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Renzi alla Spezia: "Salvini non ha pensieri propri, non lasciamo il paese in mano a questi cialtroni!" In evidenza

di Francesco Truscia - Il Senatore ed ex Presidente del Consiglio oggi in Sala Dante per presentare il suo nuovo libro "Un'altra strada".

Fare tesoro degli errori passati per disegnare un futuro migliore contro la politica della "paura" dell'attuale governo pentastellato-leghista. Questo in sintesi il fil rouge del nuovo libro del Senatore ed ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi che quest'oggi ha presentato alla Spezia, in Sala Dante, "Un'altra strada".

Impossibile soffermarsi solo sull'ultima creazione letteraria quando si parla di Matteo Renzi, viste le imminenti elezioni europee (proprio quelle del famoso 40%), visto un PD che cerca nel suo nuovo segretario Nicola Zingaretti la tanto agognata coesione con svolta a sinistra e viste le continue "bordate" tra il PD e il governo.

"Ho scritto questo libro per fare un'analisi di quello che è successo con una modica quantita di critica, sono pur sempre Matteo Renzi", si è presentato così l'ex Presidente del Consiglio alla vasta platea in Sala Dante.

Animale da palcoscenico, il senatore del Partito Democratico ha iniziato da subito con qualche frecciata all'attuale governo leghista-pentastellato: "Salvini è l'emblema della politica che cambia sempre posizione, non ha pensieri propri li prende in prestito dalla rete. Viviamo in una dittatura delle emozioni istantanee" rivadendo come l'attuale Ministro dell'Interno Matteo Salvini "Dice quello che la gente si aspetta di sentire".

La modestia non è proprio il punto di forza del Senatore Matteo Renzi, come lui stesso ha ammesso, e infatti ha sbattuto in faccia al pubblico astante, le medaglie al petto del suo governo, dalle unioni civili al dopo di noi, dal capolarato all'industria 4.0. Ma le critiche non sono solo per Salvini: "Di Maio sembrava pazzo quando urlava da quel balcone, se avessi visto Poletti uscire dal terrazzo per urlare in quel modo avrei chiuso la porta del terrazzo e chiesto un TSO. Da quando ci sono questi al governo il paese si è fermato lo dice la realtà".

L'ex segretario del PD dopo un ironico spoiler sul finale del suo libro "Vi dico già come finisce, è stato Renzi" è ritornato alla memoria a quel lontano 2012 e alle primarie del PD in Liguria con il famoso scontro tra Raffaella Paita e Sergio Cofferati additandolo come "Il momento da cui è iniziata la faida interna al Partito Democratico, quanta melma è stata gettata su Lella" con la deputata ligure in prima fila visibilmente commossa.

"Sono arrivati questi scienziati - ha affermato Matteo Renzi riferendosi agli esponenti di spicco penstastellati - La Lezzi che dice che il pil sale a causa del caldo, Toninelli (intonando la canzone "Sono fuori dal tunnel" del rapper Caparezza), ma che vuoi dire di Toninelli, si commenta da solo, per non parlare di Di Battista che dice che Obama è un golpista e Di Maio che va a trovare i gilet gialli. Da noi i gileti gialli sono al governo e non sono capaci!".

Poi si è rivolto direttamente al fuoco amico: "Quelli che mi hanno fatto la guerra perché non ero abbastanza di sinistra hanno aperto le porte alla destra di Salvini. Noi siamo qui a dire che non lasciamo il paese in mano a questa banda di cialtroni!"

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