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A Sarzana la presentazione di "Un autunno d'agosto" di Agnese Pini In evidenza

Un libro che unisce personale e collettivo.

A Sarzana la presentazione di "Un autunno d'agosto" di Agnese Pini Foto da Facebook Agnese Pini

Sabato 25 novembre alle ore 16 nella sala consiliare del Comune di Sarzana Agnese Pini, giornalista, presenterà il suo libro Un autunno d’agosto. L’eccidio nazifascista che ha colpito la mia famiglia. Una storia d’amore mentre la guerra ritorna a fare paura.

L’iniziativa è organizzata da un gruppo di associazioni: ACLI di Sarzana, Sezione ANPI di Sarzana, ANPPIA, Archivi della Resistenza, Associazione Culturale Mediterraneo, Circolo culturale Alessandro Pertini, con il patrocinio del Comune di Sarzana.

Dopo il saluto di un rappresentante delle associazioni organizzatrici e della Sindaca di Sarzana Cristina Ponzanelli, interverrà Roberto Oligeri, protagonista del libro e testimone dell’eccidio. Quindi Roberta Della Maggesa, caposervizio della redazione de La Nazione della Spezia intervisterà l’autrice.

Agnese Pini ha esordito come scrittrice con la ricostruzione e il racconto di una tragica strage nazifascista, quella di San Terenzo Monti nell'agosto del '44. Qui furono massacrate 159 persone, in prevalenza donne e bambini: all’esecuzione di massa, accompagnata per macabra ironia e disprezzo della vita dalla musica di un organetto, sopravvisse solo una bimba di sette anni, Clara, fingendosi morta sotto i cadaveri della sua stessa famiglia. Il libro coniuga personale e collettivo: la bisnonna di Agnese Pini, infatti, venne uccisa nella strage e l’autrice è cresciuta con i racconti della nonna che, orfana di madre e come moltissimi altri nelle sue condizioni, non essendoci mai stata una "Norimberga italiana" ma piuttosto una grande amnistia, aveva sempre dato la colpa della strage ai partigiani. L’azione partigiana che portò all’uccisione di 16 soldati tedeschi fu il pretesto per i nazisti per la terribile azione di rappresaglia. La vicenda indagata e raccontata nel libro è quindi collettiva, ma con una forte dimensione personale, ragion per cui la Pini ha scelto un taglio molto narrativo, restituendo l’immagine di uno spazio incrinato: quello del nostro Paese. Con questo libro, infatti e come dimostrano anche tutte le polemiche che avvolgono la Resistenza, si vuole raccontare uno spaccato di storia con cui l’Italia non ha ancora davvero fatto i conti fino in fondo.

“Nel nostro Paese – dice l’autrice – c’è un periodo, il ventennio fascista, che ancora non riusciamo a guardare con una memoria davvero condivisa. La storia raccontata in questo libro può diventare allora un’occasione per tornare a ciò che siamo stati con una consapevolezza nuova.
Del resto la resistenza civile di un paese si può tenere viva solo restituendo verità e dignità al destino degli ultimi. Questo è un libro sugli ultimi ed è a loro che è dedicato, perché su di loro si è costruita l’ossatura forte e imperfetta di tutto il nostro presente, dunque anche del mio.”

Agnese Pini (Carrara, 1985), giornalista, da agosto 2019 è direttrice de “La Nazione”, prima donna ad aver ricoperto questo ruolo in oltre 160 anni di storia del quotidiano. Da luglio 2022 ha assunto anche la direzione de “il Resto del Carlino”, “Il Giorno” e “Quotidiano Nazionale”. Questo è il suo primo libro.

 

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associazioneculturalemediterraneo.com/sp/

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