Lavoratrice ACAM licenziata, la CGIL spera in un gesto di IREN In evidenza

Ghiglione e Palomba: “Il risarcimento è insufficiente”.

Giovedì, 07 Marzo 2019 14:25

 

“Non conosciamo ancora il contenuto dettagliato della sentenza relativa al licenziamento della dipendente di Acam, ma quanto trapelato conferma ciò che la CGIL afferma da tempo: la formulazione delle legge 300 approvata dal Governo Monti è a dir poco vergognosa.” Così Lara Ghiglione, segretario generale della Cgil spezzina e Roberto Palomba, segreteria FP Cgil della Spezia, che continuano: “E' doveroso attendere la pubblicazione delle sentenza, ma quel che pare certo è che anche il giudice abbia considerato eccessivo il provvedimento di licenziamento emesso da Acam nei confronti della lavoratrice; a dimostrazione che le azioni e le rivendicazioni sindacali intraprese a sostegno di Teresa in questi mesi erano inequivocabilmente giuste. Dobbiamo partire da questo principio, continuando a ribadire che il risarcimento non è sufficiente. Non lo è per Teresa così come per tutti quei lavoratori che, nella medesima situazione, subiscono gli effetti dell’abolizione dell’art 18. Non a caso la CGIL nel 2016 ha raccolto oltre un milione e mezzo di firme per chiedere il referendum abrogativo ed il ripristino dell'Art 18. Sono anni che contestiamo l'abolizione dell'Art 18 e tal proposito abbiamo depositato in Parlamento una proposta di legge per l'adozione di un Nuovo Statuto dei Lavoratori (che tuteli ogni forma di lavoro, anche quelle precarie). La nostra battaglia politico sindacale su questo tema non inizia certo oggi. A breve giro organizzeremo anche un seminario su questi temi, per fornire una informazione ancora più puntuale.”

Concludono Ghiglione e Palomba: “Ritornando al licenziamento della dipendente, se è pur vero che la sentenza non prevede la sua riassunzione, essa sembra però aver sancito l'illegittimità del licenziamento. Per questo rivolgiamo un appello ad IREN affinché consideri, al netto degli effetti della sentenza, il reintegro della lavoratrice, quale gesto distensivo, anche nei confronti di tutti i lavoratori del gruppo ex Acam che in questi anni hanno subito gli effetti di una crisi aziendale disastrosa.”

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