Sarzana: anche la Ponzanelli contraria all’accordo su Villa Ollandini In evidenza

di Luca Manfredini – "Beni Comuni e Democrazia – il ruolo dei Cittadini nella Destinazione della Villa" - un argomento sostanzioso presentato da Comitati ed Associazioni al Centro Barontini e impreziosito dall'opportunità di un atteso confronto pubblico tra i 6 aspiranti Sindaci.

Domenica, 27 Maggio 2018 16:20

Ma così non è stato, complice il caldo afoso, il numero dei presenti nella ristretta sala e, soprattutto, i pregressi impegni istituzionali e politici di due candidati importanti; Alessio Cavarra e Cristina Ponzanelli. I primi interventi sull'argomento sono stati proprio i loro, la candidata del centrodestra per prima ed immediatamente dopo il Sindaco uscente, ed i cinque minuti dedicati all'intervento di ognuno sono trascorsi velocemente, troppo velocemente. Come veloce è stato il loro conseguente abbandono della sala subito dopo le dichiarazioni, cosa che ha inficiato la possibilità a fine giro interventi di un secondo round di repliche, approfondimenti e discussioni cui il pubblico ed i Comitati ambivano e ridotto il tutto a 6 singoli interventi. Unica novità rispetto alle risapute posizioni dei 5 candidati che già siedono in Consiglio comunale è stata quella della Ponzanelli, che si è schierata contro l'accordo attuale tra Amministrazione e CDP Immobiliare, ufficializzando così un "Tutti contro uno".

Cittadinanza Attiva – Comitato Sarzana che Botta – Acqua bene Comune – Italia Nostra – Arci – Mediterraneo – Lega Ambiente hanno organizzato l'evento e presentato l'argomento, il futuro di Villa Ollandini, corredato da un necessario approfondimento su Cassa Deposito e Prestiti dal titolo: "Tutto quello che avreste voluto sapere su CDP e non avete mai voluto chiedere".

"I candidati Sindaci qui presenti devono sapere ciò che servirà per Villa Ollandini: un rispettoso restauro e non la manomissione di un bene pubblico protetto nella sua interezza da un vincolo monumentale – spiegano Mosti, Tortorelli e Giannini – lo stesso parco storico è considerato un monumento e non può essere separato dagli immobili originali come si cerca di fare ora, un progetto unico e non divisibile quindi, come specificato anche dalla "Carta dei Giardini Storici", detta "Carta di Firenze. Chiediamo ai candidati di appoggiare il nostro progetto di un tavolo di confronto pubblico permanente sulla problematica, ed al Sindaco che verrà di applicare una corretta trasparenza che informi i cittadini in tempo reale di tutto ciò che l'Amministrazione produce".

I Comitati ripercorrono la storia della Villa e l'evoluzione di CDP che dal 2003 si è trasformata in Spa: "Una Banca d'affari che crea profitti sui risparmi dei Cittadini – la definisce Tortorelli – da Banca dei Comuni a "Banca d'affari" - slide e approfondimenti prima di dare la parola ai candidati.

Alessio Cavarra (PD) difende la linea intrapresa dall'Amministrazione: "Un'operazione straordinaria che regala ai cittadini un bene pubblico di oltre due milioni di euro, un traguardo importante giunto dopo un lungo confronto con CDP. Ricordo che Cassa Deposito e Prestiti è lo Stato italiano, non un privato, non un Mario Rossi qualsiasi – spiega – il cambio di destinazione d'uso consente alla città di impossessarsi di 15.000 metri quadrati di Parco completamente rivalutati e illuminati, più i due edifici aggiunti (ex limonaia e casa del custode). Ricordo poi che la Villa è nata come residenza privata e ora tornerà ad esserlo, ma Sarzana acquisirà uno spazio perso. Abbiamo portato a termine una trattativa con lo stato e salvato un'area dal degrado indecoroso cui era piombata. Regione, sovrintendenza e Consiglio comunale hanno dato parere favorevole e voi volete cambiare una destinazione che già c'è, che già è stata approvata".

Di tutt'altro parere la Ponzanelli (Centrodestra): "Villa ollandini è un esempio emblematico del nostro territorio, costellato di beni pubblici colpevolmente abbandonati – dichiara – tanti gli esempi in un'unica coincidenza: se ne parla solo in concomitanza con le elezioni e si dimentica subito dopo. Il mio è un no al "Condominio Ollandini" con giardino privato per i condomini e con oneri pesanti di manutenzione sui cittadini – conclude poi – chiunque diventi Sindaco dovrà valorizzare la piena destinazione pubblica ed il rispetto dell'ambiente, per questo accolgo e condivido le richieste dei Comitati qui presenti".

