Paita: "Alla Giunta Peracchini manca una visione alta della città" In evidenza

In merito all'ex Convento delle Clarisse, la deputata ritiene che si voglia trasformare un’area storica in un capannone senza destinazione chiara.

Mercoledì, 13 Marzo 2019 18:42

 

Giudico positivamente che l’amministrazione comunale voglia procedere con il recupero dell’area del Convento delle Clarisse . Rimango sorpresa del metodo e dell’assenza di continuità con le azioni e gli studi compiuti negli anni.
Ricordo la grande azione di sensibilizzazione e di parziale recupero svolte in maniera volontaria dal Cres (centro ricerche etnografiche e storiche).
Ricordo ricerche preziose di giovani architetti che hanno ricostruito meticolosamente la storia dell’edificio e realizzato una mostra al centro Allende.
Credo che per il recupero non si possa prescindere dal lavoro fatto in passato. Ora la priorità è procedere con gli scavi per escludere la presenza degli oggetti museali che erano stati trasferiti provvisoriamente e che poi rimasero sepolti dalle macerie generate dal bombardamento.

La proposta presentata dal comune non è coerente con l’ideale percorso verso il Castello San Giorgio e con l’obiettivo di farne una destinazione espositiva.

Un’idea potrebbe essere quella di coinvolgere anche i privati con procedure di evidenza pubblica per rendere questo spazio un luogo vivibile e di partecipazione .

A questa amministrazione sembra mancare una visione alta della città. Fatta di orgoglio e consapevolezza vera delle sue potenzialità. Le precedenti amministrazioni hanno fatto il Museo Lia, il Camec , il Museo Diocesano , il recupero del castello San Giorgio , la nuova Beghi , la Mediateca che ora, chi amministra, non riesce neppure a tenere aperta.

Adesso, chi governa la città, vuole trasformare un’area storica in un capannone senza destinazione chiara.
Ci stanno riportando indietro, a quel sentirsi “figli di un dio minore” ,una città dimessa, sotto tono, senza ambizione. Manca visione e manca ambizione. Volano bassi per non rischiare, ma alla fine a rischio è il futuro della città. Gli unici progetti di respiro (laboratori universitari in Arsenale, pista atletica campo montagna solo per citarne alcuni) se li sono trovati in eredità da quelli di prima. L’unico progetto che hanno proposto è il leggendario rifacimento di piazza Cavour che sta diventando un ridicolo balletto . Insommma la mirabolante rivoluzione promessa del #cambiamoinsieme dove è finita?


Raffaella Paita
deputata Partito Democratico

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