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"Speravamo che la nostra paura venisse ascoltata, invece si nega la realtà per non affrontarla" In evidenza

Lettera aperta di un gruppo di cittadini al sindaco Peracchini sulla questione sicurezza.

Un gruppo di cittadini, che giovedì scorso ha seguito il Consiglio comunale della Spezia, ha inviato una lettera aperta al sindaco Peracchini con le proprie lamentele su come è stata gestita la discussione sul tema della sicurezza in città, che era tra le mozioni all'ordine del giorno. Lamentele che si estendono, poi, anche alla vera e propria gestione del problema.

 

Questo il testo della lettera:

Siamo molti dei cittadini che giovedì sera hanno assistito ai lavori del consiglio comunale in municipio e alcuni da casa grazie alla diretta streaming.
Desideriamo per prima cosa ringraziare il consigliere Fabio Cenerini che, instancabilmente, si è preso a cuore la nostra sicurezza, ormai venuta meno in ogni angolo della città.
Viviamo e lavoriamo nel quadrilatero che, da piazza Verdi, si estende alla casa comunale, alla Prefettura, prosegue lungo piazza Europa e via Veneto oltre la Cattedrale e la Camera di Commercio. Un’area che, non per nobiltà, ma per le sedi istituzionali appena citate, pensavamo potesse essere risparmiata dall’azione di spacciatori, delinquenti, ubriaconi, fino a diventare teatro di accoltellamenti in pieno giorno.

Ci siamo recati in quella che riteniamo sia la casa di tutti gli spezzini, non per accusare qualcuno, primo cittadino in testa, ma speranzosi che il nostro disagio, tramutatosi poi in paura, trovasse ascolto con la massima urgenza che crediamo meriti.

Siamo stati delusi.
Abbiamo visto il Sindaco, che molti di noi hanno contribuito ad essere eletto, smanettare sulla tastiera del telefonino, mentre un consigliere comunale dava voce alla nostra civile presenza, e abbiamo cominciato a preoccuparci.
Ci saremo aspettati che Pierluigi Peracchini ci ringraziasse per la nostra partecipazione, avvenuta dopo una giornata di lavoro, in tarda serata. Ci saremo aspettati che, ricevendo una piccola delegazione, ci assicurasse la sua vicinanza e quella della sua amministrazione, rincuorandoci. Ci saremo aspettati che, grazie al dibattito, potesse emergere con chiarezza quel che è stato fatto fino ad ora per tutelare la sicurezza e il buon vivere dei cittadini, che si fosse data informazione di quel che sarà fatto nell’immediato futuro.
Tutto questo consapevoli che tra le responsabilità del Sindaco c’è la tutela dell’ordine pubblico e che, con una sua delega, agisce un assessore.

Invece no.
Abbiamo assistito alla dimostrazione di quel che il potere trasforma in arroganza, in uno scarica barile di responsabilità.
Qualcuno di noi ha perso le staffe. Come non perderle dopo aver avuto distrutti i vetri della propria auto posteggiata in via Costantini? Come non perderle dopo aver subito minacce personali dopo aver raccomandato con pacatezza ai ragazzi che giocavano a pallone in piazza Europa di fare attenzione alle auto in sosta? Come non perderle dopo aver mantenuto la calma minacciati da un tossico con il collo di una bottiglia?

Giovedì sera signor Sindaco abbiamo compreso come il potere possa trasformarsi in arroganza. Come il consenso, se mal gestito, allontani dai cittadini invece di contribuire ad avvicinarli. Abbiamo capito come negare la realtà sia solo un tentativo maldestro di non affrontarla, al nostro fianco.

Lettera firmata 

 

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