Anche Federica Giorgi (M5S) esprime le proprie contrarietà al progetto con CDP, confermando il no già espresso in Consiglio comunale: "La destinazione ad uso pubblico è venuta meno, l'alienazione sarebbe consentita ma con tutto l'intero complesso destinato a tale priorità pubblica. Il Parco ed i due fabbricati dichiarati come "doni" per la cittadinanza sono in realtà pagati dalla stessa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione non incassati – e ancora – chi curerà poi il Parco una volta consegnato? Il Comune ovvio, noi cittadini quindi".

"Non dimentichiamo poi la strada di accesso ai nuovi appartamenti privati che distruggerà una buona parte del bosco esistente – e conclude – l'area deve mantenere un uso pubblico ed essere adibita a luogo d'istruzione, o come museo, come prevede la sua destinazione. Perchè si è sempre ovviato di chiedere fondi nazionali o europei per risanarla?"

Valter Chiappini (Sarzana in movimento) apre con una polemica: "I due candidati Sindaci che sono andati via immediatamente con una classica "Toccata e fuga" sono un lampante esempio della mancanza di rispetto per i cittadini, la parola partecipazione non gli compete. Questo progetto va ridiscusso ed è ciò che faremo noi in caso di vittoria, perché noi siamo al servizio dei cittadini e non dei partiti, ed i cittadini devono decidere cosa fare dei loro beni. Come da chiaro programma "Sarzana in movimento" aderirà alla Rete dei Comuni per la socializzazione del risparmio pubblico in CDP – e aggiunge – dove sta qui l'interesse pubblico rilevante tale da motivare questa variante di destinazione? Sarzana ha già perso troppi beni, troppi pezzi ,bisogna cambiare per forza – e conclude – lo stesso Melley di CDP da me consultato sulle specifiche di questa destinazione si è arrampicato sugli specchi ed ha anche ammesso che l'accordo su Villa Ollandini non è ancora stato neanche firmato".

Anche Paolo Mione (Sarzana per Sarzana) aderisce convintamente al tavolo proposto dai Comitati ed esordisce sarcastico: "Ridicolo che il Sindaco ricordi che Villa Ollandini è nata come residenza privata ed oggi è normale che torni tale, speriamo che la Reggia di Caserta rimanga un bene pubblico e non venga anche lei trasformata in un condominio privato. Bloccare immediatamente l'iter amministrativo avviato da Cavarra proprio a fine mandato e sederci al tavolo di discussione va fatto e perseguito da tutti, dopo la scorrettezza della votazione di maggioranza in Consiglio che di fatto sottrae alla collettività un bene dall'enorme valore – aggiunge poi – questo accordo è una scelta scellerata su cui il Sindaco si è fatto fregare, un accordo capestro che stopperò immediatamente se diventerò Sindaco. No al condominio, si all'uso pubblico, che è la principale finalità di un patrimonio comune che deve restare tale, anche CDP se opportunamente pungolata converrebbe su questo principio – e conclude – non voglio pagare il giardino del condominio, non voglio pagare due, tre giardinieri assunti per mantenerlo piacevole alla vista dei condomini che compreranno gli appartamenti in Villa".

Ultimo ma non ultimo il candidato Paolo Zanetti (Sinistra Sarzanese) che esordisce con toni duri: "L'orgia liberista che ha pervaso CDP negli ultimi anni non deve distruggere anche questo bene pubblico. Il metodo è sempre sostanza, di fonte all'emergenza andavano coinvolte tutte le forze politiche ed i cittadini, ma questa amministrazione preferisce da sempre gli incontri "Tete a tete" – aggiunge - sono contrarissimo poi, da sempre, all'uso costante degli scomputi per gli oneri di urbanizzazione. Anche il Parco stesso regalato ai cittadini inoltre sarà in realtà ridotto e delimitato da cancelli e recinzioni – e conclude - aderisco ovviamente e convintamente a questo tavolo sperando che sia un tavolo non limitato solo a Villa Ollandini ma allargato a tutti gli altri beni pubblici del territorio".

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