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Speciale GDS #Amministrative2017 - Videointervista a Paolo Manfredini In evidenza

“La Spezia che sogno crescerà intorno a 4 cuori pulsanti”.


Dirigente scolastico, candidato con la coalizione di centro sinistra composta da: Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Italia dei Valori, Lista Spezia per Manfredini sindaco, Lista A Sinistra!, Lista Noi cittadini per La Spezia, Lista La Spezia bella forte unita.

Iniziamo dal presente: può fornirci un giudizio sulla passata amministrazione? Ad oggi secondo lei quali sono le emergenze che la città si trova a dover affrontare?
Il giudizio sulla città che vedo oggi non è negativo: vedo una città riqualificata, con numerose strutture che sono tornate a disposizione della cittadinanza, come la nuova Mediateca regionale, la biblioteca, le piazze. Dieci anni fa la città era morta e ad oggi credo che la città sia cambiata in meglio. Ovviamente c’è ancora molto da fare, ad esempio sotto il punto di vista del decoro urbano.

Il suo sogno: immagini la città con lei sindaco, come la vede fra 5 anni, al termine del suo mandato?
Usando una metafora, io ho l’immagine in mente di 4 cuori pulsanti: il primo rappresenta il lavoro, proprio perché credo che ci siano numerose opportunità. Una città che investe sul suo futuro, grazie all’industria navale, al porto, alle industrie 4.0, sfruttando gli spazi delle ex aree Enel. Il secondo cuore per me è il turismo: una città con un nuovo legame con il proprio waterfront e che punta sull’economia del mare, sugli accordi con la Marina Militare e dà risalto alla sua economia. Credo che potremmo ad esempio puntare sul sommergibile visitabile; sui giardini riqualificati. Tutto però passa ovviamente dal nuovo waterfront. Il terzo cuore è la qualità della vita, intesa come mobilità dolce per valorizzare lo stato di salute dell’individuo. Riqualificazione del Montagna e di altri parchi, piste ciclabili, metropolitana leggera, autobus elettrici. Questo cuore per me, idealmente, direi che è collocato al Montagna. Infine il quarto cuore, cioè la cura della persona e la tutela della salute, penso ad un lavoro con i bambini disabili, ad esempio. Vedo questo cuore nell’ospedale in costruzione. Questa è la città che immagino, una città che si costruisce intorno a questi cuori.

Lei fa spesso riferimento alla partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini nel processo di governo della città, a questo proposito secondo lei la giunta Federici ha fallito?
Non credo abbia fallito, ma probabilmente doveva fare di più. La cittadinanza deve avere potere decisionale, il cittadino deve partecipare. Questo lo farei velocemente. La questione della partecipazione si vede dal ruolo che hanno perso le circoscrizioni. Dal punto di vista delle procedure serve che i cittadini partecipino.

Quale sarà il suo primo atto ufficiale da sindaco, nel caso venisse eletto?
Penso che mi concentrerò sulla questione del porta a porta, che ritengo essere un sistema positivo, ma che necessita di un miglioramento. Inoltre credo che questo miglioramento sia possibile grazie a pochi accorgimenti, come aumento delle squadre jolly per la raccolta o aumento di pulizia delle strade e spostare gli interventi di pulizia negli orari notturni. Altro aspetto è l’aumentare le isole ecologiche mobili. Farei una modifica al regolamento per facilitare il processo di raccolta nei condomini. Poi vorrei adottare il sistema della tariffa puntuale, per cui chi riesce a fare una buona differenziazione deve pagare in maniera più equa.

Alla Spezia devono convivere più esigenze e bisogni (porto, Marina Militare, turismo, bisogno di nuovi posti di lavoro, etc.) il suo programma tiene conto di questa esigenza? Se sì, che risposte fornisce?
Si certo, ne tiene conto, perché non potrebbe fare altrimenti. La crescita della nostra città passa proprio dall’equilibrio di questi elementi, che se incentivati rappresentano il nostro sviluppo. Per farlo serve per prima cosa l’attuazione fattiva del piano regolatore portuale, ed è in questo senso che il mio programma risponde a questa esigenza.

L'accordo sulla sua candidatura è arrivato dopo un lungo travaglio all’interno del PD e con un accordo tra Paita e Orlando: non pensa sia uno svantaggio non essere passato dalle primarie con un maggior coinvolgimento dei cittadini?
Personalmente credo che le primarie siano uno strumento straordinario per il protagonismo della città, ma sono strumento che a volte può non funzionare al meglio. Vorrei rendere l’immagine utilizzando una metafora che mi sta a cuore: quella del running. Questo sport ha un valore significativo ed indiscutibile, ma se fatto in un momento di difficoltà per l’apparato può essere un rischio. All’interno del Partito Democratico, alla luce del sole, si sono sviluppate le dinamiche che hanno reso necessaria una strada diversa, che si è rivelata la scelta giusta. Le primarie sono uno strumento, bisogna scegliere il momento per usarle, a volte è più utile scegliere una modalità diversa.

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