L’iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) approda in Europa per difendere l’acqua pubblica

di Loredana Antinucci

"L'acqua e' un diritto umano, l'acqua è un bene comune, non una merce!", così recita il volantino distribuito dal Comitato Spezzino AcquaBeneComune.

Mercoledì, 03 Aprile 2013 17:16

Il Comitato - in rete con il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua - è infatti attivo per una nuova raccolta firme che durerà fino a settembre 2013 per sostenere l'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), un nuovo strumento introdotto dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore ad aprile 2012, che consente a cittadini ed organizzazioni della società civile di proporre alla Commissione europea un'iniziativa legislativa raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell'UE nell'arco di 12 mesi.
E l'Italia, attraverso il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, non si tira certo indietro per frenare l'onda privatizzatrice che arriva dall'Europa e aprire un rubinetto in senso inverso per la ri-pubblicizzazione del servizio idrico e non solo.
Rino Tortorelli, coordinatore provinciale del Comitato spiega: "Ci hanno fatto odiare il pubblico e hanno avviato la liberalizzazione in massa dei servici pubblici tra cui il servizio idrico dicendoci che in questo modo si sarebbero gestiti meglio i servizi perché le aziende private sono più interessate a investire e a gestire in modo corretto per avere poi il guadagno, ma la realtà è ben diversa perché nelle fatture c'è una voce che garantisce il profitto alle società private senza alcun investimento o buona gestione. Per questo sensibilizziamo l'opinione pubblica perché si ritorni alla municipalizzata con un sistema partecipato di controllo da parte dei cittadini e dei lavoratori."
Attraverso la firma della petizione, gli obiettivi dell'ICE sono: assicurare a tutti i cittadini il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, assicurare che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione e non siano soggetti alle "logiche del mercato unico" e fare in modo che l'UE intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.
Continua Tortorelli: "In occasione del referendum per l'acqua del 12-13 giugno del 2011, 27 milioni d'italiani hanno votato per la gestione pubblica del servizio idrico e per togliere il profitto dalle tariffe; ma, nonostante questa vittoria, in quasi tutta Italia, compresa la Provincia della Spezia, non si ubbidisce alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari, e non è stato eliminato il profitto dalle tariffe (per La Spezia la percentuale di profitto - che i cittadini pagano ingiustamente - è del 26,09% su ogni bolletta). Per questo la popolazione ora è sfiduciata e l'attuale campagna di raccolta firme sta avendo un esito meno massiccio, anche se a livello europeo il milione di firme è già stato raggiunto. Ma non ci arrendiamo e procediamo con l'ICE e con la compagna di "obbedienza civile" perchè ci sono realtà in Italia e in Europa, dove si è già capito da tempo che la privatizzazione del servizio idrico non funziona e dove si è tornati ad una gestione pubblica partecipata efficiente."
L'opera di sensibilizzazione sul servizio idrico include anche l'educazione al consumo etico di questa preziosa risorsa e in quest'ambito il Comitato locale si dichiara soddisfatto dell'operato dell'ACAM che con il personale qualificato sta ottenendo ottimi riscontri sia dal punto di vista di utilizzo delle risorse sia del controllo qualità; alta invece l'insoddisfazione del Comitato verso l'operato dei Sindaci che, nonostante gli esiti del referendum, non hanno tolto i profitti dalle tariffe e non hanno proceduto alla ri-pubblicizzazione della gestione del servizio.

Ulteriori info su www.acquabenecomune.org e www.obbedienzacivile.it
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