"Come si può investire su prevenzione e manutenzione senza ripristinare le Province?" In evidenza

La CGIL spezzina chiede che la politica rimedi a quello che definisce un "pasticcio".

Giovedì, 13 Settembre 2018 11:21

“La recente tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova ha prepotentemente posto al centro dell’attenzione di tutti la questione essenziale legata alla manutenzione delle infrastrutture – dichiarano Lara Ghiglione, Segretaria Generale della CGIL spezzina e Daniele Lombardo Segretario Generale della FP CGIL La Spezia - Per questo motivo ci pare fondamentale che la politica si interroghi su quale prospettiva intenda dare a quel processo di riordino istituzionale tanto evocato ma mai realizzato e comunque interrotto dall’esito inequivocabilmente negativo del referendum costituzionale. In particolare cogliamo l’occasione per chiedere quale sia la prospettiva che si intende dare alle Province, Enti che ad oggi sono chiamati dalla Costituzione stessa a svolgere funzioni importanti come la gestione e la manutenzione di strade e scuole. Come si può infatti pensare di investire su prevenzione e manutenzione senza ripristinare il sistema delle Province?"

Proseguono i due esponenti della CGIL: "Ad un anno dalla mobilitazione nazionale dello scorso 6 ottobre ci pare infatti che poco o nulla sia stato fatto per rimettere le Province in condizione di svolgere la propria funzione. C’è ancora bisogno di risorse finanziarie e umane per porre rimedio al grande pasticcio fatto in questi anni, nato con la riforma Delrio e di fatto mai più riaffrontato.
Lo scorso 6 Luglio la Consulta ha peraltro confermato ciò che i Sindacati e noi in particolare abbiamo sostenuto fin dal 2013, anno in cui è iniziata la sciagurata riforma delle Province: le risorse che fino ad allora i cittadini versavano per imposte locali devono tornare ad essere investite sui territori.
Dall'entrata in vigore della cosiddetta Riforma Delrio infatti tali risorse vengono prelevate forzosamente dallo Stato e sottratte alle casse delle Province, che non sono da allora più in grado di manutenere adeguatamente strade e scuole, oltre che garantire gli stipendi dei lavoratori.
La Provincia della Spezia in questi anni è stata costretta a svendere il proprio patrimonio immobiliare e azionario solo per sopravvivere, rinunciando però quasi completamente a svolgere le funzioni che la Costituzione le assegna. Le condizioni in cui operano i pochi dipendenti rimasti (ricordiamo che per effetto della stessa sciagurata legge la Provincia ha dovuto rinunciare ad oltre 200 dipendenti in breve tempo) sono ormai inaccettabili. La cronica mancanza di risorse impedisce che essi svolgano il proprio lavoro in modo dignitoso e sicuro: ad esempio, ciò che infatti prima veniva svolto da una squadra di 10 operai, è oggi fatto da meno della metà del personale, con gravi ripercussioni sui tempi e sulle condizioni lavorative".

"Il pronunciamento della Consulta - concludono Ghiglione e Lombardo - non lascia più dubbi su ciò che il Governo deve assolutamente fare: riconsegnare alle Province ciò che esso stesso ha indebitamente sottratto ai territori negli ultimi cinque anni in termini di risorse economiche e umane.
Le Province infatti hanno bisogno di soldi e lavoratori. Lo gridiamo inascoltati da tempo e oggi finalmente la legge ci dà ragione”.

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