Riforestazione della foce del Magra, Ameglia fa proprio lo studio pilota

Il Commissario dell'Ente Tedeschi: "Finalmente un passo sulla strada giusta".

Giovedì, 01 Ottobre 2020 18:53
Fiume Magra Fiume Magra

 

Il comune di Ameglia fa propria la “mission” e lo studio pilota commissionato dall’Ente Parco Montemarcello Magra Vara che traccia le strategie e le modalità operative per avviare ampie azioni di riforestazione e recupero ambientale del tratto focivo del Fiume Magra

Lo studio, commissionato dall’Ente Parco a termine 2019, riconducibile alla “Campagna nazionale Mosaico Verde” e sviluppato dalla soc. AZZEROCO2, è finalizzato ad individuare interventi che possano avere impatti positivi, misurabili sotto il profilo sociale ed ambientale, e possano fungere da strategia di adattamento ai cambiamenti climatici in linea con le strategie nazionali del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Ministero Ambiente e Territorio a cui l’Ente Parco ha aderito con specifica deliberazione nel 2018.

Adesso, come sempre auspicato, anche attraverso la sottoscrizione del protocollo di intesa predisposto dall’Ente Parco e confluito nella Delibera della Amministrazione comunale, si avvia un importante percorso, tanto strategico quanto concreto che, in attuazione del Piano di Parco e per una vasta area “sensibile“, qual è il cosiddetto “mammellone“ in dx idraulica del Magra, porterà al completo ri-disegno di questa porzione di territorio.

Il tema è impegnativo, si tratterà infatti di conciliare la vocazione nautica della aree ed il recupero e riforestazione delle stesse. Il tutto non disgiunto dalla restituzione alla libera fruizione pubblica delle sponde in un tratto di fiume di altissimo pregio ambientale.

Programmazione, co-pianificazione e progettazione: sono queste le corrette modalità di intendere il rapporto Parco - Comuni, in una sinergia che abbia al centro la valorizzazione ambientale del territorio.
La speranza è quella di fare ulteriori passi avanti lasciandoci alle spalle le incomprensioni e le strumentalizzazioni del passato, sperando di recuperare anche scelte importanti sulla di gestione di vaste porzioni di territorio rimaste inattuate.

Il Parco c’è e guarda al futuro con rinnovata fiducia sulla riambientalizzazione di un lungofiume troppo abusato.


Il commissario del parco
Pietro Tedeschi

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