!

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)
...

Ultimi da Legambiente

L'Associazione: "La Regione nomina un unico direttore per 4 parchi liguri, tra cui, da pochi giorni, anche per Montemarcello Magra Vara". Leggi tutto
Legambiente
Preoccupano anche l’avanzare dell’erosione costiera e i tratti di costa non balneabili. Ma non mancano le buone pratiche. Leggi tutto
Legambiente

Continua lettura nella stessa categoria:

Lascia un commento

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa